blue jasmine

Unknown-2Quanto è brutto il vuoto interiore. Quanto è senza salvezza la disperazione che ne deriva. E quanto è peggiore, questa disperazione, nella misura in cui non ci si renda conto di essere finti (a cominciare dal nome), inconsistenti, fatti di sola apparenza.

Woody Allen è ormai un grande vecchio disilluso, ma ancora capace di dirigere magistralmente attori magistralmente bravi (Blanchett in primis) in film come questo, drammatico, cattivissimo, spietato. Dove non si salva nessuno e dove (ormai) la psicanalisi – grande e feconda fonte di esilaranti battute nel secolo scorso – è ridotta a “terapia di Edison” (per i profani, elettroshock) e xanax (che non funziona).

È evidente che l’unica salvezza sarebbe l’amore.

Ma l’amore non abita da queste parti.

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pelle d’asino

Unknown-1Certe notti, quando torna a casa non troppo tardi (diciamo alle due), Alga si rifugia nella sua stanza (ex della Cami), lontana dal disastro domestico e dalla puzza di pipì di gatto, e si prova i vestiti che si è comprata ai supersaldi (9 euro al pezzo) del negozio sotto casa.

Son vestiti che non metterà mai: un trapezio color cipria con scollatura all’americana, leggero come un soffio di vento. Un tubino nero operato e un po’ barocco, da signorina perbene. Un altro a piccoli fiori, molto francese.

Non perché non ci stia bene dentro (a menodiciottochili ormai le entra qualsiasi cosa, perfino i pantaloni pre-gravidanza) ma perché non avrebbe mai e poi mai l’occasione giusta per indossarli.

Il punto è che Alga non si vede, perché l’unico specchio a figura intera l’ha rotto Zoe-merdolina quattro mesi fa.
E vabbe’.

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così lontano, così vicino

PSK1391366293PS52ee9095823e6Ecco, questo è uno di quei giorni in cui mi sento un po’ così.
In pratica, sono emotivamente sbombazzata ed era tanto che non mi capitava.

Il tempo (in senso atmosferico) è da lupi, è il mio giorno libero (quindi limbo) e ieri è morto Philip Seymour Hoffman (e qui trovate qualcuno che ne sa parlare meglio di me), un attore che ho molto amato e non solo perché era un bravissimo attore ma, chissà, forse per la sua faccia e per quello che suggeriva al mio cuore quando lo vedevo al cinema.

Poi ho incontrato una persona del mio passato e ho scoperto che non sono più abituata ai gesti affettuosi.
Non so il perché ma mi provocano reazioni immotivate e anche un po’ esagerate.

Tutto quello che mi sembrava tanto lontano, prima o poi scopro che invece è ancora vicino, più di quanto avessi sempre pensato.

Vabbe’, per fortuna domani si ricomincia: si abbassa la saracinesca e si indossa l’armatura.
E speriamo di lavorare tanto, ché a metà mese c’è da pagare l’INPS.

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