il primo giorno dell’anno nuovo

Comincia un nuovo anno e comincia la vera vacanza.

E cioè lavorare fino a tardi, ma per tre giorni avere la casa vuota, poterci vagare senza meta in ciabatte, decidere all’ultimo momento di farmi i grattini all’uovo col brodo di dado (!), ascoltare tutta la musica che voglio e, quest’anno nella fattispecie, cominciare (con calma) a fare gli scatoloni.

Di nuovo, per l’ottava volta in venticinque anni.
Che significa un trasloco ogni tre anni e 125 giorni.

Quindi. A parte il (comprensibile) vago senso di nausea che ormai mi dà la vista di un qualsiasi parallelepipedo cavo in materiale cartaceo, il punto è: se comincio oggi per avere tutto pronto a metà marzo, con cosa comincio?

Con i libri che stanno nello strato più interno della libreria? E se mi viene voglia di rileggerli o di prestarli?

Con quelli di cucina che stanno nella libreria in cucina? E se poi mi serve una ricetta, proprio quella lì?

Con gli abiti estivi? E se mi viene voglia di vestirmi a strati?

Con i dvd e i cd? Jamais!

Ecco, forse potrei cominciare con i sandali.

soundtrack:

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3 thoughts on “il primo giorno dell’anno nuovo

  1. Ada09 ha detto:

    Ma quanti sandali hai??? 🙂

  2. algaspirulina ha detto:

    uno scatolone. piccolo 🙂

  3. Galliolus ha detto:

    Nel mio periodo traslocatorio — adesso spero proprio in una pausa secolare — avrei cominciato dagli scatoloni del penultimo trasloco, ancora da aprire!
    Buon lavoro!

    (L’odioso maestrino che è in me ti fa notare che sono tre anni e 46 giorni)

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