quattro matrimoni e un funerale

Questo è uno di quei post che non vorresti mai scrivere.
Ma il blog, per noi veri bloggers, è una fede. Anche se ormai (come me) si scrive poco.

Questo, per me, è un posto dove si dice tutto, a costo di contraddirsi e di sputtanarsi, perché tanto c’è sempre qualcuno che scavalca il galateo della blogosfera, e telefona a qualcuno (che non sono io) per felicitarsi (?).

Ecco, sono le quattro e cinquantanove e io non riesco a dormire. Il nostro progetto ha subito una battuta d’arresto. Non dipende da me.

Come diceva Hugh Grant, in sacrestia, in Quattro matrimoni e un funerale? Coglione! Coglione! Coglione!
Vale anche per me.

Cogliona 🙂

Cogliona perché mi faccio convincere. Cogliona perché poi ci credo. Cogliona perchè, dopo anni, dico affanculo e, nonostante tutto, mi ci butto a testa bassa.

Non so come finirà. Forse dipende dalla mia pazienza, forse da un’altra persona, forse dal caso.

Chi mi vuole bene si preoccuperà, gli invidiosi (come sempre) brinderanno.

Io ho solo bisogno di tempo per leccarmi le ferite, per prenderere le distanze, per esercitare, ancora una volta, la mia proverbiale pazienza.

E per imparare una volta per tutte ad essere meno cogliona.

Chi vuole telefonare, telefoni.

 

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