senza filtro

Stanotte mi si è gonfiata mezza faccia, così stamattina sono andata al lavoro con un occhio chiuso.

L’ho truccato, eh. Ma qualche anno fa, conciata così, non avrei avuto il coraggio di uscire. Non so se è un bene o se è un male.

Il Figlio Adolescente è restato tutto il giorno chiuso a chiave in casa, in ostaggio alla sua tendenza coattiva a perdere le (sue) chiavi, a svegliarsi alle tre del pomeriggio, allo sparire ogni sera.

La luce sta sfumando, poeticamente, sul terrazzo un po’ incasinato. L’occhio si è leggermente riaperto ma ho le pile scariche.

Eroicamente (è il caso di dirlo) ho messo nel microonde un saccone di spinaci da fare al vapore. Poi un filetto di salmone, quello però con una bella grattugiata di zenzero fresco.

E per fortuna che ci sono i lilium. Sono così belli. Così belli.

soundtrack (What Fassbinder film is it?
The one-armed man comes into a flower shop
And says: What flower expresses
Days go by
And they just keep going by endlessly
Endlessly pulling you into the future
Days go by
Endlessly
Endlessly pulling you
Into the future?
And the florist says: White Lily.):

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melancholia

Ma guarda guarda la coincidenza, proprio oggi pensavo ad un’intervista che avevo letto un sacco di tempo fa ad un giovane scrittore (non italiano) di cui non ricordo il nome.
Questo scrittore diceva una cosa geniale e cioè che il vero dramma della nostra esistenza è crescere, perché quando non si è più bambini pare non si abbia più diritto ad essere amati.
Passare da una dimensione da cuccioli, nella quale è naturale ottenere affetto ad una da adulti, in cui bisogna guadagnarselo.

E se non si è abbastanza fortunati (o abbastanza bravi)?

Poi oggi, in redazione, si parlava di una collega che si è ammalata.
Domani la operano, le tolgono un seno.
Non ho capito bene (i discorsi sono sempre sussurrati e molto velati) se il medico in questione le ha sconsigliato la protesi o se lei ha paura di un rigetto, o se ancora le hanno spiegato male come stanno le cose.
Ma è sola (anche) perché ha passato molti anni a curare i genitori che poi sono morti (sua madre dello stesso male) e ha un fratello sposato con figli, quindi occupato e lei, “zitella”, si trovava (appunto) nel posto giusto al momento giusto.

Per la cronaca, il fratello andrà in vacanza con la famiglia.
Lei, invece, farà la chemio e dovrà trovarsi qualcuno messo a disposizione dall’asl che almeno la porti alle sedute di terapia e poi la vada a riprendere.

Per il resto, perderà i capelli, vomiterà in solitudine e dovrà fare i conti con un corpo diverso.

Stasera, su fb, mi sono imbattuta su una delle innumerevoli sentenze che circolano da quelle parti, e cioè:

le persone esistono per essere amate.
le cose esistono per essere usate.
se c’è tanto caos in questo mondo, è perché le cose vengono amate
e le persone vengono usate.

Non conosco bene la mia collega, non siamo amiche.
Non so se sia credente o se le importi che io preghi per lei.

Resta il fatto che la malattia è una cosa brutta, anche se fa parte della vita, ma viverla in solitudine è ancora peggio (e non mi si venga a dire che siamo tutti soli davanti al dolore, non è così).
Di sicuro, avrà paura.

E (mi vergogno a dirlo, ma è così) ne ho anch’io.

Per cui, vado a fare la marmellata di prugne.

soundtrack:

amen.

Ci sono troppe cose di cui dovrei farmi una ragione.
Davvero troppe e, anche con tutta la buona volontà, e il tempo, e la pazienza, non ci riesco.

E meno male.
Perché riuscirci, vorrebbe dire essere diventata un buddha, o una pietra.

E io non voglio essere né l’uno né l’altra.

soundtrack:

les petites mouchoirs

Mi piacciono un sacco le commedie francesi perché son facili da guardare.

Nel senso che non mi devo sforzare, è tutto così rilassato e simile a quello che facciamo noi, gesti e tutto.
Non è come nei film americani, dove è vietato fumare e chi beve è sempre un cattivone. Nei film francesi (soprattutto le commedie), tutti stanno a tavola per ore e se ne fregano: mangiano formaggi (che alzano il colesterolo), spazzolano bottiglie di rosè (che come minimo fa ingrassare) e sfumazzano allegramente (fa venire il cancro ai polmoni, lo so…).
Ah, dimenticavo: in questo film si fanno pure qualche canna e si ingozzano di ostriche 🙂

Ma non è questo, il punto.
Il punto è che, anche se Piccole bugie tra amici ha i suoi difetti (un po’ troppo prolisso e, diciamolo, sulle questioni emotive un po’ troppo scontato) era dai tempi di Tre amici, le mogli e affettuosamente le altre che non sognavo così davanti allo schermo.

Sogni piccoli, eh?
Una bella compagnia di amici che si conoscono da sempre (anche se non sempre ci sono nel momento del bisogno, ma la vita è così).
Parigi d’estate.
La Bretagna e le sue maree (l’ho scoperta a dodici anni: meraviglia).
Le vacanze di gruppo (con tutti i pro e i contro) sapendo che quando si tornerà in città, il gruppo esisterà ancora (meno qualcuno, ma la vita è così).

Insomma, un bel film corale, molto francese, per chi ama le commedie francesi.
Attori bravissimi e naturali come solo gli attori francesi sanno essere.
Bella anche la colonna sonora (c’è perfino Antony).

Si sorride (qualcuno rideva, ma io no perché su certi argomenti trovo non ci sia niente da ridere) e verso la fine un po’ si piange.

Ma solo un po’. In fondo sono solo petits mouchoirs, fazzolettini.

Niente di più.

soundtrack (la mia):

hostage

Ma cosa gli è preso, a Billy Bragg, di mettersi assieme ai Wilco e fare un triplo cd di pezzi scritti da Woody Guthrie che mi fanno piangere tutte le volte che li ascolto?

Perché non mi riesce bene niente, a parte cucinare?

Smetterò mai di sognare tabelle excel?

Come mai stasera, quando R. mi ha domandato se dovessi rinunciare a una di queste caratteristiche in un uomo: intelligenza, bontà, amore per la cultura, quale sceglieresti? ho risposto preferisco stare da sola?

Mi riuscirà, il liquore di ciliegie?

Sarà sempre così?

Ma, soprattutto, per quanto tempo ancora riuscirò a mantenermi viva?
Dico dentro. Fuori è totalmente irrilevante.

soundtrack:

castaway

E allora basta.

Bastano le ciliegie di Pecetto, grandi e dolci e scure, e le albicocche dei contadini, così profumate, e gli zucchini che sanno di zucchini.
Stasera mangiare queste cose è stata una rivelazione. Come una cosa che sai che esiste ma te ne sei dimenticata e poi, eccola lì. Esiste davvero.

Ed è così buona e così vera e ti colpisce tanto che quasi ti fa male.

Io non sono luce. Io non sono una buddista occidentale. Io non cerco una deità in me stessa.
Sono solo una persona normale che accetta il suo cammino vivendolo fino in fondo.

Non mi sforzo di sorridere, ma ho un cuore.
Se non tutti lo vedono, non importa.

soundtrack: