calore e polvere

57473921Non so se uso i termini giusti, ma quando il buffer del computer ti si satura, bisogna vuotare la cache e fare un riavvio.

Succede anche nella vita, quando magari prendi quota e sorvoli per un po’ e ti senti leggera però arriva il giorno che hai fatto il pieno e sei troppo triste perché ti manca troppa gente e ti senti le ali grippate.

Personalmente, per vuotare la cache, oggi ho pensato a questa poesia.

Chi s’aggrappa al nido

non sa che cos’è il mondo,

non sa quello che tutti gli uccelli sanno e

non sa perché voglia cantare

il creato e la sua bellezza.

Quando all’alba il raggio del sole

illumina la terra

e l’erba scintilla di perle dorate,

quando l’aurora scompare

e i merli fischiano tra le siepi,

allora capisco come è bello vivere.

Prova, amico, ad aprire il tuo cuore alle bellezza

quando cammini tra la natura

per intrecciare ghirlande coi tuoi ricordi:

anche se le lacrime ti cadono lungo la strada,

vedrai che è bello vivere.

L’ha scritta un ragazzino, tanto tempo fa, e la conosco quasi a memoria. Se volete leggerne altre, le potete trovare qui.

E poi, per guarire dai ricordi, a pranzo mi sono fatta la puccia, un piatto povero monferrino che ha sfamato generazioni di contadini e che scalda la pancia e anche un po’ il cuore.

Basta prendere una pentola, tagliuzzare qualche foglia di verza e soffriggerla in poco lardo battuto, aggiungere un pugno di fagioli lessati, salvia e rosmarino, pepe e sale, coprire  di quattro dita d’acqua e, quando bolle, farci una polentina morbida, che sembra quasi una minestra.

Obbligatorio mangiarla caldissima, con sopra un pezzetto di burro e una spolverata di parmigiano.

 È come tornare a casa con qualcuno che, a casa, ti aspetta. Si può stare un po’ lì e, dopo, si può ripartire 🙂

soundtrack:

 

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One thought on “calore e polvere

  1. lorypersempre ha detto:

    Del resto lo scrive anche la Littizzetto, che noi donne amiamo le minestrine perchè ci scaldano il cuore.
    Gli uomini, creature crudeli, di solito preferiscono sapori forti, carne al sangue, spezie piccanti…
    Leela

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