febbre a 90

Perfino stasera che sono così stanca che non mi reggo in piedi, sto facendo di tutto per non andare a dormire.

Ho paura del letto, ecco cos’è.
Da otto anni, e so perché. Ma non mi serve saperlo.

soundtrack:

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via da las vegas

E non basta il sentimento triste del terremoto, non basta il dover uscire dal lavoro alle otto di sera (perché ci sono colleghi malati ma nessuno che li sostituisca), non basta aver presenziato a una riunione in cui ti è stato detto che può darsi che tra poco finirai sulla strada, non basta il figlio che (tra le altre cazzate, e alcune gravi) si fa i capelli da hooligan, non basta l’andare a dormire alle quattro perché si deve cucinare, pulire la casa, fare il bucato di magliette, bagnare il giardino, stendere e stirare (per poi alzarsi alle sette), non basta guardarsi nello specchio e non riconoscersi e pensare che ormai sei ridotta a un involucro di pelle atto a produrre (basso) reddito,  curare casa e prole e basta, dopo non c’è più tempo.

Non basta, stasera Spago è sparito.

E per fortuna che soffro di insonnia. L’ho chiamato sottovoce per un’ora: per le scale, attorno ai box, nei giardini.
Alla fine ha risposto.

Quindi ora si va a nanna (ché il gatto maledetto mi si è accoccolato dietro la schiena). Senza altro da aggiungere.

soundtrack:

blue

Torno a casa con la Pandinaagaz, sfondando un muro d’acqua attraverso il quale si vede solo bianco, lungo un’autostrada in cui i tir la fanno da padroni.

Torno a casa e sono stanchissima e non solo di stanchezza, ma anche di persone.

Torno a casa e meno male che c’è la casa, il giardino, il gatto che mi si strofina sui piedi e l’ortensia bluviola da guardare.

Meno male che posso starmene un po’ per conto mio.
E anche se, come previsto, sulla mail c’è un bel piatto di merda da gustare fino all’ultima cucchiaiata, be’, adesso mi metto a fare il pane.

soundtrack:

lavorare con lentezza 3

A dispetto del fatto che io stia lavorando sodo da anni sulla mia pazienza (e ho fatto passi da gigante, eh) la mia pasta madre ha preso da me: dopo poco più di una settimana, complice il clima tiepido/umido, è spumeggiane e incontenibile.

Ormai raddoppia in meno di sei ore, debordando dai contenitori di vetro, sollevando gli strofinacci di cotone inumiditi e profumando l’interno del forno spento di quell’odorino aromaticoacidino che mi fa scalpitare dalla voglia di metterla alla prova in un panecomesideve.

E siccome ne ho fatta doppia razione (oltre che impaziente sono anche esagerata), domani comincio col regalarne un po’. Ma stasera proprio non potevo resistere e allora, a due ore dall’ultimo rinfresco, mi sono buttata e ho fatto un esperimento che è quello che si vede quassù. Cioè un mix tra piadina e pane pitta, usando qualche pallina di pasta madre in lievitazione, aggiungendo un po’ di sale e rosmarino tritato del mio giardino e cuocendo le focaccine in una padella di ferro arroventata, senza alcun tipo di grasso.

Il risultato è stato assai gradevole: morbidine dentro e croccantine fuori, tiepide e saporite. L’accompagnamento ideale all’insalata di misticanza e alle polpettine al limone che avevamo per cena.

A venerdì notte, dunque, l’esperimento serio. Incrocio le dita 🙂

soundtrack:

a casa nostra

Lo so che sono scema.

Ma quanto è bello, bellissimo, meraviglioso e romantico poter stendere i panni su una corda tesa tra due alberi, a lume di candela, con le ortensie, le rose e il gatto sonnolento che ti guardano e sapere che domani (se non piove) ritirerai un bucato che finalmente sa di sole?

soundtrack:

lavorare con lentezza 2

Certe volte mi sento sola e un po’ mi piace e un po’ no.

In altre parole, mi piacerebbe avere una vita sociale (ché la mia, ultimamente, è rasoterra) ma poi sono pigra e preferisco vedere, un paio di volte all’anno, i miei veri (pochi) amici che mi danno momenti di gioia vera (e poi pazienza se, quando me ne vado o se ne vanno, mi mancano. sono allenata) piuttosto che imbucarmi a feste senza senso.
Mi piacerebbe, tanto per dire, essere abbracciata e avere  una Persona Speciale che mi amasse per quello che sono (e magari anche avere una sana vita sessuale), ma poi penso di non essere proprio adatta, a cose così, oppure che questa Persona non esista o viva a chilometri e chilometri da qui tipo addirittura dall’altra parte del mondo, oppure nella via parallela alla mia e il Destino ingiusto e beffardo comunque farà in modo che non ci incontreremo mai.
Quindi non la cerco, e faccio altro.

Per esempio, stasera, il limoncello.
Ho trovato i limoni di Sorrento IGP e bio al supermarket, come potevo resistere?
E poi F., la mia amica di Torino, mi ha invitata a questo evento.
Non ci posso andare perché sono senza macchina, ma mi è venuta voglia di riprovare.
Direi che la mia pasta madre sta andando alla grande: dopo il terzo rinfresco raddoppia in meno di sei ore 🙂

Presto sarò in grado di panificare e, soprattutto, di regalarla (come al solito mi sono allargata e ne ho fatta il doppio).

Insomma, qui si sta bene, l’erba che ho seminato in giardino sta spuntando e anche se il figlio adolescente non mi parla quasi mai e la figlia maggiorenne per ora sembra viva su un altro pianeta e dopo tanti anni ho ancora paura del letto vuoto e la solitudine che solo in parte mi sono scelta un po’ fa male e un po’ no, io comunque  (sotto sotto) sono viva.

Ho imparato, senza tanti drammi, a non cercare più chi non mi cerca, non mi dimentico mai di proteggere la grazia del mio cuore e faccio, faccio altro.

soundtrack: