innamorarsi

Quando parlo a qualcuno di Guido, dico sempre il mio amico poeta Guido Catalano.
In realtà io so pochissimo di lui e lui non sa assolutamente niente di me.
Però io so che siamo amici, anche se non so perché.
Anzi, lo so il perchéguido 🙂

È che non è possibile non innamorarsi delle sue poesie che sono strane, fantasiose, buffe, immaginifiche, tristi, lievi e profondissime nello stesso tempo.
Le leggi una volta, e te ne invaghisci. Le ascolti una volta dette da lui, e te ne innamori.

Ho incontrato Guido Catalano al reading della Litnaìt, qualche anno fa, ed è stato amore a prima vista.
Ho tutti i suoi libri, che ormai son quasi consunti (a parte Sono un poeta cara, che lui stesso mi ha fatto gentilmente notare non essere stato violentato dalla sottoscritta) perché li tengo sul comodino, li presto alle persone che amo (soprattutto se sono malate o hanno avuto incidenti: la poesia cura dai dolori di tutti i tipi), li tiro fuori quando invito gli amici a cena e glieli leggo, così poi (fatalmente) si innamorano pure loro.

Quando abitavo a Torino era più facile, ora devo beccare la serata kidsfree e soprattutto diofachenonsiadivenerdìchédevochiudereilnumero, però è lo stesso bello anzi di più, perché è come rivedere una persona che non vedi da tanto tempo.

Anche ieri sera è stato bello, e la cosa più bella è che ho detto ai miei pochi amici milanesi venite con me a sentire il mio amico poeta Guido Catalano, e loro han detto sì, volentieri, ché le poesie che ci hai letto a cena la settimana scorsa erano proprio strane e belle, anzi, già che ci siamo lo diciamo anche ad altri nostri amici.

Così gli amici da pochi son diventati tanti e il mio amico poeta Guido Catalano ha avuto (come sempre) il successo e gli ammiratori che si merita, anche se aveva la tosse.

Nonostante io sappia pochissimo di lui e lui non sappia assolutamente niente di me, io ammiro il mio amico poeta Guido Catalano perché lui vive della sua poesia e, con i tempi che corrono, vivere della propria poesia è una roba eroica.

E se per caso lo avessi a cena da me, credo che gli farei lo stracotto, o la pastaefagioli, o il granbollito con le tresalse, oppure ancora la bagnacaudacomesideve: quattro piatti che io considero in assoluto la massima dichiarazione d'amore a chi si siede alla mia tavola.

soundtrack [;-)]: Magherita, Riccardo Cocciante (anzi no, Cocciantone)

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7 thoughts on “innamorarsi

  1. tiptop ha detto:

    Poi… non avevo voglia di mettermi in viaggio, ma lo vedrò un giovedì al Sud… in genere non me lo perdo neanche io quando passa a Milano…ma questa volta ero piemontese io!

  2. algaspirulina ha detto:

    se viene di giovedì, mi sa che ci sarò anch'io 🙂

  3. utente anonimo ha detto:

    …era una notte buia e tempestosa…un abbraccio e buon lunedì.Cl

  4. Ada09 ha detto:

    L'hai fatto conoscere anche a me e ancora te ne sono grata.

  5. lorypersempre ha detto:

    Vero: opere belle, strane e lievi.E vivere di poesia, specie di questi tempi, è uno schiaffo sulla pelata tatuata del CavOliere. Bravo Catalano!Leela

  6. utente anonimo ha detto:

    e dopo la tua cena Catalano stramazzerebbe sul sofà per una notte intera, e lo dovresti tenere a casa tua.

  7. algaspirulina ha detto:

    enrica: non c'è problema, il mio sofà è molto comodo 🙂

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