eva contro eva

                                                                            Esco un momento dalla cucina per dire una cosa.

Non guardo spesso la tv, ma ieri sera per caso ho visto Le Iene.

Non so se hanno fatto apposta a mandare prima il servizio sui vip (si fa per dire) "rimbalzati" dalle liste delle discoteche e poi quello sul centro medico in Congo.

Non credo, ma forse sì, io sono un'ingenua.
Fatto sta che mi son trovata come sull'ottovolante: dallo schifo per una come Carmela del Grande Fratello (credo che ci tenga ad essere chiamata così) che porta come unico valore il fatto di potersi comprare dei vestiti che una qualsiasi potrebbe permettersi solo con due mesi di stipendio, allo stupore e all'ammirazione per una suora anziana (della quale non ricordo il nome) che, quasi da sola, in un rudimentale ospedale nel cuore dell'Africa, finora ha fatto nascere diciottomila bambini.

Tanta era l'enfasi cafona con cui la giovane femmina ostentava la sua poverissima visione del mondo basata sul potere sessuale basato esclusivamente sulla bellezza e sul suo apparire, corredato dai lauti guadagni ottenuti esibendosi come una scimmia più o meno ammaestrata e da una totale mancanza di spessore intellettuale, tanta era l'elegantissima nonchalanche con la quale l'altra donna interrompeva l'intervista dichiarando c'è un parto. Punto.

Confesso che mi sono vergognata. Doppiamente.
Per il fatto di appartenere allo stesso sesso dell'idiota "rimbalzata" e per il fatto che tante donne toste e coraggiose come l'anziana suoraostetrica del Congo continuino il loro lavoro da sole e in silenzio.

Ma di questo, io che non esco quasi mai dalla cucina, sono sicura: in questo nuovo Medio Evo in cui più o meno tutti non sappiamo più come siamo girati, la felicità (e la dignità) sta in Congo, non certo fuori da una qualsiasi discoteca.
Tanto meno, dentro.

E, ieri sera, mi sembra che il merito delle Iene sia stato quello di renderlo chiaro agli occhi di tutti.

soundtrack:
 

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7 thoughts on “eva contro eva

  1. Ada09 ha detto:

    Ogni tanto anche la televisione ci fa pensare. C'è ancora speranza…

  2. utente anonimo ha detto:

    Sono retrò, forse Ciellina (urk!), magari svedese (magari!)…ma i problemi di basso impero di noi italiani non si risolvono in Congo (fossimo almeno al Medioevo, saremmo già più evoluti) ! Bisogna tenere il territorio e cercare di portare un po'di Congo qui ( e ce n'è in effetti se si va a guardare!!!).E soprattutto evitare di guardare la TV, pena incontrare Caligola…P.S. Il rimando alla Svezia è per il riferimento al detto di pulire lo zerbino della propria casa per tenere pulita tutta la città :)un abbraccio consolante di solidarietàCl

  3. ladygabibbo ha detto:

    non guardo quasi mai la tv ma credo tu abbia ragione cris…c'è anche da dire che a una certa tv fa gioco far pensare che tutti i giovani siano coglioni senza cervello…non è così per fortuna,anche se i primi hanno molta più visibilità

  4. nonnacarina ha detto:

    Bel post, Alga, ma delle due una o l'Italia esce dall'incantesimo della Bella Addormentata o il Congo verrà qui.

  5. algaspirulina ha detto:

    @ tutte e due: parole sante.

  6. utente anonimo ha detto:

    Ciao Cri… ho visto anch'io quella puntata delle iene.. Per fortuna ho avuto la tua stessa reazione.. dico per fortuna perchè credo, guadandomi in torno, che oramai siano poche le persone che notino la pochezza di gente come quella, i così detti vip… Credo sia necessaria una sensibilità che purtroppo sta svanendo.. affogata in milioni di ore di trasmissioni televisive che bruciano il cervello della gente..Ritengo che in italia siamo decisamente sfortunati.. la tv è usata veramente come "oppio per i popoli", è comodo tenere sotto stupefacenti milioni di persone.. In altri paesi, ad esempio la Francia, almeno la tv di stato è stata resa libera dalla pubblicità e dalla conseguente schiavitù dell'audience.. per noi non c'è speranza che avvenga la stessa svolta..CiaoRoberto

  7. algaspirulina ha detto:

    molto giusto.non so se hai visto il servizio sugli abitanti dell'aquila senza casa che almeno sono contenti perché non guardano più la tv e sono riusciti a conoscere i vicini di pianerottolo. e i bambini, felici di poter correre liberi tra le rovine e giocare con amici che prima vedevano si è no tre volte all'anno.prima, quando passavano tutto il loro tempo libero sprangati nei loro alloggetti ipnotizzati dalla scatola magica ;-)non è un paradosso?è possibile che ci voglia un terremoto per schiodare le persone dal sofà e dargli la possibilità di entrare in relazione tra loro?è possibile che grillo debba dire di alzare il culo, spegnere la televisione e accendere il pc?di sicuro, intontire milioni di persone serve a mantenere certe persone al potere.e questo è ancora più triste.

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