articolo 99

Quando la notte è quasi conclusa
e l'alba spunta tanto vicina
che possiamo toccarne gli spazi
è tempo di lisciare i capelli

e far sì che le fossette siano pronte
e meravigliarci di esserci preoccupati
per quella vecchia, sbiadita mezzanotte
che ci spaventò, non più di un'ora fa
.

Emily Dickinson

Chiedo una piccola pausa.

Poi torno.

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notte prima degli esami (again!)

Siccome lo dice anche Eduardo De Filippo, che gli esami non finiscono mai e io appunto domani ne ho un altro, e ho le pile scariche, e anche paura, se sulle prime me ne sarei stata  afflosciata sul sofà a pensare e a disperarmi, poi mi sono alzata e sono andata in cucina, questa volta con gli occhi asciutti.

Ho fatto l'arrosto di maiale con le prugne (ne ho messe sette, porta fortuna, non si sa mai) e il marsala gran riserva. Ho fatto anche i finocchi gratinati e il puré.

Sono per Pietro, domani a pranzo.
Perché domani a pranzo, io non passo da casa.

soundtrack:

stanno tutti bene

Con la pioggia, con il vento e con chili di lasagne accuratamente porzionate, sono tornata a Torino.

Ventisette ore secche, ma belle (nonostante la paura).
Con tante novità da tastare con gli occhi e con il cuore per poi ripartire con la solita tristezza ma con la conferma che sì, è vero, l'amore trasforma le persone.

soundtrack:

terraferma

Ogni volta che cucino, ci metto tutto l'amore che posso.
Quando cucino per i miei amici, anche di più.

La cosa strana è che (non sempre, ma spesso) quella che mangia di più di tutti sono io perché, oltre a quello che preparo, mi arriva sempre qualcosa di buono da chi viene a cena da me. E non si tratta solo di cibo.

Questa sera, per esempio, oltre a un viso conosciuto ho avuto due ospiti nuovinuovi (ma una dei due sapevo esistere già da anni, e non vedevo l'ora di incontrarla) e sorrisi, e parole profonde e intelligenti e film e dolci e risate.

È vero, ogni tanto mi dimentico di quello che so fare e di quello che ho. E di come, in fondo, sono fortunata.
Mac, mouse, tastiera e monitor mi hanno regalato (e continuano a regalarmi) tante persone davvero speciali, tanti mondi (veri) da scoprire, da esplorare e da amare. Tanti modi diversi di vedere la vita e di farmi sentire meno sganciata da una realtà ogni tanto un po' pesante e per me faticosa da abbracciare stretta, da accettare fino in fondo.

Quindi grazie Helma, grazie Giugno, grazie Pier.
Con voi Alga, questa sera, si è sentita meno fluttuante del solito.
Insomma ben nutrita, in tutti i sensi.
Insomma praticamente a casa (lei che non sa mai bene dov'è e dove andrà).
Insomma, felice.

soundtrack:

gioca per sopravvivere

Sono golosa di roba da mangiare, sono golosa di cinema, sono golosa di libri, sono golosa di cose nuove che non so, sono golosa di persone da conoscere e da amare, sono golosa di musica.

Sono golosa ma (ahimé) selettiva.
Anche se il termine golosa potrebbe far pensare a un orco (e forse in parte lo sono, vero cloud? ;-D), il mio non essere di bocca buona mi rende totalmente inoffensiva, a meno che qualcuno abbia la coda di paglia e/o abbia paura di me.

Per esempio la musica.
Io son degli anni sessanta e ne ho ascoltate di tutti i colori, in tempo reale, e solo per questo mi sembra di aver avuto una gran botta di culo. Ma siccome la musica si muove, anche ripetendosi, per carità, ma si muove, io gli sto dietro.
Con grande curiosità, e con incommensurabile godimento 🙂

Da brava vecchietta arzilla, mi piacciono i ragazzini e così sto appiccicata alla radio o mi compro XL e me lo leggo al cesso. Poi agisco di conseguenza, ovvero mi prendo delle autentiche sbronze di cd appena usciti.

E meno male che la musica esiste, che la musica cambia, che la musica resiste.
Che, come cantava il  grande Neil Young hey hey my my, rock'n roll will never die.

È proprio vero e per chi, come me, ha la fortuna di amarla e di esserne goloso, tante volte è una vera manna dal cielo, tante volte ti salva. Letteralmente.

Ah, tutta questa serie di belinate per dire che ho aggiunto un nuovo link, la collina dei conigli, alla mia cineteca qua a sinistra. Un posto bellobellissimo per tutti quelli come me.

E poi per dire che è uscito l'ultimo cd di Beirut.
Da ascoltare e riascoltare, ché più si ascolta più meraviglia.
Zach Condon ha solo ventiquattro anni. Ma vi rendete conto?

soundtrack (e ditemi se non è strepitoso):

a memoria

In questi giorni tristi e strani, di articolo otto sì o articolo otto no, di lastre ritirate ma dall'esito ancora misterioso, di estate che non vuol morire, di consapevolezza (dolorosa) riguardo ad un perdono che non posso proprio dare e, nello stesso tempo, di una nuova amicizia che passa dal virtuale al reale, ed è incantevole, insomma in mezzo a tutto questo casino continua a venirmi in mente la mia nonna.

E di quanto fosse straordinaria, nella sua vita ordinaria e in fondo solitaria, e (lei, straordinaria) anche senza mostrare di esserlo.
E di quanto fossi felice, da bambina, a restare a dormire da lei e com'era bello svegliarsi al mattino presto, in tarda primavera o alla fine dell'estate, restando a letto a guardare le persiane chiuse con il sole che ci filtrava attraverso e ascoltando il richiamo del vetrié che passava lungo la via.

Il cibo della memoria non so se serve a curare, comunque la pastasciutta al pomodoro della mia nonna non me la dimenticherò mai.
Lei, che era emiliana, prendeva le cipolle, le affettava sottili e le metteva a stufare in un po' di burro, poi aggiungeva i pelati, li schiacciava con la forchetta e li salava. Dopo un po' aggiungeva un dito di latte e quando il latte era evaporato il sugo era pronto. Nel frattempo cuoceva le tagliatelle all'uovo, mai vista, a casa sua, pasta di grano duro e basta.

Le tagliatelle al pomodoro si mangiavano a pranzo, in cucina, con sopra una montagna di parmigiano.
E intanto, da una radiolina con una fodera di similpelle grigia, si ascoltava la Corrida di Corrado.

soundtrack:

teresa la ladra

Siccome sono un po' così e non ho voglia di scrivere, faccio la ladra e rubo alla mia amica Elle (siccome non riesco a caricare il collegamento, la trovate nei miei link: è racconto di primavera) una cosa che mi è piaciuta assai e che mi ha regalato un sorriso in un momento non proprio facile.

Sono le donne difficili quelle che hanno più amore da dare, ma non lo danno a chiunque.
Quelle che parlano quando hanno qualcosa da dire.
Quelle che hanno imparato a proteggersi e a proteggere.
Quelle che non si accontentano più.
Sono le donne difficili, quelle che sanno distinguere i sorrisi della gente, quelli buoni da quelli no.
Quelle che ti studiano bene, prima di aprirti il cuore.
Quelle che non si stancano mai di cercare qualcuno che valga la pena.
Quelle che vale la pena.
Sono le donne difficili, quelle che sanno sentire il dolore degli altri.
Quelle con l’anima vicina alla pelle.
Quelle che vedono con mille occhi nascosti.
Quelle che sognano a colori.
Sono le donne difficili che sanno riconoscersi tra loro.
Sono quelle che, quando la vita non ha alcun sapore, danno sapore alla vita.

(Alma Gjini)

Per ora è tutto.
E grazie, Elle, anche se non ti ho chiesto il permesso.

soundtrack: