il sapore della ciliegia 2

Rendo noto a quella scarsa parte di blogosfera che mi frequenta che, a quest'ora della notte, ho appena terminato, finito, estinto, giustiziato su una fetta di panbrioscédelmulinobianco, l'ultimo cucchiaino di confettura home-made di ciliegie nere di Pecetto.

Cinque barattoli che son durati due anni e anche qualche mese di più.

Il sapore era incantevole.
Impareggiabile.
Irrangiungibile dalla quasi totalità delle marmellate/composte/confetture reperibili in commercio, compresa la famosa Wilkin & Sons di Tiptree, Essex.

Naturalmente non era merito mio, ma della materia prima.

E adesso potrebbe venirmi anche un attacco di panico.

soundtrack:

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4 thoughts on “il sapore della ciliegia 2

  1. ladygabibbo ha detto:

    deve essere stata deliziosa:-)

  2. utente anonimo ha detto:

    Sono Viola.   Miaì hai fatto venire l'acquolina in bocca!!!! Io quest'anno l'ho fatta di fichi: molto buona pure lei.Riguardo agli attacchi di panico…li conosci? Ma non mi dire. Quindi oltre al tunnel carpale abbiamo in comune questa delizia che ti prende alla sprovvista, ti chiude la gola, secca le fauci, crea nausea, senso di vertigine, e un pensiero "Oddio che faccio? Vomiterò? Sverrò? " E un terrore paralizzante… Non è mal comune mezzo gaudio. Ma ora ho abbastanza imparato a conoscere cos'è che li scatena e se sto lì ad aspettarlo, lui non arriva, il bastardone!

  3. algaspirulina ha detto:

    lady: sì, effettivamente deliziosa.con i frutti ancora quasi interi, poco dolce ma fondente in bocca.era la cosa più bella che mi restava della mia vita precedente.quest'anno ho provato a tornare, nella stagione giusta, ma per vari motivi non mi è riuscito.ci riprovo la  prosssima fine primavera. io sono una che non molla ;-)viola: quest'anno ho mancato anche i fichi :-/torno domani, spero di trovarne ancora qualcuno.e per gli attacchi di panico, beh, scherzavo.scherzavo perché so bene come sono. putroppo.i miei più che dare nausea fanno formicolare le estremità, battere il cuore a frullino nella gola, fermare il respiro e scoppiare il cervello.e la domanda non è vomiterò o sverrò?, ma sto per morire?e mi capitano sempre mentre sto guidando, porcapaletta!:-D

  4. utente anonimo ha detto:

    Invece a me gli attacchi di panico arrivano quando sto vivendo o sto per vivere un bel momento. Ricordo un ristorante delizioso a Cannes, con la gola così serrata che non passava nemmeno un goccio di vino, figurati la cena… Oppure un mattino credo a Isle sur la Sorgue, c'era una chiesetta austera, spoglia,  scura. C'era un cd di canti gregoriani, e la luce del sole filtrava da strette finestre ad ogiva poste molto in alto. Non so, c'era una strana atmosfera, ma non religiosa, magica. Nel momento stesso in cui ho pensato: "Questo è un momento perfetto", l'attacco è arrivato con grande violenza.Oppure mi è successo di avere appuntamento con un uomo bellissimo, più giovane di me. Anche se sapevo che sarebbe stato solo un rapporto superficiale, volevo soddisfare la mia vanità di donna e mi stavo preparando per uscire. E l'attacco è arrivato. Per un attimo ho pensato di rinunciare, però temevo di innescare un meccanismo che mi avrebbe bloccata. Così sono andata ugualmente e sono arrivata all'appuntamento con il misuratore di pressione sul sedile di fianco a me! Ma insomma, volevo vedere alla fine chi l'aveva vinta!

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