ritorno a casa (ma la mia casa, dov’è?)

Ecco, adesso sono tornata.

Ho guidato sull'autostrada (provando paura, come sempre), ho parcheggiato, ho scaricato le cibarie buone, quelle che mi porto dietro da Torino, ho aperto la porta, ho salutato il gatto, ho cucinato per i miei amici milanesi curiosi.
Sono andata a letto tardi, anche se non avrei dovuto.
Mi sono svegliata e non volevo. È passato molto tempo dall'ultima volta che mi sono svegliata felice e, quando sto qui, non ho mai voglia di svegliarmi.
Ho lavorato anche più del solito, ho fatto la spesa in un supermarket triste, sono tornata a casa (?) ho cucinato, ho mangiato, ho studiato con mio figlio.
Qui è così. Si tiene duro.
Si tiene duro senza alcuna prospettiva, tranne quella di conservare un qualsiasi posto di lavoro, riuscire a tirare su i figli nel miglior modo possibile e riuscire a cavarsela, in qualche modo.

Meno male che, quando torno, oltre alla roba da mangiare, mi porto dentro sempre qualcosa di speciale. Questa volta è stato un bellissimo incontro, pieno di parole profonde, davanti alla collina, con la Gran Madre e il Monte dei Cappuccini illuminati dal tramonto.

Avrei tante cose da dire, sul piacere di parlare con donne incantevoli (cioè belle, anzi, di più) e intelligenti e acute, e vere. Ma sono stanca, stanca di tornare. Di tornare qui.

Facciamo che me le tengo per me.
Così, quando ci penso, mi fanno sentire meno sola.

soundtrack:

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5 thoughts on “ritorno a casa (ma la mia casa, dov’è?)

  1. tiptop ha detto:

    Si tiene duro.
    Milano, il lago, la campagna (dove è sprofondato il tetto del fienile, pare non abbian sfondato però la  cucina e il bagno, sottostanti).
    Sono tutti diversi affetti, ma vorrei una casa sola, dove sto bene. Il lago è come il ventre di una madre, la mia infanzia, che mi tranquillizza e mi calma. Il ventre di una madre, in senso grande, non certo il ventre della mia, madre piuttosto incapace.

  2. lorypersempre ha detto:

    Si tiene duro, come tutti, tanto non abbiamo scelta.
    Sii contenta per il buono che hai incontrato lungo la via e per quello che ancora incontrerai, sul resto chiudi gli occhi che tanto passa…
    Leela

  3. algaspirulina ha detto:

    verissimo. solo che ogni tanto perdo di vista lo scopo e scivolo verso il basso.
    per fortuna, in tutto questo piattume, ogni tanto riesco ancora a godermi i bei momenti. anche adesso, che la casa è vuota ancora per mezz'ora e si sente il silenzio e il rumore della pioggia.
    godermi i bei momenti è una capacità che continuo a conservare, nonostante tutto. è bello 🙂

  4. boccadimiele ha detto:

    è stato bello bellissimo, sì. io sono a roma, e queste settimane di arrancare mi hanno lasciato una patina di stanchezza che non se ne va via neanche se cerco di stritolarla in mezzo agli abbracci dei miei amici. ma quella serata, sì, me la conservo come una cosa preziosa. ripetiamo presto!

  5. algaspirulina ha detto:

     contaci, calvin 🙂

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