mamma roma

2012-09-07-MamaRoma6-480x524Mi piace un sacco quando mio figlio invita i suoi compagni di scuola a cena e poi a dormire a casa nostra.
Stasera in tutto sono sei, spilungoni e un po’ gaglioffi come lui, ma come lui in fondo dolci, stile cuccioloni di cane con le zampe grosse e le orecchie dritte.

Mi piace che a loro piaccia venire in un posto che è molto meno ordinato dei loro posti ma, come dice mio figlio, molto più colorato.
Mi piace fare la pizza con il lievito madre, tre teglie enormi di tre gusti diversi, e in più la focaccia genovese bella crasta (basta non dargli la verdura e son contenti) e la torta di mele con la macedonia, ché tanto loro ci hanno sempre lo sbrano.
Mi piace quando vengono in cucina, un po’ timidi, a dirmi che era buonissima.
Mi piace quando mio figlio si vanta con loro per il fatto che ascolto, mentre cucino, gli Alt-J o i Radio Head. Manco i genitori di questi qui (che di sicuro son molto più giovani di me) ascoltassero il ballo liscio 😀
Mi piace quando i padri e le madri mi ringraziano al cellulare dei figli o per mail come stessi attuando un’impresa titanica. Che sarà mai, avere sei tipini per casa?
Mi piace quando escono dopo cena per andare al pub e gli devo raccomandare di non fare cazzate, ché son tutti (anche se per poco) minorenni e io  “tengo responsabilità”.
Mi piace che mio figlio sia in qualche modo orgoglioso di noi, della nostra diversità, della nostra unicità.

Per la maggior parte del tempo non è facile, con lui. Ma, a dispetto di tutto, esiste e resiste una sintonia che è tutta nostra. E a me piace.
Salta fuori in questi momenti qui, rendendomi felice.

Insomma, volevo solo dire che mi piace aver gioventù per casa.
E che mi piace mio figlio 🙂

soundtrack:

la tristezza e la bellezza

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Pietà per la nazione i cui uomini sono pecore
e i cui pastori sono guide cattive
Pietà per la nazione i cui leader sono bugiardi
i cui saggi sono messi a tacere
Pietà per la nazione che non alza la propria voce
tranne che per lodare i conquistatori
e acclamare i prepotenti come eroi
e che aspira a comandare il mondo
con la forza e la tortura
Pietà per la nazione che non conosce
nessun’altra lingua se non la propria
nessun’altra cultura se non la propria
Pietà per la nazione il cui fiato è danaro
e che dorme il sonno di quelli
con la pancia troppo piena
Pietà per la nazione – oh, pietà per gli uomini
che permettono che i propri diritti vengano erosi
e le proprie libertà spazzate via
Patria mia, lacrime di te
dolce terra di libertà!

Pier Paolo Pasolini

soundtrack:

great expectations 2

young_frankenstein1Quando non si possiede praticamente niente, ci va un gran sangue freddo e una bella dose di faccia tosta per andare a chiedere un finanziamento.
Per fortuna ho dalla mia una gigantesca determinazione ben nascosta da un’aria dolce e indifesa e da un aspetto da saggia vecchia signora (avete presente la Lumaca di Pinocchio?): chi mi conosce lo chiama coraggio, io preferisco definirlo forza della disperazione.

Comunque, pare che sì. Come diceva, anzi gridava, Gene Wilder in Young Frankenstein: SI-PUÒ-FAREEEEE!

Restano i tempi, che sono oscuri e fumosi e intanto non devo lasciarmi scappare Il Posto (che dev’essere proprio quello, non c’è pezza): oggi, all’agenzia immobiliare, ho davvero sudato le classiche sette camicie per convincere la tipa a presentare la mia proposta d’affitto. E non è stato perché fuori c’erano 26 gradi.

Nel frattempo, per non farmi mancare niente (e per godermi quel che resta dei miei voucher da disoccupata quale sono), tra poco comincio un corso di panepizzafocacciaecalzoni. All’Associazione Panificatori, robbba seria.
Poi voglio assolutamente un orologio a pendolo, di quelli piccoli da camino, magari vecchiotto, di noce. Che faccia un bel tictac e suoni le ore. Perché Il Posto sarà una Casa.

E, quell’orologio, giuro che lo avrò.

soundtrack:

hulk

imagesIl non dover dormire con qualcuno presenta pochi svantaggi (più freddo d’inverno, più paura durante i temporali, assenza di coccole le rare volte che servirebbero davvero) e molti, grandi vantaggi: più spazio per sé, leggere a iosa, saltare ogni tanto la depilazione, invadere il letto di riviste di cucina, ascoltare musica, evitare calci e gomitate notturne, restare sempre ben coperti a meno che non lo si voglia, non dover sopportare terribili russamenti e non essere sgridati se si russa (idem per la terribile fiatella mattutina), non aspettarsi (né esibire) orribili visioni al risveglio.

Perfettamente conscia (e ben contenta) di ciò, quando il mese scorso mi son comprata il bite, l’ho voluto verde. Fosforescente.

Lo trovo carino e devo dire che, stranamente, mi ci sono subito affezionata.
Sarà che sono un tipo orale, sarà che (in fondo) qualcosa di notte ancora mi mancava (per esempio non ho ancora imparato a dormire al centro ma ci sto lavorando), sarà che son due anni che bruxo a più non posso, fattostà che io, col bite, dormo da dio. E guai a chi me lo tocca.

Ma vuoi mettere, stare a spiegare caro, scusa, devo mettermi questa roba in bocca, è proprio necessario altrimenti mi saltano tutte le otturazioni?
Se ci penso mi vengono i sudori freddi.

No no, va bene, va bene così.
Buonanotte, piccola Hulk. Fai bei sogni 🙂

soundtrack: