il volo

Alga si toglie gli occhiali (che in teoria avrebbero le lenti multifocali, ma nel frattempo la vista si è abbassata e vabbé), si china sul modulo di contocorrente postale e, pazientemente, cerca di far stare in quattro centimetri la scritta ministero dell'economia e finanze dipartimento del tesoro.
Tutto stampatello.

Alga domani ha una sveglia prestissimo, ché deve far stare un sacco di cose (compresi una stazione e un ufficio postale) in tre ore secche, e prima delle nove e un quarto.

Alga è felice ma anche un po' triste, perché adesso la Cami davvero vola via, comincia davvero una nuova vita ed è davvero bellissimo, anche se le mamme, anche quelle più preparate e scantate, in fondo in fondo chiocce sono e chiocce rimarranno, come tutte le mamme, in tutto il mondo.

Alga, mentre còmpita con estrema attenzione (il modulo è uno solo, non sono ammessi sbagli), si accorge che ha tirato fuori la punta della lingua, come i bambini.

E che le viene da piangere.

soundtrack:

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com’è dura l’avventura

Tranne per quelli che ci sono nati, Milano con i suoi ritmi di lavoro bastardi, i suoi prezzi mostruosi e il suo clima impossibile (tipo Boston: sei mesi d'inverno, sei mesi d'inferno) corcherebbe perfino un bisonte.

Tantopiù se una è già zoppa di suo, single con due figli mica tanto grandi e sempre a corto di soldi.

Però ci son cose apprezzabili, basta saperle trovare.

Il passante ferroviario (di cui ho già parlato): ogni 15 minuti un trenino carino ti porta in centro in altri 15 minuti.
Se canni l'orario e sei in centro, ti toccano (altri ancora) 15 minuti di attesa in stazioni sotterranee deserte e sinistre che neanche in un film dell'orrore, ma pazienza.

Le mostre (ma quelle ci sono anche a Torino), però qui ancora di più.
Peccato non averci il tempo.

I concerti. Peccato non averci i soldi.

Gli aperitivi a sorpresa, l'organizzazione dei quali (tramite cellulare) sembra essere l'attività principale di fine giornata.
Ogni tanto, se uno riesce ad organizzarsi, ci sta. Grazie al passante ferroviario 😉

Ma, soprattutto, il poter trovare tutto, se sei curioso di tutto.
E io, modestamente, lo sono 🙂

Tanto per dire, ieri sera mi sono accaparrata questa salsa per okonomi che desideravo (desideravo? ehm. una volta era l'amore, ora le salse. evabbeh) da tanto tempo per i miei esperimenti di cucina jappo.

Ero proprio contenta.
L'ho comprata alle dieci di sera e anche solo per il packaging, con quelle scritte incomprensibili e colorate, valeva la pena.

Ah, e ho anche trovato, finalmente, la polvere per fare il dashi.

Gioia e tripudio.

soundtrack ;-):

i favoriti della luna 2

Negli ultimi mesi hai perso qualcosa, Bilancia? Questa settimana comincia una fase in cui, anche se non potrai ritrovare quello che hai perso, potrai ricrear­lo a un livello superiore. Forse un desiderio che sembrava sfumato si sta semplicemente rimodellando, e ora potrai esprimerlo in una forma migliore. O forse un rapporto che si è rovinato stava solo morendo per poter rinascere più sincero e flessibile.

Saltiamo il rapporto, Rob, e veniamo al desiderio.

Stanotte è quasi praticamente luna piena, ed essendo nonostante tutto io ancora femmina, malgrado il panico tutt'ora incombente la mia pancia ha messo in cantiere qualcosa di nuovo.

È una roba piccola piccola, tipo feto, ma con già tutte le sue caratteristiche ben definite.
È una gravidanza veloce, se deve nascere nascerà in settembre.
Concepita circa quattro ore fa, c'ha già due madrine, un posto dove abitare, una fatina buona che l'aiuterà a venire al mondo.

Se la (timida) gestazione avrà successo, il risultato sarà un buon motivo per affrontare alla grande la brutta stagione, e per restare in questo posto.

Per ora non si può dire di più.
Ma, se mi si conosce anche solo un po', indovinare diventa facile 😉

soundtrack [e fate attenzione al testo :-)]:

il coraggio del pettirosso (per una volta non è un film, ma che importa?)

Vi presento Jenni Williams.
È una donna forte, e dolce.
La sua mano destra dice LOVE ma, dentro, sa essere dura come una pietra.

Lo ha detto lei, che ha fondato WOZA: colpire una donna è come colpire una roccia. Abbiamo paura, molta paura. Ma combattiamo le nostre battaglie perché siamo convinte di avere ragione al cento percento. Vogliamo un futuro migliore per i nostri figli.

Oggi ho pensato che se lo fa lei, nel mio piccolo lo posso fare anch'io.

Così, domani mi metterò il vestito blu, gli orecchini a cerchio con le perline colorate e me ne andrò al lavoro, capelli freschi di shampoo e unghie laccate di rosso.
Ricaccerò indietro la paura e farò come se nulla fosse accaduto.

Mi guarderò intorno, questo è sicuro. E, nel frattempo, resisterò ad oltranza.

Perché WOZA in Ndebele significa va' avanti!
Perché ho ragione.
E, soprattutto, perché lo faccio per i miei figli.

Grazie, Jenni 🙂

soundtrack:

strano pianeta

Le nebulose sono molto decorative, però sono solo luci colorate: nuvole interstellari di polvere, idrogeno e plasma.
Come dire, il nulla con una bella faccia.

Il nulla può anche essere fantastico, se sei da solo.
Può essere anche accettabile, se sei in due (adulti).

Ma se sei in tre e l'adulto è uno, rischia di far paura.

La paura la conosco bene, vive e dorme con me già da quattordici anni. Certe volte la invito pure a cena 😉

Quindi lo so perfettamente, la vera paura è quella che sai che la sberla ti arriva (e potente), ma non sai quando.

E soprattutto, non sai perché.

Questo l'ho imparato ben prima di quattordici anni fa.

soundtrack [so this is (a) goodbye ;-)]:

al di là delle nuvole

Stanotte ho trovato sveglia P. sulla chat di Fb.
È strano, perché lei va di solito a dormire presto.

Per inciso, presto per me significa a mezzanotte.

Un motivo c'era e il motivo è che una sua amica se ne è andata.
Aveva quarantasette anni, si è ammalata, ha sofferto e poi alla fine è scivolata via.

P. mi ha detto che, quando ha fatto il salto, il suo uomo la stava abbracciando.

Io non so quando farò il famoso salto, né so se in quel momento qualcuno mi abbraccerà.

Però so che quando sarà, secondo la mia fede barcollante e molto personale, avrò qualcuno da incontrare, il che non è male.

Avrò la Vez, che come al solito sarà scontrosa ma a suo modo simpatica e faremo grandi chiacchierate sugli uomini, sdraiate su amache all'ombra dei nespoli.
Avrò Annalisa, che mi spiegherà finalmente quanto sono immatura e magari mi racconterà i suoi film preferiti.
Avrò Giorgio con cui fare discese spericolate in canoa in una replica della Stura di Demonte, e forse qualche dormita abbracciati (col suo buon profumo di sapone johnson's) e forse ancora ci scapperà qualche massaggio fatto comesideve.
Avrò Fulvio, che mi guarderà col suo sorriso triste e mi dirà ancora quella cosa che mi disse quella sera, che mi ha fatto così ridere.
Avrò Gigi, che mi darà lezioni di chitarra (poi mi bacerà col caschè) e magari stavolta sarò buona ad imparare.
Avrò Franca, non faremo più i compiti assieme però mangeremo pane e nutella. Come allora.
Avrò Giacomo, che mi leggerà la mano mentre fuma la pipa, e dovrò tornare bambina per sentire il suono del suo tictac.
Avrò Ferruccio, che si farà toccare i baffi da me ed esploderà in un grande starnuto, solo per farmi divertire.
Avrò mio padre, che non sarà quello del buio, ma quello che mi portava a vedere le mostre e mi lasciava fare buhbuh dentro al cannone dei giardini di Via Cernaia.
Avrò Poldino, che mi incanterà con la leggenda dei Nibelunghi (e bisogna avere una voce impostata e una dizione fantastica come le sue, per farlo).
Avrò mia nonna, che taceva e mi guardava, mi abbracciava col suo profumo di acqua di rose e mi teneva in cucina con lei.
Avrò mio nonno, che mi racconterà ancora del Carso, ché tanto non mi sono mai stancata di ascoltarlo.
Avrò Luca, che mi porterà in giro a scattare. Faremo tante belle foto, come quelle di un secolo fa, alla Tesoriera.

E sì, poi faremo grandi cene all'aperto e io cucinerò per tutti.
Non è male, vero? 🙂

Io gliel'ho detto a P., che non deve essere triste.
Che la sua amica la ritoverà.
E mi sembrava che fosse d'accordo con me.

soundtrack: