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coverOKSono appena tornata dal Family Pride.

Che dire, senza sembrare banale?
C’era un sacco di gente, io ero sul carro del Queever (grazie, Queever!) e ho avuto la possibilità di guardarla bene in faccia: era gente di tutti i tipi e di tutte le età, gente sorridente e con molta voglia di stare insieme.
C’era anche molta musica e molto colore. E molto calore.
Sono andata da sola ma non mi sono sentita sola. Anzi, per la prima volta dopo tanto tempo, non mi sono sentita nemmeno trasparente.
Ero io, come sono io, con il mio corpo e con la mia faccia. E le persone che erano intorno a me si sono avvicinate. A me, al mio corpo, alla mia faccia. Bello.

Che cosa ci sono andata a fare?
Ci sono andata a fare il tifo (io che sono etero e giammai mi sposerei) per le persone che vorrebbero sposarsi e non possono, per le persone (io che ho due figli) che vorrebbero adottare e non possono.
Ci sono andata perché sono stufa di sentire persone (anche intelligenti e colte, anche a cui voglio bene) sostenere che per crescere bambini sani e felici sono necessari una mamma e un papà. Nella mia famiglia, il papà se ne è scappato secoli fa: non mi sembra che i kids siano malati o infelici.

Ho avuto in regalo la mia brava maglietta viola vorreimanonposso: era taglia xs ma lo stesso mi ci sono cacciata dentro, senza vergognarmi (dopo tanto tempo) di un semispogliarello davanti a tante persone. E pazienza se sarò sembrata un insaccato, dalla strada la gente mi sorrideva e mi mandava baci.
Ho cantato, ho ballato, ho abbracciato e sono stata abbracciata.
Ho visto tante cose, alcune commoventi, come il bacio dolcissimo e interminabile di due ragazze in mezzo alla folla e il cartello che un ragazzo portava al collo e che diceva sono vostro figlio e sono omosessuale: io ci sono, e voi?
Sono state quattro ore di allegria, di piume e lustrini, di risate e di sguardi affettuosi.

Non è stato un carnevale ma una manifestazione pacifica, civile e profondamente umana per chiedere, in modo gentile, di poter godere di un diritto fondamentale: avere una famiglia.
E io c’ero.

soundtrack:

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