selvaggina di passo

C’era stata quella volta e ce n’erano state infinite altre, che Alice non ricordava più, perché l’amore di chi non amiamo si deposita sulla superficie e da lì evapora in fretta.

Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi

soundtrack: Sei nell’anima, Gianna Nannini

le genou de claire

aiuto 4

La vita non smetterà mai di stupirmi, altro che film.

Tre ore dopo aver ricevuto una delle notizie più belle che mai avrei potuto immaginare, mi sono ritrovata sdraiata in mezzo alla strada nel centro di Milano.

Vedere la tua rotula che schizza sulla sinistra senza alcun preavviso fa un senso dellamadonna, e un male porco.
Scivolare per terra con il nero davanti agli occhi e la voglia di vomitare e/o cagarti addosso, ti fa sentire come un bambino piccolo perso in un bosco di notte.
Essere caricati su un’ambulanza per la prima volta in assoluto e in una città che non conosci, fa paura.

La vita, però, non smetterà mai di insegnarmi cose nuove.

Che la gente si ferma e ti prende la mano e te la tiene, e si mette a chiacchierare con te per distrarti dal panico e dal dolore.
Che chi lavora (volontariamente) per soccorrere, lo fa in modo affettuoso, e incantevole.
Che gli infermieri hanno mani miracolose 😉
Che non si è mai soli.
Che si può imparare a camminare con le stampelle in tre giorni circa (e fa sparire l’effettotendina del retrobraccia e tonifica le tette).
Che farsi le punture da soli è una cosa alla portata di tutti.
Che delegare, in certi casi, non è un dramma.

La vita è così, altro che film.
Anzi, no.
E’ proprio un film 🙂

p.s.
grazie a belfagor, popi, gazzella, silvano, cilvia, gine, marco, tommi, cloud, anto e ai volontari della croce viola di milano: marco, davide e soprattutto cecilia, che si è lasciata smarronare per tutto il tragitto e alla fine mi ha abbracciata stretta prima di lasciarmi al pronto soccorso.

p.p.s.
quella sotto al mucchio selvaggio, nella foto, sono io 🙂

soundtrack: Run baby run, Sheryl Crow

piccole cose di valore non quantificabile

Un Mac ultrapiatto in cui perdere lo sguardo.
L’aria condizionata.
Il sushi, tutti i giorni a pranzo.
Le persone gentili e i loro sorrisi.
La prima sigaretta, dopo il caffè.
Gli sms degli amici che mi danno buone notizie.
I vestiti prestati e le borse di plastica per metterceli dentro, al posto di una valigia.
Le gocce d’arnica e la borsa del ghiaccio.
Le telefonate dei kids.
L’ospitalità offerta con naturalezza.
Il rumore dell’irrigatore sul prato.

In un salto che può sembrare nel vuoto e invece è solo da una terra all’altra, da una vita all’altra, queste sono le cose che, per ora, mi tengono tutta insieme.

Basta poco, in fondo.
No?

soundtrack: Lontano lontano, Luigi Tenco

sulla strada

Tranquilli, non sono morta 🙂

Per mille motivi, sono solo un po’ lontana da casa.
Sto facendo un viaggio strambo e inaspettato, ma ho un sacco di persone speciali che pensano a me.

Non so quando torno, mi mancherete.

Vabbè, a presto.
E ditemi in bocca al lupo 😉

soundtrack: Are you going with me?, Pat Metheny Group

galline alla riscossa (ooops: lessonfòr, la più importante di tutte)

Dieci minuti fa arriva una telefonata di pseudoscuse da parte della stia.

Come mai siamo tutte così arrabbiate?
Come mai siamo deluse?
Perché mai due di noi hanno avuto l’ardire di rifiutare un posto di banconista a ottoorealgiorno più treoreditragittoinauto?
Perché abbiamo capito romapertoma?
Loro non avevano detto riqualificazione, avevano detto reinserimento.
E son due cose diverse, neh.

Esistono i limiti d’età, eccheccapperi.
A più di quarantacinque anni chi mai ci può prendere, anche solo per un tirocinio che a loro non costa nulla?
Quindi la definizione riqualificazione overfortyfive è stata un nostro delirio, ammettiamolo, dai.

Possibile che non capiamo mai niente?
Possibile sì, in fondo siamo solo galline.

E se una gallina si incazza al telefono, e rivendica i suoi diritti (anche a nome delle altre nove), al massimo le si può rispondere che il progetto è cambiato, e che loro della stia non ne possono niente. Punto.

Che, comunque, lunedì ci si rivede tutte intorno al solito tavolo. Ancora?!
Per far cosa?

Forse questo, che almeno sarebbe un minimo liberatorio (tanto, sempre di palestra, si tratta) 😉

soundtrack: non so, magari qualcosa degli Oliver Onions (Elio docet). Voi che ne dite? 😀

abissi

Ehi.

Quanti secoli sono, che non mi impenno nell’acqua e dò un colpo di reni e mi metto in verticale atestaingiù e nuoto nel blu, dritta dritta verso il fondo?

Nel fresco e nel silenzio più totale, con le orecchie che fischiano.

E quanti secoli passeranno ancora, di grazia, prima che lo possa rifare?

soundtrack: Nightswimming, REM

galline alla riscossa (lessontrì, e fine della storia)

Questa è la fine che fanno di solito le galline.
Del resto, lo dicono anche Cochi e Renato: la gallina non è un animale intelligente, lo si capisce lo si capisce da come guarda la gente.

E siccome questo è un post surreale, beccatevi come prima cosa ‘sti tre ragazzacci:

Capito, il senso del discorso?
Bene.

Questa mattina ultimo incontro, quello decisivo, quello della redenzione finale, quello della famosa riqualificazione professionale delle donne overfortyfive.
Quello per cui siamo andate a fare le cretine tutti i martedì mattina, intorno a un tavolo, da tre mesi a questa parte.

Sono arrivata in ritardo, causa esamidelsangue, e ho trovato tipe con le lacrime agli occhi.

È arrivato il carnet delle aziende che ci dovrebbero accettare per il tirocinio.
È arrivato giovedì scorso, abbiamo cinque giorni per decidere.

Tutte le aziende si trovano almeno a mezz’ora di auto dalle nostre case (significa che la maggior parte dista un’ora e mezza), cinque di noi non hanno l’auto.
Le proposte (di riqualificazione) spaziano da operaia alle presse ad addetta alle pulizie, ad operatrice nelle mense aziendali (colei che scodella la pastasciutta).
Un solo posto di contabile, un paio di aiuto cuoco, un operatore per pc in libreria (significa caricare gli elenchi di libri di testo per le scuole, ché è stagione).

Il part time si è magicamente trasformato in full time, ovvero quanto deciderà il nostro datore di lavoro.
Il contributo aziendale da 150 euro al mese è imploso in otto euro al giorno (per il buonopasto ma, ci spiegano, se ci portiamo il baracchino a fine mese abbiamo in tasca 160 euro, quindi è meglio).
Le spese per la benzina sono cazzi nostri.

Intorno a me vedo facce da paura, e anche molta rabbia.
Io la rabbia non sono abituata a tirarla fuori, o forse sono più abituata ai calci nei denti

Però… prodigio!

Nella stia dei polli entra la capa della strutturastessa, che ci fa un discorsetto di mezz’ora nel quale (bontà sua) ci spiega che è importante entrare in contatto con l’azienta, perché poi l’azienta ci prenderebbero, oppuramente ci scriviamo sul curriculù che siamo state alle presse per tre mesi, e questa effettivamente è una bella esperienza eppoi la provincia è stata così buona che ci ha dato una settimana per decidere e solo noi abbiamo la precedenza per entrare in queste aziente, perché scaduta la settimana tutti gli iscritti alla stia per polli possono infilarsi nel progetto e cacciarci il posto e il ricchissimo voucher che vedremo solo a fine ottobre, e i nostri otto euri al giorno e soprattutto il privilegio di lavorare per tre mesi e dopo essere buttatefuori a calci in culo.

Intanto la capa fa cenno ad una specie di Pippofranco di sesso femminile vestita da spiaggia che si presenta come una consulente aziendale e che ci incita a cercare per conto nostro un’azienda che ci pigli, così intanto se aderisce al progetto ci ha gratis per tre mesi e in cambio lei (la consulente) avrà millecinquecento euri a testa (nostra).

Ora.
Va bene che la descrizione è un po’ confusa (ma lo stesso, coi tempi che corrono, domani rischio che mi oscurino il blog), ma avete idea dei soldi che si muovono in iniziative come questa?
Avete idea di chi, per caso, se li intascherà?
Avete idea di cosa significhi etimologicamente la parola riqualificazione?
E l’espressione presa per i fondelli?

Beh, per festeggiare l’evento e per esprimere tutta la mia fiducia nei progetti riguardo alle famose pariopportunità (e anche per prevenire i soliti che diranno: le volete le pari opportunità? ora alle presse ci potete andare anche voi femmine!)

vi schiaffo questo:

e nemmeno un fottuto cazzo di soundtrack.

Ecco.

sweet sixteen

Cara Cilvia,
siccome oggi è il tuo sedicesimo compleanno, ti dedico questa canzone.

Te la ricorderai di certo: sono sicura che la ascoltavi esattamente la stessa estate in cui l’ascoltavo io 🙂

Grazie per la tua amicizia, e per le telefonate.
Le migliori delle quali sono quelle in cui ridiamo, o piangiamo, oppure ancora ci facciamo i cazzi nostri, ognuna per conto proprio.

soundtrack: quella lì 😀

perversioni femminili 2

Ve la ricordate la zucchinona di qualche giorno fa?

Beh, nonostante stasera io l’abbia trasformata in questa roba qui che, insomma, anche se non è molto bella, era molto buona,

 parmig
e poi, non paga, mi sia lanciata nella preparazione di filetti di salmone in alga nori su letto di puré al wasabi,

pesce
dopo cena il caso vuole che l’occhio mi sia caduto sull’oroscopo di Rob, che dice:

Nel luglio del 1969 l’astronauta Buzz Aldrin fu il secondo uomo a camminare sulla Luna. Questa è la buona notizia. Quella cattiva è che se la fece sotto. Aldrin lo racconta nel documentario All’ombra della Luna. Sospetto che presto vivrai un’esperienza simile, Bilancia: ti succederà qualcosa di antipatico e sgradevole proprio mentre sarai all’apice del tuo trionfo. Anche se in quel momento ti sentirai vulnerabile, sarà un’esperienza irrilevante e priva di conseguenze. In fondo quante persone sanno che Aldrin si è fatto la pipì addosso nel momento della sua massima gloria?

Ehm, l’apice del mio trionfo?
O_o

Così, anche se avevo appena finito di lavare i piatti, mi sono riprecipitata in cucina, per farmi una dose massiccia di questa:

jelly

Essere volgarissima gelatina in dado, con aggiunta di volgarissimo aceto bianco.

Adoro divorarla freddissima, a cucchiaiate, senza niente dentro.
In pratica, per chi conosce le mie abitudini, è la versione estiva della mia perversione antidepressiva invernale: la simmenthal con la maionese.

Quindi ora, dopo averla schiaffata in frigo e aver dimostrato di essere (a dispetto delle mie velleità culinarie di cui sopra) una vera maiala, me ne posso andare a dormire tranquilla.

Tanto, se stanotte mi sveglio di nuovo alle quattro, so cosa fare.
😉

soundtrack: La notte, Adamo

il portiere di notte

brownies
Ho ricominciato a svegliarmi quando è ancora buio.
Per esempio, stanotte alle quattro.

E che potevo fare?

Per il dolore alle braccia ho preso gli analgesici.
Per l’angoscia, ho passeggiato su e giù in cucina, ho piagnucolato un po’ e dopo ho fatto i brownies.
Per la solitudine, ho fumato due sigarette sul balcone e ho scritto una mail.

E poi, che altro potevo fare?

Ho fatto un giro tra le mie conoscenze blogosferiche.
Son passata dall’Alice e, seguendo la (stranamente mai casuale) via dei link, mi sono ritrovata a leggere questo e poi questo.

A un certo punto ho scoperto che stavo ridendo.
Ho spento il computer.
Sono tornata in cucina.
Ho preso trenta gocce di escolzia.
Mi sono arrampicata sul letto.

E ho dormito altre due ore.
Come una bambina.

soundtrack: Remedios, Gabriella Ferri