falso movimento

Quelli che mi conoscono bene sanno che sono dismorfofobica.
Mi guardo allo specchio e ogni volta è una sofferenza, perché quella che vedo non solo non sono io, ma quella che vedo, io la odio.
Lo stesso per le fotografie. Raramente mi riconosco, il più delle volte ciò che vedo è un insulto. Per questo, dico grazie a Elle, che ha fatto sì che mi potessi guardare senza provare imbarazzo.

Uno dei motivi per cui ho mollato la palestra è che c'erano troppi specchi. Non serviva mettermi in ultima fila, ogni tanto mi vedevo lo stesso. Ed era uno spettacolo insostenibile.

Col tempo, mi sono rassegnata al fatto che gli altri (e anche io) mi vedono diversamente da quello che sono. Credo di essere una delle poche donne che non tiene uno specchietto nella borsetta.
Mi sono rassegnata e mi sono consolata pensando che il mio dentro fosse più bello del mio fuori, e che in qualche modo mi corrispondesse.
Non è così, purtroppo.
Anche il mio dentro, da fuori, ultimamente viene equivocato.
I casi sono due: o non so dire, o non sono.
Può darsi tutt'e due, e mi crea un dolore insopportabile.

Vale a dire che sono diventata dismorfofobica anche dentro. Quello che era in superficie è passato nel profondo.
Dico cose che non credo di aver detto, oppure dico cose che per me hanno un senso, e per gli altri un altro.
E cosa penso? Quello che penso è davvero quello che penso?

Che posso fare?

Se guardarmi è troppo doloroso, elimino gli specchi.
Per il resto, posso eliminare la presenza degli altri.

soundtrack (;-D):

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7 thoughts on “falso movimento

  1. luciacossu ha detto:

    Ciao Alga, sono per te totalmente sconosciuta, passo ogni tanto di qua per quelle catene che fanno passare da blog a blog. Ho letto che a te piace il tango e vorrebbero che tu ballassi la samba e altro. Ti risponderò con una cosa mia altrettanto personale (e non per parlare di me come equivoca qualcuno, ma perché da timida mi sembra un modo per dare modo all'altro di scegliere quanto esporsi e non sentirsi troppo sotto osservazione se uso me come oggetto di esposizione per parlare di qualcosa dell'altra persona). Per motivi oggettivi legati a un errore medico so per esperienza ormai ventennale quanto il naturale sia fatto di artificio e quanto la comprensione e l'accordo perfetto siano fatti di incomprensioni non rimaste tali e diventate dati di conoscenza  e di mira a trovare il naturale. Questo mi ha facilitata a far diventare naturalissimo nella esecuzione quello che era il mio strumento e che ora mi permette di insegnarlo facendo scoprire col sorriso la naturalezza fatta di lavoro che vuole però arrivare a quello. Non ti sto dicendo di metterci buona volontà, non mi permetterei di essere così spocchiosa e saccente, era solo per dirti che tutto è faticoso per me da anni e che una cosa simile a quella che dici tu mi capita da qualche anno con gli altri e anche questo per motivi sostanzialmente oggettivi: il dolore. E' sofferenza tremenda vedersi negli altri percepita non come sei e senti ma per una cosa alla quale per non soccombergli e non ghettizzarti nella "malata" e tu nemmeno te ne accorgi. Ora succede con gli antidolorifici, ne prendo vari e vengo letta come indifferente. Sicuramente gli altri vedono una cosa che c'è, sicuramente non sono solo quello, io non voglio farmi percepire per malata, non voglio smettere di vivere, non voglio ghettizzarmi tra invalidi come me che non devono poi ogni tanto sbottare e spiegare a persone superficiali che si può non capire tutto degli altri e lasciarle libere di essere nei punti di contatto ( e se non lavoro troppo avrò i miei motivi e non devo per forza essere una pigra profittatrice). Secondo te dovrei smettere di avere voglia di vivere socialmente? Per me dico no e no, e anche se delle volte anche giustamente esasperata, mi dico che forse posso navigare a vista sapendo che è solo faticoso ma anche col mio amore incomprensioni non son dovuti solo a equivoci d'anima e anche se alcune cose son dolorose e saprei prevederle devo capire che alcune cose sono del mio universo deformato. Scusa, volevo essere più breve. Elimina gli specchi, non altro. Scusa se senza volerlo son stata la chioccia che sono, ma solo con un grande sorriso da umana a umana

  2. algaspirulina ha detto:

     leggerti è stato bello. grazie, lucia 🙂

  3. lorypersempre ha detto:

    Dai, devi solo imparare a riderti su 😉
    Leela

  4. ellemaipiu ha detto:

    e magari è banale
    ma io ti conosco…
    che cosa si può veramente dire che è "bello" Alga?
    Un quadro di un pittore famoso? due belle gambe? due begli occhi? un tramonto?
    tutto è soggettivo e molto, molto personale

    Per me tu sei bella
    e non sto certamente a dirti il perché
    non perché tu non lo sappia
    ma perché è più difficle crederlo che non sentirlo davvero
    crederlo perché spesso siamo specchio di altre donne con tuti i nostri stra-maledetti difetti,
    sentirlo… perché se non lo crediamo noi per prime bé gli altri... possono pure andarsi a far benedire!

    Guardarsi e vedersi poi sono due cose diverse
    e tu lo sai

    🙂

    Elle 🙂

  5. luciacossu ha detto:

    …graze alga, ma mi devo rileggere a freddo prima di commentare, ho reso confuse e incomprensibili molte frasi nella foga. Ciao

  6. utente anonimo ha detto:

    Il "fuori"… E' invecchiato senza che me ne accorgessi! Quando mi preparo, mi trucco un pochino, mi vesto, mi rendo conto che non mi VEDO. Succede poi che di sfuggita davanti a una vetrina con uno specchio malandrino, io veda una signora con i 50 suonati tutti addosso e ho un tuffo…Sono io!!!
    Se poi mi capita di vedermi dietro, non mi riconosco.
    Il mio "dentro", quello lo conosco e lo riconosco! Ma il più delle volte non interessa a nessuno. Tutti si parlano addosso, tutti pieni del loro egocentrismo, del loro io  io… Anch'io se posso evito le foto.non le sopporto, non mi sopporto raffigurata. E poi oggi è un giorno che ad energia sono a zero. Siamo un essrcito di donne stanche, che si arrabattano a tirare avanti figli e famiglia, svolgendo 1000 mansioni…
    E tutto questo stanca e ci segna un pochino.
    Ma il bello è che ci riconosciamo tra noi….le donne difficili…. Siamo tante e se guardiamo i nostri figli possiamo dire di aver fatto un bel lavoro. Ho divagato.
    P.S. La tua domanda, qualche post fa, sul senso della vita, sulla felicità, mi ha fatto pensare assai. Ne scriverò sul mio blog, evidenziando ovviamente che i miei pensieri sono stati ispirati da te. Un abbraccio.  Viola

  7. Romins ha detto:

    Ma l'ho scritto io questo post?

    Io di quando ti ho vista porto il ricordo di una bellissima donna!

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