la signora della porta accanto

Quando penso ad un film che mi fa venire il nervoso (perché “la verità mi fa male lo so”) penso a questo qui di Truffaut, il mio regista preferito. Nonostante la mia storia sentimentale personale potrebbe portarmi ad identificarmi con Mathilde, io sono davvero la Signora Jouve, quella che si era gettata dal settimo piano perché rifiutata in amore. Quella, per intenderci, che conia la frase (terribilmente vera) “né con te né senza di te” e che si eclissa quando il suo vecchio amante la viene a cercare.
Io sono lei.

Quindi, caro G., amore mio, continuerò a pensarti come ho fatto per tutta la mia vita.
Sarai sempre nel mio cuore ma desidero non incontrarti. Tra le altre cose (rialzarmi come sempre da sola dopo un disastro epocale, scegliere il futuro, essere consapevole del mio vero valore, lavare accuratamente la plastica prima di buttarla nella pattumiera) che mi hai insegnato, ho imparato anche a non fidarmi di te. Peccato.

Non cercarmi, per favore. Non fa per me.

Ci siamo incontrati due volte nella nostra vita: è stato bellissimo e terribile.
Va bene così.

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