la patata bollente

Al mio amico Ciemmepì, noto magistrato e grande ballerino e dj, piacciono prezzemolate.

Mia madre le fa a tocchi, prima le lessa aldente e poi le ripassa in padella, con olio e rosmarino.

A casa mia dal 20 fino a fine mese sono un hit (forse farei meglio a dire un must) e ieri le ho fatte a tortino: a fette con funghi, pancetta, emmenthal grattugiato e mortadella, poi via sotto il grill.

Ma le più buone in assoluto sono quelle della signora Petroselli.

La storia è molto lunga, e viene da lontano.

Durante la guerra mio padre, di stanza ad Atene, ebbe salva la vita grazie al suo attendente che si chiamava, appunto, Petroselli.

Petroselli era di Viterbo e, da civile, faceva l’agricoltore.
Forse non aveva letto molti libri, ma di sicuro era un tipo pratico (mio padre non lo era per niente, io ho preso da lui).

Così, dopo l’8 settembre 1943, quando i tedeschi dissero agli italiani in Grecia che sarebbero stati riportati a casa nel giro di una settimana, mio padre prese amabilmente in giro il suo attendente che gli aveva messo nello zaino mutandoni di lana e canottiere a maniche lunghe.
Ecchediavolo, nei Balcani era piena estate…

Ma Petroselli sapeva quel che faceva: due anni di campi di prigionia in Germania e Polonia gli diedero ragione.

Mio padre questa cosa dei mutandoni di lana (e di come l’avessero aiutato a superare inverni semestrali e polari) non la dimenticò mai e, un’estate di tantissimi anni fa, ci caricò sulla 124 Special e ci portò tutti quanti a conoscere il suo attendente.

Era agosto e a Viterbo faceva un caldo porco.
Avevo dodici anni e i ricordi sono sfuocati: orti verdissimi e infiniti sotto il sole cocente, con mia madre che c’aveva i mancamenti, le cicale che frinivano a più non posso e l’esecuzione (botta in testa, squartamento, scuoiamento e tutto) di un coniglio da mangiare l’indomani che a mia sorella fece scappare il sonno per una settimana.

Ma le patate della signora Petroselli, quelle me le ricorderò per sempre (e ogni tanto le preparo).

Mentre mia sorella si riprendeva dallo choc, mia madre stava semisvenuta all’ombra del portico e mio padre chiacchierava col suo salvatore (mai saputo cosa si fossero detti), io ovviamente mi ero infilata in cucina a spiare.

Lei prendeva le patate, le sbucciava, le tagliava a dadini perfetti e minuscoli e le buttava in un padellone con due dita di olio extravergine (era quasi verde, lo facevano loro) bollente, un rametto di rosmarino e uno spicchio d’aglio vestito.
Le rosolava, poi abbassava al minimo la fiamma, incoperchiava e andava nell’orto a giustiziare i conigli 😉

Le salava solo alla fine.

soundtrack:

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13 thoughts on “la patata bollente

  1. sim.64 ha detto:

    Oh, io adoro le patate! Così immagino siano buonissime, il fatto che siano a dadini piccoli le fa insaporire meglio…e la cottura lenta per far fare quella crema e crosticina che mi viene l’acquolina solo a pensarci! Questa cosa del salare alla fine, l’ho già sentita, ma non so perchè.
    E insomma tuo padre si è fatto due anni di prigionia in Germania…. oltre alla tragedia della guerra… sono esperienze che segnano e condizionano tutto il resto della vita, e sicuramente anche i figli….

  2. boccadimiele ha detto:

    anche io le adoro, sono irlandese dentro, per le patate!
    la mia mamma me le fa in due modi che mi fanno impazzire: lessa quelle belle sode, non farinose, con la buccia, le fa freddare molto bene, le taglia a dadini minuscoli e ci aggiunge una dadolata di carote, sedano, cipolla rossa e un pochino di radicchio tagliato sottilissimo (tutta roba del nostro orticello in campagna). olio buono, sale, ed è tutto. da affogarci dentro, calcola.
    oppure fa il classico gateau, che nella sua versione prevede prosciutto crudo, mortadella, fontina, parmigiano, mozzarella scolata bene, tutto mischiato a patate ridotte in purea, uova, pangrattato qb, sale e pepe e infornato finché fa la crosticina. ora, lo so che la ricetta è banale: ma sarà la mano, sarà l’occhio, sarà l’esperienza, quando mi prorto a casa quello fatto da lei e ne avanza (ne prepara in genere dosi da dodici) non resisto mai, mai, mai, e mi sveglio sempre in piena notte per addentarlo freddo, in pigiama, nella cucina deserta, con un libro in mano.
    goduria!
    🙂

  3. algaspirulina ha detto:

    sim: esistono varie scuole di pensiero ma, fondamentalmente, il sale si aggiunge alla fine perché altrimenti, facendo "buttare fuori" l’acqua alle patate, impedirebbe la formazione della famosa crosticina 🙂
    e poi sì, hai ragione: certe esperienze ti condizionano e condizonano anche i tuoi figli, che tu lo voglia o no…

    calvin: goduria, veramente :-)))
    ti copio le due ricette.
    grazie.

  4. Ada09 ha detto:

    Quando scrivi cose così, sei veramente una scrittrice coi contro*azzi.

  5. lorypersempre ha detto:

    Vedo. Se hai nostalgia di quegli orti… vieni a trovarmi.
    E ti farò le patate gratinate all’aroma di salmone – semplicissime ma danno dipendenza fisica 😉
    Leela

  6. algaspirulina ha detto:

    ada: 🙂

    leela: con i miei miseri dieci giorni di vacanza all’anno, la vedo dura. ma io spero sempre che tu possa fare un salto qui 🙂
    se vieni, ti preparo l’occorrente e ti sguinzaglio in cucina 😉

  7. lorypersempre ha detto:

    A Milano ho un invito per i primi di maggio ma a quell’epoca dovrei essere a Rodi – Grecia batte Lombardia 1-0 😉
    Leela

  8. algaspirulina ha detto:

    p.s.
    però, in un certo senso, peccato: a maggio sanfe è uno spettacolo di fioriture 🙂

  9. ladygabibbo ha detto:

     mannaggia a te ho messo su un kg solo a leggere…che buone le patate, mi piacciono in tutti i modi…scrivi davvero molto bene cris:-*

  10. Ninphe ha detto:

    Io le adoro al forno, con aglio, prezzemolo, sale, pepe e un sacco di formaggio sopra (teoricamente si omette il sale e userei un misto tra pecorino e parmigiano, ma a volte il pecorino non c’è in casa…) e olio. Si lasciano rosolare per un po’ (vado a occhio e controllo stecchino) e  quando sono pronte me le scofano assieme al fidanzato. La crosticina formaggiosa buona, il morbido patatoso salatoso peposo e formaggioso sotto….dio che fame…

  11. Ninphe ha detto:

    ps: ho cambiato blog. ora sono qui 🙂  clicca qui 🙂

  12. algaspirulina ha detto:

    lady: sorry 😉

    ninphe: sbav, grazie per la ricetta, e ti verrò a trovare sul tuo nuovo blog 🙂

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