pane, amore e…

E beh, che ci vuole a fare il pane con la macchina per fare il pane?

C'è stato un tempo che avevo tempo.
E una grande cucina.
Lo impastavo a mano, lungamente, e poi lo lasciavo a lievitare tutta la notte, in un angolo caldo.
Al mattino lo infornavo e potevo star lì, a godermi lo spettacolo.

Ora non ho più tempo, la mia cucina è troppo piccola e non ha angoli liberi, tantomeno caldi.
Così, accontentandomi di spiare attraverso un piccolo oblò e di annusare comunque un buon odore, lo faccio a macchina e viene buono, eh? Ma ha una forma così noiosa che, alla lunga, ho smesso di concentrarmi sull'aspetto (che è sempre ma sempre quello di un parallelepipedo) per buttarmi sul contenuto.
Nel senso che ne faccio uno plain solo ogni tanto (comunque integrale) ed è quello che serve tutti i giorni quando si è veramente di corsa, il resto sono un guazzabuglio di dolce o di salato.

Il salato, ad esempio pomodorini secchi/capperi/origano, cipolle/noci/stilton, patate/aglio/rosmarino serve per le cene con gli ospiti.
Il dolce serve a dire grazie, ti voglio bene, cioè per fare un regalo.

Ci metto, oltre alla farina scura e il lievito, miele o malto di riso (lo zucchero, di canna, poche volte), un uovo, un cucchiaio di burro, latte e come mi gira datteri, fichi secchi, uvetta, albicocche secche, cardamomo, zenzero, cannella, noce moscata, muesli, scorzette di limone o di arancia, chiodi di garofano, anice stellato.
Serve per la colazione dei miei amici, per la merenda dei loro figli. È il mio modo per restare ancora un po' con loro, dopo che me ne sono andata.

Questa sera ho fatto due pani. Dolci, da portare nella mia città.

Mentre li avvolgevo nella carta da forno e li legavo con lo spago bianco da cucina (di solito uso nastri colorati), mi sono accorta improvvisamente che i pacchetti assomigliano in modo impressionante a quello che la mia nonna mi portava ogni domenica, quando mi veniva a trovare.
Solo che nel suo c'era la crostata. Con la marmellata di prugne brusche.

soundtrack:

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6 thoughts on “pane, amore e…

  1. lorypersempre ha detto:

    Certe volte siamo solo anelli di una catena lunga lunga…
    Leela

  2. utente anonimo ha detto:

    Come sei carina a regalare il tuo pane!! E' un bellissimo pensiero… E così week end  … suta la Mole!  Tu fai varianti sul pane. Io lo faccio col plum cake. Ormai lo faccio confarine integrali, senza burro, con frutta secca varia,.. posterò la ricetta quanto prima. Un abbraccio

  3. utente anonimo ha detto:

    Quella del plum cake sono io, Viola. Ciao ciao 🙂

  4. ladygabibbo ha detto:

    io spesso il pane li impasto solo con la MdP e poi lo cuocio con le varie forme, se invece proprio non ho tempo faccio la pagnottona e basta:-).
    che bello regalare il pane:)

  5. boccadimiele ha detto:

    è una scena d'inizio film perfetta, tu che guardi il pane che si fa nella cucina piccolissima mentre scorrono i titoli di testa, poi lo impacchetti, alzi la testa e bam, ecco la nonna con la crostata in mano, stesso pacchetto, decenni fa. bellissimo.

  6. algaspirulina ha detto:

    viola, copierò la tua ricetta 🙂

    lady: lo so, che sei la reginetta del pane fatto in casa 🙂 chissà se una volta mi capiterà di assaggiarlo…

    calvin: sì, bellissimo. grazie 🙂

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