le notti bianche

Alga rediviva dopo secoli di buio e proditoria litigata orrenda con la figlia nonpiùkid guida nella notte bollente a bordo della Pandinaagaz.
Dopo tre notti consecutive di veglia ai matti Alga non riesce più a dormire a tempo debito, così se ne va, oltremodo triste, a fare la spesa in un super open 24 hours.
Dalla radio Sade sussurra that I still want you and I want you to want me too ed è, obiettivamente, straziante in una notte estiva che dovrebbe essere la celebrazione della bella stagione con grilli e tutto e invece è l’ennesima notte di una vita che ormai non si sa nemmeno come sia girata.

Alga va a comprare il necessario per fare un’enorme pizza, nel tentativo (probabilmente inutile) di riunire quello straccio di famiglia che le rimane. Giusto quelle due ore a pranzo per poter fantasticare di essere normale e felice di esserlo.
Il super notturno è fortunatamente abbastanza fresco e deserto e, anche se assomiglia drammaticamente ad un quadro di Hopper, va bene così.

Perché la prospettiva di cucinare, il giorno seguente, è comunque bella e poi è una scusa stupida per andare avanti, per ora a tentoni e a strapponi, ma avanti.
Andare avanti nonostante tutto è obbligatorio, no?
E così Alga compra la farina Manitoba, il lievito secco (quello fresco è esaurito, guarda guarda, che il mondo si sia messo proprio adesso a fare la pizza? con ‘sto caldo, poi), la salsa di pomodoro in offerta, un’anguria baby sperando che sia buona (anche quella in offerta) e poi ha una vergognosa caduta di vanità (e di gusto) acchiappando due confezioni di linguine di Gragnano in confezione Dolce&Gabbana con tanto di cuore rosso e la scritta la Famiglia, la Pasta, l’Italia!
Che vergogna, ma forse con il pesto ci stanno e poi la carta è così colorata.

Al ritorno, sempre nella notte infuocata, dalla radio Vasco mormora Jenny è stanca
Jenny vuole dormire Jenny ha lasciato la gente a guardarsi stupita a cercar di capir cosa
Jenny non sente più niente e Alga capisce perfettamente.

Poi la porta si apre, la cagna nera scodinzola con il suo gioco di peluche in bocca, la macchina per il pane parte per la sua missione di impasto, ché son le quattro di notte e non c’è verso di dormire.
E, insomma, domani (cioè oggi) è un altro giorno come diceva Rossella O’Hara, i nonpiùkids avranno la loro pizza e Alga, per ora, starà lì, in zona.

2 thoughts on “le notti bianche

  1. MAQ ha detto:

    Una delle cose che mi ero ripromessa di fare era cercare Il Posto, venire ad assaggiare le tue prelibatezze e conoscerti. Come scrive il Dr Seuss “Ma non lo fece allora e ora è troppo tardi”. Spero che la tua pizza sia stata un momento di serenità. Buona estate
    Maria Angela

    • algaspirulina ha detto:

      il Dr Seuss era un genio, le sue storie le leggevo (in inglese, negli anni sessanta esistevano solo così) da piccola. ed è proprio vero: ora è troppo tardi. ti mando un abbraccio.

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