l’insostenibile leggerezza dell’essere (elogio dell’imperfezione)

Dopo vari tentativi, sono pronta a smollare la ricetta delle paste di meliga.
Solo, dimenticatevi della perfezione formale (soprattutto per chi è piemontese) del fornaio sotto casa: lui ha forni enormi e professionali e, in più, farine particolari che non si trovano al supermercato.

Però preparatevi ad un'esperienza gustativa da sballo 🙂

Accendete il forno a temperatura 200°, mettete a sciogliere sul fornello a fuoco dolcissimo 250 grammi (aiuto!) di burro e nel frattempo, in una scodellona mescolate 300 grammi di farina bianca, 200 grammi di farina di mais (che non sarà mai abbastanza fine, ma pazienza), 180 grammi di zucchero bianco, un pizzico di sale, la scorza grattugiata di due limoni non trattati e mezzo cucchiaino di lievito istantaneo per dolci.

Versate il burro fuso nella miscela, mescolate bene e aggiungete 4 tuorli d'uovo.
Cominciate a lavorare la pasta, nella scodellona, con le mani.
Vi sembrerà cemento.
A questo punto, infatti, viene il difficile: dovete far passare la pasta attraverso un sac a poche (possibilmente di quelli grandi, fatti di tela cerata, altrimenti spaccate tutto) con una bocchetta tonda dentata di 14 millimetri di diametro, per cui dovete diluire.
Usate il latte, aggiungendolo in minime quantità (un paio di cucchiai per volta) e dopo ogni aggiunta fate una prova con il sac a poche. Ricordatevi che per spremerla fuori, la pasta delle paste, dovete usare (quasi) tutta la vostra forza. Se viene fuori troppo facilmente poi le paste di spapocchiano in cottura, ma alla fine vanno bene anche così, tanto, il sapore sarà comunque superlativo.

Pronti? Via!
Stendete un foglio di carta da forno sulla teglia più grande che avete e con la tasca fate le paste (a me piacciono tonde, ma si possono fare di tutte le forme che volete). Fatele piccole e ben distanziate, cuocendo si allargano (con queste dosi ne vengono circa 25).

Schiaffate la teglia nel forno e contate circa 15 minuti (durante i quali potete massaggiarvi, o farvi massaggiare dal partner i muscoli degli avambracci che saranno certamente provati) ma sorvegliate, sono da tirare fuori appena si dorano lungo il bordo inferiore.

Fate raffreddare le paste di meliga e mangiatele preferibilmente (ovvero se ce la fate) il giorno dopo.
Sono fantastiche anche da sole, ma con lo zabaglione sono letteralmente da orgasmo.

Lo zabaglione è facilssimo. Basta avere in casa uova, marsala (meglio se stravecchio), zucchero e uno sbattitore elettrico. Si fa così, in cinque minuti.
Mettete a bollire dell'acqua in un pentolino che ne possa contenere un altro di misura (quello più piccolo dovrebbe essere una roba concava chiamata polsonetto. il mio amico Marco ce l'ha e glielo invidio moltissimo). Sbattete furiosamente 4 tuorli d'uovo con 4 cucchiai di zucchero. Quando il pappone diventa bianco versatelo nel pentolino più piccolo e, mescolando con una frusta a mano, versateci dentro 4 mezzi gusci d'uovo di marsala (o di malvasia, o di barolo, se volete fare i fichi).
Abbassate la fiamma (l'acqua non deve più bollire, solo fremere), ficcate il pentolino piccolo in quello più grande e montate lo zabaglione intanto che cuoce. Quando è denso e spumoso versatelo nelle coppette e servitelo tiepido con le paste di meliga.

Ululerete (e farete ululare) per ore e ore. Altro che sesso selvaggio 😉

soundtrack (e non perdetevi il balletto :-D):

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9 thoughts on “l’insostenibile leggerezza dell’essere (elogio dell’imperfezione)

  1. utente anonimo ha detto:

    Lo zabaglione o zabaione mi fa letteralmente vaneggiare, se poi in sottofondo ho qs canzone con tutti i perchè dei miei vent'anni e di ricorsi attuali dopo altri vent'anni, beh direi che devo provare anche le melighe così andrò in estasi e potrò veramente pensare alla Giamaica, finalmente, dopo 26 anni.  Buonanotte,  sogni colorati 🙂 Pandora.

  2. utente anonimo ha detto:

    beh, il polsonetto e' tutta un'altra storia… mi rendo conto.
    ma se ti accontenti…
    http://www.ikea.com/it/it/catalog/products/60112537
    e grazie delle ricette, delle parole, dei racconti… si apron sempre mondi pieni di colori, odori e sensazioni.
    ;o)
    silvia

  3. algaspirulina ha detto:

    pandora: beh, direi che siamo dello stesso evo, più o meno 😉

    silvia: certo che mi accontento 😀 sarà il prossimo regalo che mi farò.
    e grazie a te 🙂

  4. utente anonimo ha detto:

    E così ci hai smollato la ricetta delle paste di meliga: GRAZIE !!!! Da provare senz'altro. Lo zabaione lo faccio spesso, col marsala o col moscato. Con lo zabaione preferisco una bella rosetta di pane fresco. Le paste di meliga le trovo divine intinte nel moscato o nel brachetto. Baci!!  Viola

  5. algaspirulina ha detto:

    ma guarda, lo zabaglione con il pane fresco 🙂
    non ci avevo mai pensato. grazie!

  6. lorypersempre ha detto:

    Capirai, io ululo già solo a pensarci!
    Comunque le paste di meliga certe volte me ne passano un paio in aereo, e non sono male per nulla, anzi!
    Leela

  7. algaspirulina ha detto:

     in aereo? ma che compagnia usi, la sabaudian air lines? ;-))))

  8. laperlapandora ha detto:

    Ricordavo bene qs post, ieri sono stata a Moncalvo alla ricerca di tartufi ed un banchetto piccolo piccolo vendeva qs sacchetti di delizie: ma quanto sono buoni qs biscotti?! Anzi, al femminile, paste, che gli rende più onore. Oggi ho ricercato il tuo post, appena finirò il mio prezioso bottino ci provo a farle, con relativo zabaione, e se poi leggerai giovane quarantatreenne fugge in Giamaica, abbandonando lavoro e famiglia, saprai che sono io :DDD buon lunedì, invernale come ci vuole 😉

    • algaspirulina ha detto:

      ma che bello, essere ricordata dopo tanto tempo 🙂 non ho ben presente dove tu viva ma sappi che in piemonte è più facile reperire la farina di mais ultrafine, che è la più adatta. e se abiti in altre regioni d’italia, insomma, va bene anche quella da polenta: le paste saranno un po’ più scrocchiarelle 😉 buon lavoro allora, e fammi sapere com’è andata!

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