manuale del giovane avvelenatore (ma anche del vero snob)

Ah, l'estate in città.
Milano deserta e, nei rari momenti di sole, rovente.

Che fare, quando non si lavora (indefessamente)?
La marmellata di pesche e zenzero.
Con sorpresa finale.

Ingredienti:
un weekend
un'auto (anche vecchia)
un'occhiata su googlemaps
la polpa di due chili di pesche gialle (ma non del supermarket)
un chilo di zucchero di canna
due bustine di fruttapec 2:1 (se preferite, come me, la cottura rapida e la marmellata poco dolce, altrimenti raddoppiate la quantità di zucchero)
quattro pezzi di zenzero fresco lunghi 4 centimetri circa.

Esecuzione:
date un'occhiata a googlemaps per vedere come raggiungere questo posto qui.
Prendete l'auto e partite, preferibilmente il sabato mattina di buon'ora.
Arrivati a Torino, fatevi un giretto qui (tanto per provare una delle esperienze multisensoriali più fiche della vostra vita) e poi andate a pranzo qui, ché è proprio di fronte.
Se amate il sushi, invece, andate qui (così vi beccate la seconda esperienza multisensoriale più fica della vostra vita).
Oppure, se volete svaccare (e avete molti soldi da spendere in prelibatezze, è inevitabile) andate qui, dove potete anche mangiare (e bene).
Dopo, per smaltire, potreste andare a passeggiare qui.
Verso le quattro del pomeriggio, arrivate a destinazione qui e, oltre altre alle altre innumeveroli cose (di nuovo inevitabile, oltre alla frutta e alla verdura, le conserve sono da paura), acquistate una cassetta di pesche gialle da marmellata. costa 3 euro.

Se volete godervi la strepitosa campagna di Pecetto e, tornati a sera in città, scialarvi in un aperitivo qui (con vista mozzafiato della piazza, del Monte dei Cappuccini e della collina) fate pure, altrimenti ripartite.

Giunti a casa, mettete sullo stereo qualcosa di soft, pelate le pesche e lo zenzero, grattugiate quest'ultimo (non finemente), fate a pezzetti le prime, aggiungete zucchero e pectina. Cuocete per quattro minuti, invasate bollente.
Quando avrete riempito sette barattoli medi, vi prego, fate una follia.

Aggiungete a quel che resta nella pentola una bella manciata di amaretti (buonissimi).
E con questo, ne avete per altri tre barattoli. Dei quali non vi pentirete.
Dopo aver avvitato i coperchi, capovolgete i barattoli e copriteli con un bel plaid di lana per ventiquattr'ore: è un trucco delle massaie di campagna piemontesi.

D'inverno il mio gatto apprezza e ci si sdraia sopra.
D'estate, no.

soundtrack (grazie, Alberto):

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13 thoughts on “manuale del giovane avvelenatore (ma anche del vero snob)

  1. utente anonimo ha detto:

    quando ripeti quest'autunno, magari per la crema di marroni, tu avvertimi che mi faccio trovare bella e pimpante davanti al primo "qui". 🙂
    calvin

  2. utente anonimo ha detto:

    Nuuuu!
    Ma io pure ci volevo venire al primo al secondo e al venticinquesimo  "qui"!
    Chissà se ci ri-incontriamo prima del vole definitivo?!
    Alice rimpiangitrice

  3. algaspirulina ha detto:

    calvin: ok 🙂

    alice: io a ferragosto sono a to 🙂

    p.s.
    era un post con un sacco di qui, vero? ;-D

  4. utente anonimo ha detto:

    Ciao Alga. I tuoi   qui  me li sono cliccati tutti.   Il museo del cinema, piazza vittorio, eataly… In piazza Vittorio mi piace la tarte tatin del bar Elena. Non conosco invece quel ristorante vicino alla Mole, ma ci andrò. Quando sono in zona mi piace mangiare qualcosa al bar della Mole,,,Mi piace l'idea di essere lì sotto e poi c'è un parterre di squisitezze a buffet… Bella l'idea dello zenzero con le pesche. Con i fichi metteresti qualcosa  o li lasceresti   nature? Baci
    Ma lochef coi controcazzi?!?  Viola

  5. algaspirulina ha detto:

    ciao, viola, ho cercato di commentare sul tuo blog ma non è uscito fuori niente. sabato scorso a torino in piazza gran madre/piazza vittorio/via po c'ero anch'io, magari ci siamo incrociate… magari chessò, scambiamoci il n° di cell, la prossima volta che sono in zona andiamo insieme in qualche qui 🙂

    con i fichi io ci metterei le mandorle sfilettate e leggermente tostate oppure un goccio di brandy.

    lo chef per ora se ne è ito… magari poi torna. in un'altra vita.

  6. lorypersempre ha detto:

    La marmellata di pesche mi piace tanto ma trovo che, curiosamente, profumi di formaggio… ma magari lo zenzero aiuta, ecco.
    Leela

  7. utente anonimo ha detto:

    Ciao, sono Viola. Tu sei famiglia Splinder, io Blogspot, non riusciamo a comunicare. Io riesco a commentare te, ma vengo sempre fuori come anonima. Da qualche parte del tuo blog, c'è la casella mail? magari c'è, ma …me imbranatissima…. non la vedo,  Non ne sono sicura, ma forse a ferragosto potrei essere a Turin !!

  8. algaspirulina ha detto:

    leela: 😀 ho capito a cosa ti riferisci, forse una puntina di stracchino…
    lo zenzero sottolinea il gusto. non so l'odore.

    viola: prova a cliccare sulla foto del profilo 🙂

  9. Morganalarossa ha detto:

    A parte che e' sempre emozionante leggerti (e doloroso, commovente, profondo e… lo sai cosa intendo), ecco, i posti dei tuoi qui ora che li amo anche io, che mi sono entrati dentro, che me li son trovati senza neanche accorgermene e che ora li sento casa… ecco, non li conoscevo tutti, per cui GRAZIE.
    Un grazie alle pesche e zenzero:-)
    (questa estate a Porta Palazzo per marmellatare, prese le tabacchera! strepitose!)

  10. nonnacarina ha detto:

    ho gia fatto la marmellata di pesche (quelle della Valdaso sono una garanzia) ma terrò presente la dritta dello zenzero. Vale solo per le pesche?

  11. ilgattosilver ha detto:

    Mai dormito sui barattoli di marmellata. Quando si mangia non si dorme…

  12. algaspirulina ha detto:

    non ti piace dormire, durante l'inverno, su una stufetta tiepida rivestita con un plaid morbido morbido? per essere un gatto non sei mica normale, lasciatelo dire, silver 😉

  13. ilgattosilver ha detto:

    Non sono normale? Certo che no, per fortuna…

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