la vita è bella

Quest’anno, il trentundicembre starò con i kids.
Saremo solo noi tre.

Prima farò un’indagine preventiva sui gusti, poi preparerò una cena da grand gourmet e pazienza se vorranno le patatine fritte e gli hamburger, le patatine saranno "vere" e gli hamburger saranno di fassone, ché qui abbiamo una carne da urlo (ne sa qualcosa qualcuno che mi ha eletta suo pusher personale) 😉

Affitterò il film che vogliono loro e se non saranno d’accordo (come sempre, del resto) ne affitterò due.
Tanto, la notte è lunga.

Farò i boccoli alla Cami, così sarà più bella del solito (se è possibile) e lascerò che Pietro galleggi per ore nella vasca da bagno, senza rompergli le palle.

I giochi di società sono tutti defunti, ma da qualche parte dovrei avere ancora Yahtzee e scommetto che ci divertiremo.

Faremo le coccole a Spago e lo proteggeremo dalla paura dei botti.

Subito prima di mezzanotte faremo il gioco dei desideri: ognuno di noi scriverà una lista di tutto ciò che vuole dall’anno nuovo, anche le cose più pazze.
E sarà come se le avessimo già in quel momento.

Naturalmente chi vorrà passare da casa nostra sarà il benvenuto.
Il campanello è rotto ma basta fare un fischio, noi ci siamo 🙂

chiccampipspa

E vi auguriamo tutto quello che volete per il 2008.

Perché la vita è bella, dai.

soundtrack: These boots are made for walking, Nancy Sinatra

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il ritorno

Hai voglia, a pensare positivo.

Mi ritrovo una gomma a terra sul picco della collina giusto all’ora del tramonto.
Vabbè, cerco di non andare in panico e mi trascino lemmelemme fino al primo gommista che, per fortuna, è aperto.
E pure gentile.

Passo a salutare un amico, e mi dice che hanno fatto fuori Benazir Bhutto, una donna che ammiro moltissimo, magari avessi un’unghia del suo coraggio.

Arrivo a casa, e trovo, nell’ordine:

una fattura per le spese condominiali di quattrocentoquarantottoeuri da pagare entro il diecigennaio, che manco so dove li ho

il Secondotopo stecchito nella sua gabbietta, bel regalo di fine anno per Pietro.

Meno male che Spago si è precipitato in cucina non appena ha visto la luce accesa (tutte le volte che lo lascio brado durante il weekend ho paura che non torni).

Pazienza.
Voglio pensare che domani mi arriveranno dei soldi per pagare la fattura, e un sms carino.
Che sono stata brava a non sbroccare e a guidare pianino fino al gommista.
Che Benazir, probabilmente, non ha sofferto.
Che sono stata d’incanto, in questi giorni.
Che prossimamente vedrò persone a cui voglio bene.
Che Pietro se ne farà una ragione.
Che devo uscire a comprare un ago da lana 🙂
Che Spago è a casa e, stanotte, dormiamo insieme.
Che quest’anno sta per finire e, se ce la faccio, sarò una persona nuova.

Voglio che sia così.

soundtrack: Penso positivo, Jovanotti

alice non abita più qui

15

Ho quindici anni.
È maggio.
Sono alla finestra e guardo la valle: è morbida e verde, e in fondo ci sono le montagne.
Sono un po’ felice e un po’ no, come tutti gli adolescenti.
Mi sono appena portata a casa questo disco, è una vera scoperta.
E questo pezzo, lo ascolto e lo riascolto, non so perché.
Non capisco nemmeno bene cosa voglia dire, il mio Inglese, nel millenovecentosettantasei, è ancora troppo basic.
Però è bello.
C’è il sole, e il vento.
C’è un appezzamento a pascolo esattamente color smeraldo, in alto a destra sull’orizzonte, che continuo a fissare, non so perché.
Penso che è tutto fin troppo facile e, nello stesso tempo, così difficile.
Che sono qui, in questa casa e con questa musica misteriosa, ma non so dove andrò.

Strano come certe canzoni, alla fine, siano in qualche modo profetiche.
Ce ne sono tante, di Bob Dylan, che mi fanno vibrare, per tanti motivi.
Ma Blood on the Tracks è il mio album preferito, non so perché.

Allora, questo è il mio augurio di Natale, Estrellita, Tree, Tippe, Cilvia, Jane, Treppunte, Guidocatalano, Alessandro, Tambu, Alice (aka Anilipe, NYC), Chiccia, Leela, Macaia, Teresa, Searcher, Caino, Bea, Calvin, Lamoka, Lady, Misstì, Cyb, Paradiso, Cannocchiale, Azzurropillin, Lulu, Pigiamino, Aeroporto, Amoleapi, Gine, Marca, Concajoni, Gazzella, Billo, Paola, Placidasignora, Elsecretario, Ditanelnaso, Cuiprodest, Bruno, Cloud, Rello, Static (a cui devo la musica, grazie), e tutti quelli che passeranno di qui:

che un piccolo, semplice voltafaccia del destino vi renda felici.

soundtrack: Simple twist of fate, Bob Dylan

on connaît la chanson 2

Abitiamo a pianterreno, sui garage.
I pavimenti sono gelati, come i miei piedi.
Per non pensare al freddo (fuori e dentro), gioco un po’ con la Tippe 🙂

Catena musicale

1) Come ti senti oggi?  Jòga, Björk

2) Dove arriverai nella tua vita? Que sera sera, Doris Day

 
3) Come ti vedono i tuoi amici? You’ve got a friend, Carol King

 
4) Ti sposerai? Help!, The Beatles

 
5) Qual è la canzone adatta al tuo migliore amico?  True colors, Cyndi Lauper

 
6) Com’è la tua vita?  Through the barricades, Spandau Ballet

 
7) Qual è la tua filosofia di vita?  Stand, R.E.M.

 
8) Qual è la cosa più bella dei tuoi amici? The way you make me feel, Michael Jackson

 
9) Che hai in programma per questo weekend?  Soul kitchen, The Doors

 
10) Come ti va la vita?  Upside down, Diana Ross

 
11) Avrai una vita felice?
  I wish, Stevie Wonder

 
12) Come puoi essere felice?
  The man I love, Billie Holiday  Take me home, S.E. Bextor
 

13) Com’è la tua personalità?
Qualcosa che non c’è, Elisa

 
14) Un tuo pregio? Nel mio giardino, Cristina Donà

15) Un tuo difetto? Tragedy, Bee Gees

Non nomino nessuno, però la può fare chiunque passi di qui. Se ne ha voglia.

soundtrack: sono sedici belle canzoni, scegliete quella che vi pare 🙂

amazing grace

In questa vita quasidaschiavi, ogni tanto, capitano delle sorprese.
Tipo questa.

La mia mamma
Ho descritto la mia mamma come una persona timida, molto responsabile e sicura di sé.
A volte però è molto noiosa soprattutto nelle situazioni che riguardano la scuola e i miei voti.
Non ama molto scherzare e prende le cose molto sul serio.
Ma in fondo in fondo è una donna dolce e gentile… come lei non c’è nessuno ed è la mamma che non vorrei proprio perdere nemmeno se mi dessero tutto l’oro del mondo.

Beh, credo che Cami sia l’unica, nel raggio di cinquanta chilometri (me compresa), a pensare che sono una persona responsabile.
In quanto al "sicura di sé", questa poi

O tipo quest’altra.

Ehi, mamma, cos’è questa musica?
Il Gloria di Vivaldi, perché?
Perché la conosco bene, ma non so quando l’ho sentita.
Accipicchia, è vero, te la facevo sempre ascoltare quando avevi un anno, e ti piaceva un sacco.
Facevi certe risate…
Sai che non me lo ricordavo più?
Strano, io la so dall’inizio alla fine.

Te la canto?

soundtrack: My funny Valentine, Chet Baker

idiots 7

Stasera ho leggiucchiato un numero di A di settembre, mentre aspettavo dall’oculista con Pietro.
E mi è capitata sotto gli occhi questa fenomenale recensione di Massimo Bertarelli.
State attenti, perché ne vale la pena.

CINEMA: Ridateci i soldi
"IO NON SONO QUI". Già: ma chi c’è allora? In due ore di film non si capisce.

ah, davvero?

Una biografia che non parla del protagonista. Nemmeno per sbaglio.
e di chi parlerebbe, di grazia?
Manco lo nomina, né lo cita.
e allora? non lo sai che è il gioco del regista? già, ma tu non sai nemmeno chi sia.
probabilmente non conosci nemmeno un testo (di Zimmerman), né hai mai letto uno straccio di biografia.
Non fa vedere una sua foto, lo ignora nei titoli di testa
la sequenza dei titoli di testa è mozzafiato, tanto per dire
come in quelli di coda.
e invece c’è un bel Bob Dylan misura cubitale, che suona l’armonica. forse Bertarelli dormiva.
Si limita a far ascoltare le sue canzoni.
limita? e le immagini? aveva l’atropina negli occhi?
Se è per questo in abbondanza, visto che ce ne ammolla 39.
non ti piace la musica di Dylan? allora dillo!
"Io non sono qui", spiega il titolo, quasi a voler prendere le distanze dal suo invisibile eroe.
ecco, allora non hai capito niente.
è "l’eroe", che le prende dagli altri.
Impersonato da 6 attori, che scendono in campo con 6 nomi diversi.
ma perché questa mania di scrivere i numeri arabi?
Un incomprensibile rebus,
ahah, stai scherzando, vero?
in concorso all’ultima Mostra di Venezia, dove ha perfino vinto un premio.
perfino? non lo vuoi dire che l’ha vinto Blanchett (Coppa Volpi) oppure ti sfugge? oppure, ancora, le tue lettrici non meritano di saperlo?
Senza tirarla in lungo come fa il film, che supera di parecchio le due ore, il personaggio misterioso è Bob Dylan.
Ma va’? Grazie della rivelazione. Non l’hai visto No direction home di Scorsese, signor critico cinematografico? E vedendo Cate Blanchett, non hai fatto due più due?
Ma non ditelo ai fan di Mino Reitano: sono convinti che il puzzle sia dedicato a lui.

O_o
Mino Reitano?

Caro Bertarelli, scusami, i casi sono due:
o non hai visto il film, o pensi che le lettrici di A siano tutte delle idiote.

soundtrack: Most likely you will go your way (and I’ll go mine), Bob Dylan
appunto 😉

giobbe (e anche se, per una volta, non è il titolo di un film, non me ne frega un cazzo)

Da quel che ho capito, nella Bibbia Dio fa una scommessa col Diavolo, e lo sfida a maltrattare il povero Giobbe.
Il Diavolo sostiene che, alla fine, Giobbe non ne potrà più, e maledirà il nome del suo Signore.
Dio è convinto del contrario e quindi lascia che al disgraziato capitino le sfighe più tremende.
Qui a sinistra, infatti, lo potete vedere coperto di piaghe purulente, nudo e seduto su un mucchio di letame mentre sua moglie gli porge (a distanza) un magro pasto tappandosi il naso.

Ora, io mi domando: ha senso sopportare?
Mica solo robe cosmiche, ché quelle bisogna caricarsele tutti sul groppone per forza, ma anche tante piccole/grandi angherie quotidiane.

Vale veramente la pena mettersi sempre nei panni degli altri e incassare gli sgarbi degli amici (o presunti tali), giustificare quelli che ti dicono di volerti bene ma non hanno mai tempo per te, non reagire alle volgarità manifeste o ai maltrattamenti sul lavoro, piegarsi per amor di pace a chi ti mette da anni i bastoni tra le ruote anziché proteggerti (come dovrebbe)?
Ascoltare discorsi orribili senza fare una piega, non protestare per non ferire, accettare di essere dimenticati e tenuti in disparte come un fatto ineluttabile?

Forse la gente non è poi così matta, se si permette di fare certe cose è perché sa che le può fare.
Come Dio nella Bibbia, che sapeva di poter scommettere sulla pelle di Giobbe (che forse aveva, come unica colpa, quella di essere troppo gentile e, soprattutto, paziente).

Perché, ovviamente, queste cose, dai e dai, fanno un male porco.
Non solo alla pelle.

e non ci metto neanche la soundtrack.