sette anni in tibet

Una delle cose più zen che io conosca, da fare in cucina, è il seitan.

Il seitan, che molti maschi occidentali (soprattutto italiani) chiamano spugnetta per lavare i piatti è in realtà una bistecca di grano inventata secoli e secoli fa dai monaci buddisti spinti dal bisogno di trovare una fonte proteica alternativa alla carne.

Dato il sapore delicatissimo, è estremamente versatile: una volta pronto si può cucinare in mille modi e, nonostante si trovi ormai facilmente nei negozi e nei supermarket, se preparato in casa è moooolto più buono.

Semplicemente, basta chiudersi in cucina, prendere un chilo di farina Manitoba (che ha più glutine rispetto alle altre), impastarla con l'acqua come per fare il pane, solo un po' più morbido e mettere questa pagnotta a mollo nell'acqua tiepida per mezz'ora.

Passati i trenta minuti, entra in ballo la fase zen della preparazione: si mette la palla di pasta in una ciotolona e si infila il tutto nella vasca dell'acquaio.
Sotto il rubinetto aperto, si massaggia la pasta finché l'acqua non diventa quasi limpida, per fare uscire tutto l'amido, alternando acqua fredda e calda e cambiandola ogni volta.

Ci vogliono una quarantina di minuti, il gesto è carezzevole e affettuoso, le orecchie ascoltano la musica dello scroscio e la testa se ne va per gli affari suoi.

Quando la mappazza si è ridotta di due terzi ed è diventata elastica e color nocciola, è il momento di avvolgerla strettamente in un lino immacolato come fosse un polpettone e di farla bollire per mezz'ora, così si eliminano le purine.

A questo punto si prepara il brodo di cottura finale e gli ingredienti vanno a gusti: personalmente all'acqua aggiungo due foglie di alloro, un rametto di rosmarino, due pezzetti di alga kombu, un dito di zenzero fresco a fettine e qualche cucchiaio di shoyu (una salsa di soia leggera).
Si libera il polpettone dal telo, lo si taglia a fette e lo si fa cuocere nel brodo incoperchiato e a fuoco dolce una o due ore.

Quando è tiepido, si invasa col suo liquido. Resiste in frigorifero anche una settimana.

Tramite l'esecuzione di questa facilissima ricetta otterrete almeno tre (buoni) risultati:
avrete un seitan di eccezionale qualità
vi rilasserete un sacco
le vostre mani saranno perfettamente pronte per una manicure coi fiocchi 😉

Provate a servirlo asciugato dal suo liquido, tagliato a striscioline, infarinato, saltato in padella con un filo d'olio, spruzzato di salsa di soia e impiattato bollente con carciofi brasati aglioprezzemolo.

Nessuno ma proprio nessuno oserà chiamarlo spugnetta per lavare i patti.

soundtrack:

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15 thoughts on “sette anni in tibet

  1. Ada09 ha detto:

    Non ce la posso fare…

  2. algaspirulina ha detto:

    … per il procedimento, per il gusto o solo per l'impressione che ti fa? 😉

  3. sim.64 ha detto:

    Neanch'io ce la posso fare… per il procedimento, per il gusto… e per il tempo che ci vuole.

    Però ho ricominciato a cucinare qualcosina… pensando a te!

  4. utente anonimo ha detto:

    Ouch! No, troppo complicato, soprattutto per una pacioccona distratta come me… gia' so come finirebbe:
    dopo 15 minuti che l'acqua scorre sul seitan vado in bagno a fare pipi', che io quando ho le mani ammollo ho sempre degli stimoli impellenti chissa perche', mentre sono in bagno inizio a leggere qualcosa di estremamente interessante in qualche rivista pescata dalla torre di carta che impera accanto alla toilette, dopo 30 minuti (che' devo finire di leggere eh) esco dal bagno e vado a googleare qualcosa che mi e' venuto in mente durante la seduta medidativa e che mi pare vitale, urgente e indispensabile per la mia vita, mentre sono davanti al computer guardo un paio di blog, mentre guardo un paio di blog lascio un paio di commenti, mentre lascio un paio di commenti mi guardo in giro e trovo la bolletta da pagare, mentre cerco i soldi per pagare la bolletta in giro per casa scopro scopro che forse e' meglio mettere i libri in ordine cromatico invece che in alfabetico di autore, mentre ho tutti i libri per terra ne sfoglio uno sugli origami e inizio a cercare la carta, mentre cerco la carta trovo i soldi per la bolletta, ecco! E' vero! la bolletta! Mentre mi vesto per pagare la bolletta mi rendo conto che ho la libreria vuota e i libri per terra…
    eh?
    Cosa?
    Seitan che?
    Oh, merda. Il seitan!

    Alice incasinatrice

    p.s e mentre scrivo questo commento ovviamente mi si scuoce la pasta.

  5. lorypersempre ha detto:

    Mai provato ma sembra interessante, anche se il mio tempo è sempre così limitato… la mia attività più zeb è stirare i panni 😉
    Comunque a me già piace il tofu, se il saitan è perfino meglio lo adotto (ieri al giapponese mi sino sbafata una ciolina di broido di pesce con alghe e miso che non ti dico).
    Leela

  6. algaspirulina ha detto:

    alice: beh, strano a credere, nel frattempo il tuo seitan si sarebbe talmente sciacquato (da solo), che basterebbe un massaggino finale di dieci minuti per averlo bell'e pronto da cuocere. se invece l'hai dimenticato al bollitoio, meglio ancora: più cuoce più è buono 🙂
    mi dispiace, non hai scuse, il seitan è proprio la ricetta per te :-))))

    leela: oh.
    finalmente una fan del delizioso seitan.
    meno male.
    🙂

    p.s.
    io sono pazza, per la zuppa di miso.

  7. Ada09 ha detto:

    No, no, solo per il procedimento!
    Per il gusto ce la farei eccome… 🙂

  8. algaspirulina ha detto:

    … allora la prossima volta che vengo a to, ti ribalto la cucina e lo facciamo insieme intanto che ci sfiniamo di chiacchiere :-)))

  9. Ninphe ha detto:

    Il tuo metodo l'ho passato ad un'amica vegana che lo prepara sempre.

    Strano a dirsi…mi manca un telo di lino bianco 😛 sennò lo provavo.

    Tanto ultimamente sto andando avanti a provare tante ricette giapponesi (i gyoza, la zuppa di miso, gli udon con verdure e pollo in salsa teriyaki, il riso bianco con il curry di verdure o il curry di carne e verdure…). La primavera m'ha installato la giapponesitudine 😛

    Selena

  10. Ninphe ha detto:

    Il tuo metodo l'ho passato ad un'amica vegana che lo prepara sempre.

    Strano a dirsi…mi manca un telo di lino bianco 😛 sennò lo provavo.

    Tanto ultimamente sto andando avanti a provare tante ricette giapponesi (i gyoza, la zuppa di miso, gli udon con verdure e pollo in salsa teriyaki, il riso bianco con il curry di verdure o il curry di carne e verdure…). La primavera m'ha installato la giapponesitudine 😛

    Selena

  11. Ninphe ha detto:

    Il tuo metodo l'ho passato ad un'amica vegana che lo prepara sempre.

    Strano a dirsi…mi manca un telo di lino bianco 😛 sennò lo provavo.

    Tanto ultimamente sto andando avanti a provare tante ricette giapponesi (i gyoza, la zuppa di miso, gli udon con verdure e pollo in salsa teriyaki, il riso bianco con il curry di verdure o il curry di carne e verdure…). La primavera m'ha installato la giapponesitudine 😛

    Selena

  12. algaspirulina ha detto:

    allora devi assolutamente provare a fare il tofu 🙂

    è facile, sai?

  13. Ninphe ha detto:

    ah sì? pensavo di avere dei casini per cagliare il latte di soia :O

    Interessante…

    Selena

  14. Ninphe ha detto:

    ah sì? pensavo di avere dei casini per cagliare il latte di soia :O

    Interessante…

    Selena

  15. Ninphe ha detto:

    ah sì? pensavo di avere dei casini per cagliare il latte di soia :O

    Interessante…

    Selena

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