la variabile umana

locandinaStasera non avevo prenotazioni al Posto e così, lasciando la cucina per aria (ma dopo sono tornata a riordinarla), me ne sono andata al cinema, attirata dal trailer e piena di speranze. E ho visto un film di disperante bruttezza.

La variabile umana è noiosissimo (due abbiocchi), il tema è trito e ritrito e narrato in modo ancor più ritrito (ma possibile che Oliviero non abbia imparato niente da Le fils dei fratelli Dardenne?), la recitazione sciatta e in vari punti incomprensibile (merito della zeppola di Silvio Orlando). Mi son dovuta sorbire perfino Viale Forlanini al tramonto, in lungo e in largo. Un posto di incommensurabile tristezza che son stata costretta a percorrere varie volte e nel quale avevo giurato di non rimettere piede mai più.

Chiude il tutto una canzone di Gianna Nannini (inutilmente?) ridondante.

Mah.

soundtrack: