dieci inverni (great expectations 7)

pescheUn cielo spietato.
Era il modo con cui mia madre chiamava il cielo d’agosto, perfettamente azzurro, in montagna tanti anni fa.

Oggi è proprio così. È estate. Fa caldo. Ma un caldo bello e non troppo umido, mica come quel supplizio della settimana scorsa.
Quindi è venuto il momento di farsi coraggio e di preparare l’antipasto piemontese con le verdure dei contadini comprate ieri mattina presto, al mercato.
E le pesche di Canale d’Alba, quelle che si spaccano per benino, ripiene di cacao amaro e amaretti.

I lavori del Posto vanno avanti. La posta mi ha detto niet, ma c’è sempre un angelo che mi guarda.
Per cui ho meno paura (o sono un po’ più incosciente) e mi butto serenamente nei lavori che le nostre nonne facevano al caldo ma senza lamentarsi.
Perché è d’estate che queste cose bisogna fare.

L’antipasto piemontese è un gran culo, però è divertente e molto zen. In pratica, si va al mercato e si acchiappano le verdure (fagiolini, cipolline, peperoni, carote, sedano, zucchine – io ho usato le trombette, più dolci e sode – e i primi cavolfiori), si fa la salsa di pomodoro, si aggiungono aceto, sale, zucchero e olio. Nella salsa condita si schiaffano, in ordine e con un intervallo di tre minuti, le verdure a tocchetti. Poi si aggiunge un po’ di noce moscata e si invasa.

Le pesche ripiene, in compenso, sono facili e veloci (ed è una fortuna, ché il forno acceso non è facile da sopportare): basta tagliarle in due, scavarle un po’ e farcirle con la loro polpa, cacao amaro in polvere, poco zucchero, un pizzico di sale e un bel pugno di amaretti secchi. Venti minuti a 180° e cinque col grill sono sufficienti.

Le pesche si possono giustiziare già in serata, dopo un passaggio in frigo.

Per l’antipasto, invece, bisogna aspettare almeno quindici giorni. Meglio ancora aspettare l’inverno, quando questo bel caldo e il cielo spietato saranno solo un ricordo.
Sarà un raggio di sole agrodolce che ci premierà del sudore d’agosto.

Aspettare, in fondo, ha il suo perché. Ed è bello. Io lo sto imparando.

soundtrack:

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4 thoughts on “dieci inverni (great expectations 7)

  1. margherita ha detto:

    Le pesche ripiene le ho fatte proprio stasera, domani ti saprò dire come son venute, ho messo qualche ingrediente in più (per seguire la ricetta trovata sul web) e per farle appassire ben bene ho abbassato la temperatura del forno ed allungato i tempi di cottura.

  2. Galliolus ha detto:

    Zucchine trombette, che te lo dico a fare? 😉

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