una vita violenta

Si va anche troppo di corsa, ultimamente.
Si va di corsa per non pensare, perché si sta male, e si corre per far finta che tutto questo presto passerà.

Mah. Secondo il mio modesto parere, ogni tanto vale la pena di smettere di fare finta, fare invece un bel respiro profondo, fermarsi per un’oretta e buttarsi in una cosa semplice che richieda, però, la massima cura.
E, soprattutto, lentezza.

Per esempio, si mette su un disco di John Coltrane.
Poi si entra in cucina e si prepara la portentosa frittata parmigiana spessa al sugo.
Una roba buonissima che faceva la mia bisnonna e, considerando il tempo che si passava a spadellare cento anni fa, lenta, lentissima.
Alla faccia di questa vita violenta.

Si prende una grande cipolla e la si fa a dadini, la si fa soffriggere in tre cucchiai d’olio e ci si aggiunge una bella scatola di pelati da 400 grammi, sale, pepe e un cucchiaino di zucchero.
Intanto che il sugo cuoce (lentamente), si affettano quattro grandi cipolle e le si fanno appassire (lentamente) in un filo d’olio con sale e pepe in una padella coperta, a fuoco dolce.

Intanto che le cipolle appassiscono, si mette un panino raffermo ad ammorbidire (lentamente) in un bicchiere di latte, si sbattono almeno dodici uova con un pizzico di sale e due pugni di parmigiano grattugiato.

Si respira, lentamente.

Poi si uniscono le cipolle e il panino imbevuto di latte e strizzato alle uova sbattute e si scaraventa il tutto in una padella antiaderente (la mia bisnonna ne usava una di ferro, ma era molto più brava di me) velata di olio bollente.
La padella deve avere i bordi alti e deve contenere al pelo il composto di uova, perché la frittata parmigiana è alta quattro dita.

Per farla diventare così, si passano i trenta minuti successivi a rimboccarla (lentamente) con due spatole di legno, una per mano.
Si rimbocca la circonferenza, si schiaccia delicatamente la superficie e, quando sembra abbastanza solida, si gira sottosopra con un coperchio (ci va un polso forte, pesa un quintale) e si ricomincia (lentamente) daccapo sull’altro lato.

Quando è tutta bella dorata, si spegne il fuoco e la si dimentica nella padella per qualche ora. Lo stesso si fa per il sugo.

Questa frittata, che è un vero schiaffo alla vita violenta che ci capita di vivere ultimamente, va servita a temperatura ambiente, a spicchioni e coperta con il sugo di pomodoro tiepidino.
E va gustata lentamente.

p.s.
non cercate di ridurre le dosi, è un piattone d’altri tempi e con quattro uova non vi verrà bene.
se siete da soli o in pochi, invitate amici e vicini di casa, non se la scorderanno tanto facilmente.
se invece siete dei solitari irriducibili, il giorno dopo sarà ancora più buona, sappiatelo.

soundtrack:

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13 thoughts on “una vita violenta

  1. Fausto marchetti ha detto:

    hai scelto After the rain per tutte le lacrime verste ad affettare le 5 cipolle?e per quanto sia molto lenta bisognerà premere il play più volte per riascoltarla perché mi sa che la preparazione, la cottura e il tempo piacevole per gustare la tua frittatona tutta richiedono molto più della durata del pezzo di John Coltrane. Grazie della ricetta , la passo a mia moglie!.

  2. tiptop ha detto:

    Lentamente…
    Stamattina mi sono svegliata col pensiero di rinascere, rinascere di nascosto, però.

  3. toscsa ha detto:

    ottimaa ricetta! questa mi sa che va bene anche per la povertà di ingredienti che ho di solito in casa. ma non ho capito: quando unisci il sugo? (tutto insieme insieme alle uova e al pane?)
    poi ti diro’ come viene cotta sulle piastre elettriche. baci, tosca

    • algaspirulina ha detto:

      toschina, il sugo si usa per ricoprire la fettona di frittatona una volta che è bell’e fatta 🙂
      dopo la prima botta di calore per scaldare l’olio, tienile basse le piastre, mi raccomando!
      baci!

  4. MAQ ha detto:

    ho diviso tutti gli ingredienti circa per quattro, compresa la calma e i lunghi respiri, però a cena la frittatona è stata un successo e non è avanzata neanche una briciola!

  5. Mo ha detto:

    adoro queste ricette di vita… grazie.

  6. patrizia ha detto:

    bellissima questa ricetta, la dovrò provare:-*

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