birdy

stanotte, dopo tanti anni, ho sentito l’usignolo cantare.

è lo stesso della mia infanzia, quello che faceva il nido, in primavera, sul tiglio nel mio cortile, giusto di fronte alla finestra della mia camera di bambina.

l’usignolo canta quando la femmina è in cova. e il suo canto, a differenza di molti altri uccelli, è estremamente vario.
non si ripete quasi mai ed è uno spettacolo sonoro che val la pena di essere ascoltato.
non a caso, in Giappone, si organizzano da secoli gare di canto di usignoli.

ci si potrebbero passare le ore, a sentire cosa improvvisa.
è una grande fortuna e un grande dono.

l’usignolo canta sul caco, esattamente davanti alla mia finestra.
forse vuol dirmi qualcosa, tipo che sono ancora viva e che sono pronta a cambiare.

e io, stanotte, terrò la mia finestra aperta.
sul canto dell’usignolo e, forse, sul mio futuro.

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little green

Se in un qualsiasi pomeriggio di primavera che non piove, parti in missione con una busta di plastica da surgelati di Ikea e trovi un piccolo prato nascosto, all’ombra dei faggi.
E tutto intorno senti gli uccellini che si sgolano e null’altro.

E chini lo sguardo su tutto quel verde e, miracolosamente, intravvedi molto chiaramente dei ciuffi di foglie lunghe e carnose. Non so, una roba che li metti a fuoco improvvisamente e li riconosci, sai che sono loro.

E in mezz’ora ti riempi la busta non pensando a niente perché è tale la gioia di aver trovato i cujét che ti dimentichi, per mezz’ora, di tutti i tuoi casini.
Sei solo lì, e ora, all’ombra dei faggi. Con gli uccellini che si sgolano. Basta.

Se ti capita di riempire una busta di plastica di cujét, che in italiano si chiamano erba silene e che, se li stropicci vicino all’orecchio, fanno rumore.

Ecco che allora, stranamente (e miracolosamente), sai perché – in fondo – sei qui.
E torni a casa felice come una bambina.
Perché domani, con i tuoi cujét, ci farai un risotto della madonna.

so

so cucire.
so cucinare.
so lavorare a maglia.
so cantare.
so fare il pane.
so prendermi cura di persone, animali e piante.
so riconoscere le erbe spontanee.
so sorridere.
so amare.
so scrivere.
so prendere le mie responsabilità.
so ascoltare.
so essere paziente.
so guardare dentro me stessa.

devo solo capire e accettare tutto questo. senza più darmi colpe, per tutto quello che mi sono lasciata fare.
ci vorrà tempo, tempo per perdonarmi. ma ci riuscirò.