lavorare con lentezza

All’inizio degli anni novanta, gli attori Johnny Depp e Winona Ryder avevano deciso di sposarsi. Johnny si era fatto tatuare le parole “Winona forever”. Quando hanno rotto, ha fatto cambiare la scritta in “wino forever” (ubriaco per sempre). Se nei prossimi giorni anche tu dovrai modificare un tatuaggio o trasformare un messaggio, ti consiglio di scegliere qualcosa di più positivo come “winner forever” (vincitore per sempre).

🙂

Grazie, Rob, ma i miei due tatuaggi me li tengo cari.
Così come sono.
In un certo senso, a guardar bene, son due sconfitte.
Ma mi ricordano ogni giorno che a queste sconfitte sono sopravvissuta. E anche alla grande, direi.

Quindi, winner o non winner (ché tanto, in anticipo non si può mai sapere), mi sono lanciata nell'ennesima sfida, ovvero fare il lievito madre, o la pasta madre, o la pasta acida che dir si voglia.

Serve, ovviamente, a far lievitare e si ottiene mescolando farina, acqua e un agente fermentante. Io ho usato il miele.

Funziona come per lo yogurt: lì i fermenti vivi si mangiano il latte, qui il miele si mangia la farina e l'acqua, facendole gonfiare e profumandole in modo gradevolmente acidulo.

Il problema sono i cosiddetti rinfreschi:
Se ho capito bene il procedimento, all'inizio l'impasto deve stare a temperatura ambiente e ogni due giorni (per due volte), bisogna eliminarne una parte e sostituirla con altra farina e altra acqua.
Poi deve giacere in frigo e ogni cinque giorni (per tre volte) la cosa va ripetuta, dopo di che il portento è pronto e promette pizze, focacce e pani da urlo.

Però.

Intanto è lungo (e io, nonostante l'esercizio zen quotidiano che da anni eseguo con discreto successo, per certe cose rimango drammaticamente impaziente) e non è detto che riesca al primo colpo.

Per esempio, quel che vedo ora nel barattolo di vetro e che mi sembrava bello vivo, dopo tre giorni di frigorifero assomiglia a una mappazza in letargo :-/
Non so se è normale.
Forse no, forse sì.

Lo saprò solo fra quindici giorni e dopo altri tre rinfreschi.
Nel frattempo l'ansia mi attanaglia e se qualche anima gentile che transita da queste parti mi volesse lasciare chessò, un qualsiasi chiarimento o anche solo una parola buona, gliene sarei immensamente grata.

E comunque, anche se per stavolta l'esperimento mi dovesse andare a puttane, io ci riprovo, sì.
Perché (e chi mi conosce lo sa), nel mio piccolo, io non mollo mai.

soundtrack (adoro questa cover :-D):

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5 thoughts on “lavorare con lentezza

  1. utente anonimo ha detto:

    cara,seguo saltuariamente il tuo blo che considero veramente pieno di Amore e passione, intelligenza e leggerezza, ironia e tanto altro…Mi chiamo Sandro, ho imparato molto poco dalla vita, poco sui libri e un po' di più per esperienza.La pasta acida, per mia esperienza appunto, non si cura poi molto del numero dei rinfreschi settimanali o mensili, che sian uno alla settimana o tre al mese, lei (anzi i microorganismi) che la compongono e ci vivono (sono gli stessi dello yogurt) chiedono poco per vivere (fruttosio o miele del quale si cibano e un po' di farina ce è la loro casa) e danno in cambio moltissimo…L'ingrediente solito, quello che te ben conosci e che usi per tutti i tuoi piatti è la cosa più importante…quello con la A maiuscola…Se quello trovano, si adattano e vivono bene…con i loro periodi di letargo "mappazzoso", più lenti ma sempre vivi e funzionanti all'occorrenza.Personalmente non ho mai sostituito parti di pasta madre sostituendola con altra nuova ma ho sempre integrato…Buone Alchimie.

  2. alicen ha detto:

    Boh, io non ci capisco molto ma giusto così per tiro a indovinare:credo che 'sti cosini vadano messi in frigo per rallentarne il metabolismo e metterli un po' a riposo ogni tanto, cioè, io me li immagino che quando si ritrovano nel frigo ad alitare nuvolette condensate, decidono di smetterla di lavorare e mangiare e si fanno una pennica di un paio di giorni, poi quando li tiri fuori e si disgelano fanno un po' di stretching e ricominciano a fare i lievitatiri di lievito o quel che l'è… Quindi, nella mia visione animista del fermento, tutto procede bene. Tu facci sapere!Alice blateratrice (assolutamente a vanvera, ma nota bene con che presunta scientificità!)

  3. ladygabibbo ha detto:

    ogni tanto penso che potrei provarci anche io…ma sono impaziente e scostante e allora rimando:-)mi sa che ha ragione sandro cmq , smakk:)

  4. algaspirulina ha detto:

    grazie, sandro.è (anche) quando leggo parole come le tue che penso che il mio blog abbia un suo perché :-)proverò ad intergare anziché sosituire, poi ti farò sapere.alice: non so se parlavi a vanvera oppure no.certo è che eri molto autorevole :-)lady: dai, prova.così confrontiamo le esperienze 🙂

  5. […] a questo evento. Non ci posso andare perché sono senza macchina, ma mi è venuta voglia di riprovare. Direi che la mia pasta madre sta andando alla grande: dopo il terzo rinfresco raddoppia in meno di […]

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