pelle d’asino

Unknown-1Certe notti, quando torna a casa non troppo tardi (diciamo alle due), Alga si rifugia nella sua stanza (ex della Cami), lontana dal disastro domestico e dalla puzza di pipì di gatto, e si prova i vestiti che si è comprata ai supersaldi (9 euro al pezzo) del negozio sotto casa.

Son vestiti che non metterà mai: un trapezio color cipria con scollatura all’americana, leggero come un soffio di vento. Un tubino nero operato e un po’ barocco, da signorina perbene. Un altro a piccoli fiori, molto francese.

Non perché non ci stia bene dentro (a menodiciottochili ormai le entra qualsiasi cosa, perfino i pantaloni pre-gravidanza) ma perché non avrebbe mai e poi mai l’occasione giusta per indossarli.

Il punto è che Alga non si vede, perché l’unico specchio a figura intera l’ha rotto Zoe-merdolina quattro mesi fa.
E vabbe’.

soundtrack:

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