an education

sb10069325f-001Non sono molto brava ad educare con gli ordini (soprattutto vocali), anche se, gentilmente, enuncio le cose che si devono fare.

Preferisco educare in modo non verbale, con l’esempio, con i gesti e anche col cibo.

Magari sbaglio, si vedrà col tempo.

Per intanto sto cercando di far fare amicizia ai kids con le spezie, che io adoro e che trovo stimolino i sentimenti e la fantasia.

Solo che con i ragazzini non ci si può andare pesante (e lo stesso vale per gli ordini e i rimproveri): la cosa migliore, secondo me, è stare leggeri cercando di essere efficaci.

Questo è il curry delicato di tacchino che ho preparato alla Cami sabato scorso.

Ho ridotto mezzo petto di tacchino a dadini e li ho passati nella farina, li ho fatti saltare in un filo d’olio di mais e li ho spruzzati di salsa di soia, poi li ho tolti dalla padella e li ho messi da parte.
Ho tritato mezza cipolla media e l’ho messa a rosolare nel fondo di cottura del tacchino con un paio di chiodi di garofano, poi l’ho spolverata con un cucchiaio di curry mediopiccante che ho comprato qui.
Ho aggiunto i dadini di tacchino, li ho lasciati insaporire un paio di minuti e ci ho versato un bicchiere di latte.
Quando il latte è diventato cremoso, ho spento il fuoco.

Nel frattempo avevo messo a bollire due pugni di riso basmati a fuoco dolce e coperti a filo d’acqua con un pizzico di sale.

In poco più di dieci minuti la carne e il riso erano pronti.

I piatti erano profumati e belli a vedersi.
Cami ha molto gradito.

E io ho avuto la mia mezz’ora di felicità.

soundtrack:

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9 thoughts on “an education

  1. utente anonimo ha detto:

    Ricetta assolutamente da copiare! semplice, invitante e un po’ indiana come piace a me!
    Una mezz’ora di felicità assolutamente meritata x te.
    Un abbraccio e buona giornata
    Cl

  2. ladygabibbo ha detto:

     uh che bella ricetta, me la copio e la farò per la mia bimba, omettendo il latte visto che è intollerante. grazie cris:-*

  3. algaspirulina ha detto:

    cl: infatti, non è troppo indiana 🙂
    besos.

    lady: puoi usare il latte di cocco, molto aromatico e delicato, oppure quello di soia 🙂

  4. lorypersempre ha detto:

    Ti prego, non mi scrivere "per intanto" – o "intanto", o "per adesso" 😉
    Su Stupore e Tremori ci hanno fatto un film e sono sicura che il libro giri anche in italiano. Molto, molto istruttivo (anche se la Nothomb è un’isterica snob ed arrogante)
    Leela

  5. Ada09 ha detto:

    mmmh…. sento già il profumino. Io mangio soprattutto con il naso. Nel tempo i tuoi figli quando sentiranno tutti questi profumi non potranno fare a meno di pensare a te. E saranno bei ricordi.

  6. sim.64 ha detto:

    Io ho il problema contrario: quando invito gentilmente a fare qualcosa, sembra che do’ gli ordini… insomma, mio malgrado, sono a volte un po’ brusca. Ma assolutamente inoffensiva, e non mi prende sul serio nessuno. 😉
    Algaspurina, mi piaci molto tu, quello che scrivi e come lo scrivi, ma la cucina mi annoia e mi innervosisce… credo da sempre. Hai presente in ufficio quando ci si scambiano le ricette? Io mi defilo sempre. E anche quando cucinavo tutti i giorni. Pensa ora che sono fuori dalla cucina da un anno e mezzo! Insomma, ti leggo sempre, ma non ti commento quasi mai per questo motivo.
    Però a mangiare sono super! ;-)))

  7. algaspirulina ha detto:

    leela: ma perché? per intanto è carino, lo usa sempre una mia amica scrittrice un po’ antica 😉

    ada: io lo spero, e non posso fare altro che sperare.

    sim: la passione per la cucina è un po’ come la fede, uno ce l’ha o non ce l’ha (ma esistono anche le conversioni). non è che voglia fare proselitismo, però mi dispiace perché, secondo me, ti perdi un bel divertimento 😉
    comunque son convinta che debba esistere una ri-educazione all’arte (perché di arte e creatività si tratta) culinaria, troppo spesso percepita come dovere.
    e poi, se a mangiare sei super, sicuramente potresti essere super anche ai fornelli.
    vedi julia child, che aveva un vero talento nel gustare i cibi ed è diventata un grande chef, divulgativo oltre tutto 🙂

  8. sim.64 ha detto:

    Effettivamente, mi piace gustare e anche provare nuovi sapori, non sono una tradizionalista che si rifiuta di sperimentare: e se c’è da dire che un nuovo piatto per me fa schifo lo dico, nel senso che non sono nemmeno una entusiasta del nuovo a tutti i costi….
    per quanto riguarda julia child, dovrei avere una vecchia videocassetta di julie&julia da qualche parte, film che non ho mai visto e questa potrebbe essere un’occasione… insomma diciamo che mi scoccia che non so cucinare e non ho pazienza. 🙂

  9. algaspirulina ha detto:

    beh, che tu dica mi scoccia che non so cucinare è già un’ottima cosa 😉
    apprezzo la tua franchezza e, se vuoi, ti consiglio un bellissimo libro (con fotografie da urlo) di donna hay che si intitola cucinare in un istante.

    per dire, la pazienza non è fondamentale per mangiar bene e, soprattutto, per fare la propria porca figura 🙂

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