cul-de-sac

Non ho l'animo del pasticcere, eppure adoro il sac à poche, non so perché.
Ho imparato ad usarlo da sola e una delle mie più grandi soddisfazioni è stata sentir sibilare uno che la cucina la faceva di mestiere, mentre era il mio turno e mi esibivo ad un corso di impiattamento, finalmente una che sa usare il sac à poche.

Nello stesso tempo ho un vero talento per cacciarmi nei cul-de-sac, ovvero i vicoli ciechi, quelli che resti lì e basta.

Ma in cucina no. Se sbaglio qualcosa mi accanisco, provo e riprovo e alla fine una via d'uscita la trovo sempre.

Per esempio: le paste di meliga.
In questo periodo di agonia emotiva (e non solo) la nostalgia è così grande che l'accento piemontese mi scappa più del solito (a Torino non l'avevo) e la sfida, per me che non ho l'animo del pasticcere, sono i torcetti e le paste di meliga.
Con i torcetti sono a buon punto, con la meliga ancora in alto mare.
Quei biscottini giallo chiaro all'aroma di limone, sembra facile farli.
Invece no.
In attesa di conoscere un panettiere delle mie parti che mi dia la ricetta giusta, ne ho già provate tre.

La prima, delle osterie del Gambero Rosso, troppo archeologica: la farina di mais troppo granulosa (farina bianca non contemplata), l'olio di oliva che dava un retrogusto un po' troppo selvaggio. Assaggiata e cassata.

La seconda, su internet, probabilmente sbagliata: meliga e farina bianca non stavano insieme neanche morte.
Risultato: sapore passabile, aspetto mostruoso. Cassata anche quella.

La terza è ora in forno. Il profumo, effettivamente delizioso, si sta spandendo nel biloc.
L'ho trovata sul mio libro preferito La cucina delle Langhe e del Barolo – I menu della memoria di Armando Gambera, un signore che mi piacerebbe conoscere.
Mi sembrava equilibrata: l'olio che ho aggiunto (poco), anziché d'oliva l'ho messo di mais ma ciònonostante, l'impasto non passava dal beccuccio dentato del mio adorato sac à poche professionale.
Allora ho aggiunto un po' di latte, solo un po', anche se non era tra gli ingredienti.

E, meraviglia delle meraviglie, dal suddetto beccuccio sono uscite tante ciambelline perfette, e perfettamente rigate.
Siccome scrivo in tempo reale, ho appena tolto la prima teglia dal forno e il risultato (almeno visivamente e olfattivamente) è carino assai.

A raffreddamento compiuto ci sarà l'assaggio, notturno e solitario.
Se le paste d'mèira, come le chiama il Signor Gambaro (che spero mi perdonerà il latte) passeranno l'esame, prometto che smollo la ricetta.

Ché sarò contenta: almeno da questo cul-de-sac (e con l'aiuto del mio fido sac à poche) me la sarò sfangata 🙂
E avrò una quiet night 😉

soundtrack:

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24 thoughts on “cul-de-sac

  1. utente anonimo ha detto:

    E come sono venute queste paste di meliga??? Le adoro ma non le ho mai fatte. Non so che farina occorra…magari quella del Mulino Marino di Cossano. Chissa! Ma sono curiosa, molto, di sapere se ti sono riuscite. Un abbraccio Viola (tra le Langhe e il Monferrato) P.S. trovata ora una ricetta che prevede metà farina bianca e metà di mais, ma 270 gr di burro!!!

  2. lorypersempre ha detto:

    Me ne hanno dato un pacchettino, oggi sull'aereo, e ti ho pensato… chissà come sono venute le tue?
    Leela 

  3. algaspirulina ha detto:

    sono venute assai bene, ragazze 🙂 ma ancora migliorabili.
    la prossima volta niente olio, più burro (ahimé), un po' più di farina bianca e di limone, più zucchero e meno forno.
    ve faccio sape'.

  4. utente anonimo ha detto:

    Sembra uno slalom della vita 😉

    meno olio, più burro (lasciamo perdere le associazioni Bertolucciane)
    un po' più farina bianca e limone (quanto sarà quel po'di più?)
    più zucchero (il gusto non era male però)
    meno forno! (questo sempre…meno cose al forno, meno tempo a abbrustolire, meno tempo a stare lì a cuocere sulle cose)

    un abbraccio
    cl

  5. algaspirulina ha detto:

    😀
    complimenti, un vero commento lacaniano.
    mille baci 🙂

  6. ladygabibbo ha detto:

    non so esattamente cosa siano, ma mi hai fatto venire voglia di cose doci:-)

  7. kovalski ha detto:

    nightswimming deserves a quiet night

  8. kovalski ha detto:

    🙂

    ma quanto è bella, questa canzone?

  9. algaspirulina ha detto:

     in assoluto, la mia preferita dei r.e.m. 🙂

  10. kovalski ha detto:

    una delle.
    forse per me vince questa: 

    ma non toglie che sia da piccoli brividi. nightswimming. e un senso di malinconia dolce. 🙂

  11. kovalski ha detto:

    una delle.
    forse per me vince questa: 

    ma non toglie che sia da piccoli brividi. nightswimming. e un senso di malinconia dolce. 🙂

  12. algaspirulina ha detto:

    sì, ma quella non è neanche più musica, è letteratura e/o poesia.
    struggente.

  13. kovalski ha detto:

    sì. hai usato la parola giusta. struggente.
    questione di sensibilità. non c'è nulla da fare….

  14. algaspirulina ha detto:

    vero. passano gli anni ma quella rimane. anzi, migliora e si affina.
    per fortuna 🙂

  15. kovalski ha detto:

    sì può darsi, non saprei se in realtà si affina. oppure se quello che accade è che riusciamo a mantenerla viva, la nostra sensibilità. a non perderla.

    però di certo quel tipo di canzoni, così quiete, poetiche, malinconiche senza essere stucchevoli… struggenti, come dici tu, richiedono unc erto tipo di sensibilità, per essere davvero percepite, secondo me.

  16. algaspirulina ha detto:

    lol. in pochi minuti questo è diventato uno tra i post più commentati di tutto il mio blog 😉

  17. kovalski ha detto:

    a quanto pare sono un uomo che lascia il segno
    😀

    …oppure, un uomo verboso. a scelta -e gentilezza- tua. 🙂

  18. algaspirulina ha detto:

    la prima che hai detto, di sicuro. almeno nell'accezione blogosferica del termine 😉
    ma anche la seconda non è male. verboso. un termine che non usa nessuno.
    è senz'altro meglio di logorroico 🙂

  19. kovalski ha detto:

    sei troppo carina, davvero. a salvarmi così 🙂
    ché poi però suonerà anche meglio, ma il senso è lo stesso, no?

  20. algaspirulina ha detto:

    assolutamente no, anche se verboso non è precisamente un (auto)complimento 😉
    del resto, durante un pomeriggio rovente in una città deserta, che altro si può fare (o essere)?

  21. kovalski ha detto:

    …cos'è, una domanda trabocchetto questa? vuoi vedere se ci casco? LOL

  22. algaspirulina ha detto:

    per nulla.
    è una semplice (presuntuosa e probabilmente pretestuosa) affermazione.
    ROTFL.

  23. kovalski ha detto:

    né la seconda né -tantomeno- la prima 🙂

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