riso amaro

Quando Alga è a Genova le piace andare a mangiare in questo posto qui.
Si chiama Sa Pesta (significa sale pestato, e rimanda a quando questo era una merce di scambio con le regioni vicine) e non è facile trovarlo aperto, probabilmente perché nelle ore di punta è sempre a tappo e, soprattutto alla sera, chiude prestissimo.

Ma l'ultima volta lei e i suoi amici sono stati fortunati, così si sono potuti beare delle sue specialità, che sono fondamentalmente le torte salate liguri e le acciughe ripiene. Sbav.

Tra queste squisitezze, la famigerata (perché è la protagonista di una famosa battuta sull'antipatia dei genovesi) torta di riso.

Ecco, era fantastica.
Per niente gnucca, anzi morbidissima,delicatamente baveuse e debordante di prescineua.
Sbafandola deliziate, Estrellita e Alga hanno deciso che era l'ora di apportare alcune modifiche alla ricetta che la prima aveva passato alla seconda.

E ieri sera Alga ci ha provato, con esito soddisfacente ma non all'altezza, anche se oggi, in redazione, almeno un paio di persone hanno fatto festa 😉

Forse non ci volevano le uova?
Il Carnaroli non è adatto?
Non era meglio chiedere chiarimenti al cuoco?

Ma perché è così difficile raggiungere la perfezione?

Comunque, secondo Alga, è una questione di forno.

ricetta:
(modificata)

300 grammi di riso
una grattatina di scorza di limone e una di noce moscata
un pezzetto di burro
un filo di olio extravergine di oliva
un pugno grosso di parmigiano grattugiato
due confezioni di prescinseua (cagliata, si può sostituire con lo stracchino ma non è la stessa cosa)
mezzo bicchiere di latte
2 uova
sale e pepe

cuocere al dente il riso, scolarlo e trasferirlo in una ciotola, condirlo col burro e con l'olio, aggiungere il latte e la prescinseua e quando è abbastanza raffreddato tutti gli altri ingredienti.
imburrare e infarinare una teglia grande, in modo che l'impasto versato e livellato abbia uno spessore di circa due dita.
passare in forno a 180 gradi per 20 minuti, poi azionare il grill finché non diventa dorato.

si accettano consigli e correzioni.

soundtrack:

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8 thoughts on “riso amaro

  1. tiptop ha detto:

    uh, questa posso arrivare a farla, forse!
    domani mi stampo la ricetta!
    se non si ha la prescinseua non vanno bene anche formaggi  tipo il philadelphia?

  2. lorypersempre ha detto:

    Mai provata ma mi fa sbavare lo stesso.
    Ora però devi dirci la battuta sull'antipatia dei genovesi, che io non la so…
    Leela

  3. utente anonimo ha detto:

    Secondo me in effetti il carnaroli non è proprio adatto alla tortadirisificazione perchè tiene un po' troppo. Consiglio di provare l'originario che si sfa il giusto. GioCar. Cmq provo e ti aggiorno

  4. utente anonimo ha detto:

    E Sa pesta… che dire… posti così sono delle rarità dovrebbero essere patrimonio UNESCO altro che chiese e monumenti, belin! Ormai si trovano quasi solo a Genova- Lo scorso week end a Barcellona ho avuto però l'impressione che cercando bene nel Raval qualcosa di simile ci sia. Chi sa, parli!

  5. algaspirulina ha detto:

     tippe: philadelphia, aaaaaaaaaarrrrrrrrrrrrggggggggghhhhhhhhhh!
    piuttosto meglio un buon stracchino. da queste parti è una delle poche cose facili a trovarsi. grunt.

    lory: maddai, è la famosa battuta calcio in culo o torta di riso? torta di riso finita… 😀

    giocar: eh, sì. un posto me-ra-vi-glio-so.
    ma anche barcellona…. ah, che ricordi…
    e grazie per il consiglio, effettivamente…
    la prossima volta vado giù di originario.

    belin! ;-D

  6. utente anonimo ha detto:

    Ma belandi, la mia nonna ci metteva la panna. Ma non so se vale, visto che lei era di Isola (del Cantone) e di cognome faceva cone Estrellita (e abbiamo avi in conune a Lerma , mi sa!)
    Che bei ricordi, quando faceva la torta di riso chiamava sempre per portarcene una. Ah, la mia nonna.
    paola

  7. algaspirulina ha detto:

    urca, la panna: sarà proprio quello il trucco?
    e poi sì, ah, le nonne, le nonne…
    ci sarebbe da scriverci su più di un romanzo 🙂

  8. cronachesorprese ha detto:

    panna non so, non ne metterei. la prescinseua è sufficiente. o una cagliata simile: ma possibile che non ci siano altri prodotti regionali paragonabili? mi è sempre sembrata una cosa strana. se qualcuno ha tempo e modo consiglio di rivolgersi a un caseificio o a un dettagliante sveglio. e poi passi le informazioni, che mi interessa.  il filadelfia sicuramente no. 
    per il formaggio grattato mia madre a volte faceva metà (o anche più) pecorino stagionato e metà parmigiano, e il risultato era ottimo. 

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