a memoria

In questi giorni tristi e strani, di articolo otto sì o articolo otto no, di lastre ritirate ma dall'esito ancora misterioso, di estate che non vuol morire, di consapevolezza (dolorosa) riguardo ad un perdono che non posso proprio dare e, nello stesso tempo, di una nuova amicizia che passa dal virtuale al reale, ed è incantevole, insomma in mezzo a tutto questo casino continua a venirmi in mente la mia nonna.

E di quanto fosse straordinaria, nella sua vita ordinaria e in fondo solitaria, e (lei, straordinaria) anche senza mostrare di esserlo.
E di quanto fossi felice, da bambina, a restare a dormire da lei e com'era bello svegliarsi al mattino presto, in tarda primavera o alla fine dell'estate, restando a letto a guardare le persiane chiuse con il sole che ci filtrava attraverso e ascoltando il richiamo del vetrié che passava lungo la via.

Il cibo della memoria non so se serve a curare, comunque la pastasciutta al pomodoro della mia nonna non me la dimenticherò mai.
Lei, che era emiliana, prendeva le cipolle, le affettava sottili e le metteva a stufare in un po' di burro, poi aggiungeva i pelati, li schiacciava con la forchetta e li salava. Dopo un po' aggiungeva un dito di latte e quando il latte era evaporato il sugo era pronto. Nel frattempo cuoceva le tagliatelle all'uovo, mai vista, a casa sua, pasta di grano duro e basta.

Le tagliatelle al pomodoro si mangiavano a pranzo, in cucina, con sopra una montagna di parmigiano.
E intanto, da una radiolina con una fodera di similpelle grigia, si ascoltava la Corrida di Corrado.

soundtrack:

Annunci

10 thoughts on “a memoria

  1. Morganalarossa ha detto:

    E' che alle volte, certi ricordi sono tanto belli da far male…

  2. lorypersempre ha detto:

    Bello, il rimbombo della memoria, la luce che filtra dalla finestra, la pastasciutta della nonna…
    Leela

  3. Edoardoprimo ha detto:

    Ciao
    Tu dici:"a un perdono che non posso proprio dare", perché?
    Se non riesci a perdonare vivi male con te stessa… davvero!!

  4. algaspirulina ha detto:

    caro edoardoprimo. diciamocelo, i perdoni sono tutti difficili (e non sto parlando di bazzeccole, da perdonare). e tante volte, quando perdoni qualcuno per una cosa (uso la parola cosa, non colpa, che non mi piace per niente) enorme, e io in passato l'ho fatto con una persona che ha sconvolto la mia vita e non solo la mia, capita che l'altro faccia fatica ad accettarlo, perché gli suona come una vendetta.
    del resto, non si dice che la miglior vendetta è il perdono? pensaci.

    il perdono di cui parlo ho cercato di darlo, per molto tempo, con tutte le mie forze. ma non ci sono riuscita. tutte le volte che credevo di avercela fatta, capitava qualcosa che mi feriva. magari, dall'altra parte, era solo mancanza di cuore (esistono artisti meravigliosi che hanno commesso, nella loro vita, crudeltà inenarrabili. pensa a picasso, terribile con le sue mogli. pensa a paul claudel, un poeta delicato e per di più dotato di un alto senso religioso, che ha fatto internare la sua sorella scultrice in manicomio e non l'ha mai più voluta vedere), magari solo leggerezza, una svista.

    oggi, quel perdono non lo posso dare. e non c'entra l'orgoglio, c'entra la mia capacità di proteggere la grazia del mio cuore (capossela dixit).
    mi sembra più onesto ammetterlo, e tenermi quel peso e, nonostante tutto, cercare di vivere con me stessa, piuttosto che far finta di niente e calpestarmi, una volta di più.

  5. Edoardoprimo ha detto:

    Cara Alga
    Perdonare non va confuso con condonare, scusare ,
    dimenticare o negare il torto; non significa nemmeno
    mettersi nuovamente nella condizione di essere maltrattati.
    La chiave del vero perdono è "liberarsi dell'ira e dei sentimenti negativi".
    Infatti, gli scienziati stanno conducendo delle ricerche i cui primi 
    risultati dimostrano che perdonare può far bene alla salute emotiva
    e, molto probabilmente, fisica.(giorrnale canadese Toronto Star).
    Un Uomo religioso Gesù Cristo disse: "Poiché se voi perdonate agli
    uomini i loro peccati, il vostro Padre celeste perdonerà anche voi".

    Ti voglio bene. Edo

  6. algaspirulina ha detto:

    ok, ma se uno proprio non ci riesce, cheffà?

    baci, edo 🙂

  7. Ada09 ha detto:

    Per me più importante di perdonare è perdonarsi. Magari anche perdonarsi di non essere in grado di perdonare (scusa il bisticcio). No, certe volte perdonare non è proprio possibile. Questo non vuol dire continuare a nutrirsi di rabbia. Se si è abbastanza forti, si può riuscire a chiudere quel cassetto e andare avanti con il resto dei propri ricordi. Anche se ogni tanto un pò di male ritorna.

  8. Morganalarossa ha detto:

    Spero che un giorno si possa arrivare a pensare "non ho niente da perdonarti", perche' in effetti, siamo noi a permettere agli altri di farci del male. Allontanarli da noi, non concedergli importanza e' una vendetta e al tempo stesso un perdono…
    Soprattutto verso se stessi.
    Del resto, chi e' stato in grado di farci molto male…non merita un minuto in piu' della nostra vita.
    Hai presente tipo mantra? "Non mi hai fatto nulla, perche' non esisti…"

    ahhhh, come mi piacerebbe arrivare a questo:-)

  9. lorypersempre ha detto:

    p.s. Alghina, f@nculo ai sensi di colpa e tira avanti con un sorriso 😉

  10. lorypersempre ha detto:

    p.s. Alghina, f@nculo ai sensi di colpa e tira avanti con un sorriso 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...