happy birthday

compleanno 2Oggi è il compleanno della Cami.

Devo scappare, ma volevo dirlo.

🙂

E vorrei dire tante altre cose, così magari tra qualche anno se le leggerà, qui sopra.
Se è vero che un blog può essere (anche) lo scrigno delle nostre memorie.

Tipo quando è nata, che sono stata così felice, perché l’aspettavo da sempre, la pensavo proprio così e quando l’ho vista per la prima volta mi è venuto da piangere: era così bella.

O quando ha fatto i suoi primi passi, al mare, e tutta la spiaggia faceva il tifo per lei.
E quanto è stata, ed è ancora dura, tirarla su.

E, tra le altre cose, che le dovrei chiedere scusa.

Ma detesto fare la svenevole, quindi chiudo qui.
La Cami, quando sarà più grande, magari capirà.

 

soundtrack 1: Isn’t she lovely, Stevie Wonder
soundtrack 2: Figlia, Roberto Vecchioni

against all odds

Nell’attesa di andare allo ZenaCamp e di potermi portare a casa qualcosa di buono da recensire con calma dopo averlo gustato,
voglio rendere un doveroso tributo all’indistruttibilità del mio cellulare.
Anche se, essendo un Nokia, non ha alcun bisogno di pubblicità, soprattutto da una Signorina Nessuno come me.

Ebbene, stamattina, a scuola, mi è caduto nel cesso [oddio, è la terza volta in tre giorni che scrivo la parola cesso sul blog, vorrà dire qualcosa? ;-)].
Cretinescamente l’avevo ficcato nella tasca posteriore dei pantaloni (larghi, ormai mi ballano tutti…), e calandomeli per la bisogna, lo scivolamento al di fuori di essi ed il conseguente plop sono stati inevitabili.
Pur avendolo agguantato quasi all’istante, sfidando il disgusto e immergendo la mano nello scarico, dopo non dava segno di vita.

Confesso che, lipperlì,  ho provato un sano impulso suicidario: la giornata di ieri (ma magari fosse solo quella) non era stata il massimo della libidine, e quello di prima, l’avevo perso a capodanno.

Ma poi ho pensato che forse è vero che i Nokia sono dei carramati e allora, col sostegno morale della Dani, ho eseguito quanto segue:
– corsa a perdifiato fino in palestra, smontaggio del cellulare e asciugatura col phon dello spogliatoio femminile
– distribuzione dei vari pezzi dello stesso sul davanzale dell’ufficio della segreteria, situato in pieno sole
– passeggiata di un’oretta con Y. e la Dani, cercando di non pensarci.

Oh, poi l’ho rimontato e funzionava.
Ero felice, mi sembrava un miracolo.

Si vede che, in certe cose, sono ancora come una bambina.
Mi stupisco sempre.

soundtrack: It’s a miracle, Culture Club

lezioni di tango 18

Ci vuol fede.
E ci vuol speranza.
Per pensare di imparare, prima o poi, a ballare decentemente, dico.

Stasera, dopo la lezione, mi sono buttata in milonga.
Era un bel posto, sul fiume.
Putroppo si erano rotte le tubature del cesso (è diventata una persecuzione: chi mi legge abitualmente saprà che era già successo un paio di settimane fa al cinema) e c’era puzza di pipì ovunque.
E, insomma, le scarpe da tango si sono un po’ inzuppate :-/

Beh, ho ballato con uno carino e simpatico.
C’era naturalmente anche il Benz, sempre sull’incazzato andante causa carenza di femmine disponibili.

Però ho anche guardato, anzi, soprattutto guardato, e il pensiero è sempre lo stesso: non ce la posso fare.
Ci siamo trovati fuori, il Benz ed io, per una sigaretta.
Tutti e due piuttosto abbattuti.
Io gli ho detto: cavolo, non riuscirò mai a ballare così.
Lui mi ha detto: poche donne, cazzo, poche donne come al solito.

Caro Benz, ognuno ha le proprie priorità: la mia è quella di imparare, la tua, quella di cuccare.

Fede e speranza, appunto.

soundtrack: Terra e acqua, Francesco De Gregori

fino all'ultimo respiro

magliaOuting number three.

Signore, dammi la forza di non perdere il controllo mentre cerco disperatamente la famosa maglietta blu con tre scudetti, assolutamente necessaria per l’allenamento di oggi, perché quella con due, quella non va bene, e la stanza dei kids è un macello, e io sono sempre più stanca ed esasperata, e la Cami è di là al cesso che piange, impreca e si dispera e mi insulta e io c’avrei una gran voglia di prenderla a sberle oppure di scappare su Marte e Pietro è in cucina che deve fare gli esercizi di geometria e io non ci capisco un cazzo e i minuti passano e io scavalco montagne di roba da stirare e capisco che sto perdendo il controllo della situazione e ieri non sono nemmeno riuscita ad andare a parlare con gli insegnanti della Cami, un po’ per paura, un po’ perché le avevo promesso che le avrei cucinato la cena del compleanno, ma siccome non ho trovato un cane che mi andasse a prendere Pietro al rugby ho dovuto fare le corse e insomma si è accumulato altro stress ma lei era contenta della torta e dei regali, allora ho pensato che ogni tanto riesco anche a farla felice, e poi oggi si rovina tutto così, poi mi guardo allo specchio prima di accompagnarla all’allenamento, quando lei finalmente (per caso) la trova, sto cazzodimaglietta, e l’aveva messa via lei, e mi vedo con una faccia da pazza, e chissà cosa penseranno i genitori delle sue compagne di squadra, lei ci farà una brutta figura, ad avere sempre questa madre così sottosopra.

Signore, che da un po’ di tempo a questa parte non so più dove abiti, e se mi ascolti.
Io te lo dico, poi vedi tu.


Mio Dio, mio Dio, cos’hai fatto tu, ultimamente?

Woody Allen

soundtrack: Sgt. Pepper’s lonely hearts club band, The Beatles

baci rubati

Fuori c’è il sole.
La finestra è aperta sul prato.

Pietro, sdraiato sul tappeto, sta guardando questo film.

Ce soir le vent qui frappe à ma porte
Me parle des amours mortes
Devant le feu qui s’ éteint
Ce soir c’est une chanson d’ automne
Dans la maison qui frissonne
Et je pense aux jours lointains

Que reste-t-il de nos amours
Que reste-t-il de ces beaux jours
Une photo, vieille photo
De ma jeunesse
Que reste-t-il des billets doux
Des mois d’ avril, des rendez-vous
Un souvenir qui me poursuit
Sans cesse

Bonheur fané, cheveux au vent
Baisers volés, rêves mouvants
Que reste-t-il de tout cela
Dites-le-moi

Un petit village, un vieux clocher
Un paysage si bien caché
Et dans un nuage le cher visage
De mon passé

Les mots les mots tendres qu’on murmure
Les caresses les plus pures
Les serments au fond des bois
Les fleurs qu’on retrouve dans un livre
Dont le parfum vous enivre
Se sont envolés pourquoi?

 

Ora ti insegno una cosa che non dimenticherai più: come imburrare un biscotto senza romperlo.

Sono così triste.

soundtrack: Que reste-t-il de nos amours, Charles Trenet

sbatti il mostro in prima pagina

graziaOvvero, una timida (non fotogenica) su Grazia.

Ok, ora lo posso dire, tanto è quasi esaurita in edicola e domani esce il nuovo numero 🙂

Ore 8.20 di mercoledì 18 aprile.
L’Alga se ne sta seduta tutta tremante sulla tavoletta del cesso del suo posto di lavoro.
Nella sua mano destra una copia della suddetta rivista, ancora confezionata.
Nella mano sinistra, il cellulare posizionato sull’opzione messaggi.

Aiuto, ce l’ho in mano, non ho il coraggio di aprirlo.
Io vado ora in edicola, non dirmi niente.
Ce l’ho anch’io, l’hai già visto?
No, ancora no.

E via così.
È che, davvero, sono timidissima.
Alla fine mi sono fatta coraggio, e l’articolo era proprio carino.
Strano, però, vedermi così. Strano ma carino.
Scritto bene dalla Simo, che nel frattempo è diventata un’amica (e son cose che non capitano tutti i giorni).

E pensare che, quella sera a Milano, tutto mi sarei aspettata, tranne che finire qui sopra.

Oh, a proposito, stamattina eravamo pure in radio 🙂

soundtrack: Too shy , Kajagoogoo