sciopero

787020_com_rodchenkouEt voila, siamo senza alimenti.
Così, di punto in bianco.

Significa che non posso pagare l’affitto.
Significa che devo trovarmi un (altro) lavoro provvisorio fino a settembre.

Per fortuna, il secondo lavoro (con i voucher, altrimenti addio sussidio) l’ho trovato, e adesso funziona così:

– mattino. Mi sveglio alle nove (prima non gliela fo’), faccio la spesa di corsa e le due commissioni burocratiche per il Posto.
Prendo il treno alle undicieunquarto e vado ad Asti.

– pomeriggio. Lavoro fino alle seiemezzo, riprendo il treno.

– sera. Arrivo (se il treno non porta ritardo) alle ottomenoventi, passo a salutare mia madre, torno a casa, preparo la cena, sparecchio.

– notte. Alle noveemmezzo mi butto sulle bozze. Finisco verso le tre.

Ora: avendo chiesto formalmente una sorta di collaborazione nelle faccende di casa ai Figli Adolescenti (ex teneri – ma mica poi tanto – kids e ora, soprattutto in vacanza, sfingi nullafacenti) e avendone ricevuto in cambio sbuffi, indifferenza e insubordinazione, ho deciso di reagire.
Perché non è obbligatorio fare la schiava per tutta la vita.
Perché il buon esempio non è servito a niente.
Perché le parole è come se non le dicessi.
Perché sono stanca e preoccupata.
Perché, dopo diciannove anni, mi sono rotta le palle.

Così, stasera, trovando la Figlia sdraiata sul letto a guardare un film e il Figlio assente (e un lavello da incubo), ho scelto di fare la rivoluzione: mi sono preparata la cena. Solo per me.
E ho deciso che, porcapaletta, scendo in sciopero.
D’ora in avanti e finché le cose non cambiano, lavo solo la mia roba, cucino solo il mio cibo, stiro solo la mia biancheria (anche perché non potrei fare diversamente). Ecco.

Reazioni:
il Figlio, dopo un primo momento di sorpresa vedendomi banchettare (si fa per dire, pasta in bianco e insalata) da sola, si è preparato qualcosa da sé.
La Figlia (diciannovenne), dopo avermi fissato con gli occhi sgranati, (e prima di chiudersi in camera sua sbattendo la porta) se ne è uscita con una sola, definitiva, lapidaria parola: stronza!

Non so, ma mi sa che la guerra è appena cominciata.

soundtrack:

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7 thoughts on “sciopero

  1. Ninphe ha detto:

    Seh, io da quando avevo 14 anni (se non anche prima) dovevo aiutare in casa e mi cucinavo il pranzo da sola. N’altra generazione proprio 😄

  2. luceinombra ha detto:

    E guerra sia!! !! Sciopero con te! Tieni duro.

  3. falconieredelbosco ha detto:

    non mollare, se cedi sei fregata. quando mia moglie era in ospedale (e allora non sapevo se sarebbe tornata a casa ancora) una sera tornai a casa e vedendo il disastro degli indumenti dei miei figli sparsi per casa li ho raccolti tutti e buttati in giardino. il giorno dopo era tutto a posto. ma poi al ritorno felice di mia moglie a casa tutto è tornato come prima. Ammetto che una grossa parte di colpa è mia, padre esageratamente protettivo Non va bene così. ho sbagliato tutto. avrei dovuto essere più duro.ma non è nel mio carattere. d’altra parte mio padre è sempre stato dolcissimo con me e non sono cresciuto poi tanto male. sicuramente i tempi sono cambiati. forse noi avevamo più rispetto e meno cose.

  4. adrianadelfino ha detto:

    Guai a te se torni indietro! Te l’hanno già detto.. Avresti fatto tanta fatica per niente. Sarà durissima, ma vedrai che qualcosa cambierà. Già lo sai come la penso. Forza e coraggio! (Ne hai da vendere).

  5. silvia ha detto:

    come sta andando lo sciopero? mi raccomando, tieni duro!!! smonta questa idea brutta ed egoista che tutto sia dovuto… un abbraccio. silvia

  6. algaspirulina ha detto:

    è dura. la casa è un pollaio. ma resisto 🙂

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