san valentino di sangue (léon)

panelleOggi pomeriggio alle cinque e mezzo, mentre un fantastico negrone ci torchiava di contorcimenti sul parquet della megapalestra al suono di If You don’t Know Me dei Simply Red e ci apostrofava col suo vocione brasileiro come fossimo stati tanti vecchietti piano con le rotazioni, se qualcuno ha problemi all’anca, qui vicino c’è il San Raffaele, ahahahahahah, e io me ne stavo a livello suolo e avevo una visuale del cielo ancora chiaro di Milano in verticale, come Jean Reno quando crolla bersagliato alle spalle da quel cattivone di Gary Oldman (ma quanto sono belli, tutti e due) e guarda oltre la porta la città di New York così sordida ma così viva e soleggiata però intanto sa che tra poco è morto sebbene ancora carico di dinamite [ 😉 ] ecco, come un lampo mi son venute in mente tre cose.

La prima non la dico perché è un’autovalutazione sulle mie articolazioni ed è troppo triste.
La seconda e la terza sono San Valentino e le panelle.

La festa di San Valentino dai tempi del liceo in poi mi è sempre stata sulle palle, in compenso adoro le panelle (che sono un cibo mediterraneo antichissimo e poverissimo ma deliziosissimo) e le faccio così:

prendo un paio di bottiglie di plastica di quelle della minerale e le taglio con le forbicione da cucina a 15/20 centimetri dalla base.
Poi metto a bollire in una pentola 800 cc di acqua con un pizzico di sale e ci faccio scivolare dentro 250 grammi di farina di ceci, mescolando con la frusta come per fare la polenta.
Dopo una ventina di minuti (bisogna continuare a mescolare, purtroppo) salta fuori un pappone semisolido, spengo la fiamma e ci aggiungo, se ne ho, qualche foglia di menta e di basilico sminuzzate.

Rovescio il pappone nelle mezze bottiglie e lascio lì a raffreddare.
Nel frattempo le opzioni sono due (dipende dall’umore): o mi faccio i fattaci miei, oppure faccio il macco di fave, altro cibo mediterraneo poverissimo e deliziosissimo, così poi aggiungo delizia a delizia 😉

Cioè metto tre pugni di fave secche, una patata grande a fette, due foglie di alloro e un pizzicone di sale nella pentola a pressione, copro con tre dita d’acqua e faccio fischiare per quaranta minuti.

Sformo il pappone ormai solido dalle mezze bottiglie, lo affetto col coltellaccio affilatissimo (che tutti i cuochi che si rispettino dovrebbero possedere) a tranci tondi di un centimetro. Queste sono le panelle, sìori e sìore, e quelle che vedete nella foto sono mie 🙂

Scoperchio la pentola a pressione, frullo il macco e lo condisco con pepe nero e un filo d’olio, tuffo le panelle in una larga padella stracolma di olio bollente e, adeguatamente rigirate, quando sono belle dorate le scolo e le metto sullo scottex.

Le servo bollentissime, spolverate di sale e irrorate di succo di limone.
Se son stata dell’umore per farlo, accompagnate dal macco di fave.

E vi giuro che faccio felici tutti i bambini del vicinato (e anche me stessa).

Perché le panelle (e mi perdonino i liguri/toscani che passano di qua), così croccanti fuori e morbidine dentro, alla farinata ci danno la birra 😀

soundtrack:

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10 thoughts on “san valentino di sangue (léon)

  1. lotrovassi ha detto:

     Acc..mi mancano la frusta e la pentola a pressione… ;-)))

    (a me di San Valentino non è mai fregato niente neanche PRIMA e DURANTE il liceo, figurati…)

  2. Ada09 ha detto:

    Chissà perchè le panelle erano anche simbolo di mazzate, da cui il vecchio detto meridionale:  "Pane e panell’ fanno i figl’ bell".

  3. algaspirulina ha detto:

    già, chissà perché?
    eppure non sono "pesanti".

    peraltro, so che in sicilia le panelle si mangiano proprio dentro al pane, come ripieno 🙂

  4. lorypersempre ha detto:

    Adoro le panelle (il Toto le fa quadrate) in compenso le fave te le lascio tutte, bleah 😦
    Leela

  5. utente anonimo ha detto:

    sei fuori dalla mia portata come cuoca-maestra.
    Non riuscirei neppure a far soffiare per 40 minuti la pentola a pressione: esploderebbe!!!
    un abbraccio
    Cl

  6. algaspirulina ha detto:

    ma cos’è questa panic-syndrome per la pentola a pressione? ;-D
    la prossima volta che ci vediamo ti mostro io 🙂
    è un peccato non usare una cosa così semplice e comoda, basta adottare qualche piccolo accorgimento e passa la paura!

  7. lorypersempre ha detto:

    La pentola a pressione è un piccolo attrezzo magico che, usata nel modo e momento giusto, fa risparmiare tempo e metano. E ti pare nulla, di questi tempi 😉
    Leela

  8. utente anonimo ha detto:

    mi corre l’obbligo di ricordarti pubblicamente che la mia pentola a pressione, ancorché azionata da te, è quasi esplosa, per un macco di fave 😀

  9. Mammamsterdam ha detto:

    grazie grazie grazie, ho un saccone di frina di  eci e voglia di panelle e adesso, signori, le pure faccio

  10. algaspirulina ha detto:

    estrellita: non stava per esplodere, pisciava solo dalla valvola 😉
    ci avevamo messo troppa acqua, i legumi secchi fanno un sacco di schiuma, quando sono sotto pressione…

    mamma: 🙂

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