la febbre

78326327La cosa buffa è che se anche il più stronzo dei maschi si ammala e se ne sta a letto tutto abbattuto, paonazzo di febbre e con tanta tosse, per noi femmine diventa automaticamente meno stronzo.

La cosa ancora più buffa è che basta un’amica che ti prepara un bel lettone con borsa dell’acqua calda e tu dormi per otto ore filate (cosa mai successa da sette anni a questa parte).

L’accudimento è fondamentale.
Se nessuno te lo fa, te lo devi far da solo.

E questo è quel che ci vuole.

Dose per uno (tanto siete voi che state male):

una patata
un porro
mezza tazza di riso
una tazza e mezza di brodo di verdura o di dado
olio extra vergine di oliva
sale
parmigiano
una pentola a pressione (se non la usate, va bene anche un pentolino ma i tempi raddoppiano e se avete la febbre alta, come fate?)

Schiaffate nella pentola a pressione la patata a dadini, il porro a rondelle, un filo d’olio e fate rosolare due minuti.
Unite il riso, rosolate per altri due minuti, salate e coprite tutto l’insieme di brodo.
Incoperchiate e al fischio contate 10 minuti. A meno che non abbiate un’encefalite, ce la potete fare.

Se vi piacciono i pezzi, va bene così.
Se vi piace cremosa, con l’ultimo brandello di forze, attaccate alla presa il magico minimiper e immergetelo nella pentola. Azionate.

In ambedue i casi, unite abbondante parmigiano grattugiato e ingurgitate caldissimo.
Vi farà sentire coccolati e, almeno, (forse) vi salverà dal cagotto.

soundtrack 😉 :

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4 thoughts on “la febbre

  1. nonnacarina ha detto:

    Per evitare, o almeno limitare il cagotto bisogna aggiungere parecchia carota, che ha però l’inconveniente di fardi diventare il tutto un poco dolciastro.
    Per me il massimo accudimento era rappresentato  – in convalescenza – dalle mani fresche della mamma sulla fronte che preannunciavano la spremuta di arancia.
    Riposati e rimettiti. 

  2. lorypersempre ha detto:

    Per me il massimo dell’accudimento era il riso cotto nel latte, preparato dalla mia mamma le rare volte che avevo la febbre. E che preparavo per me negli utlimi giorni di gravidanza quanto, con lo stomaco strizzato in panza ed il cuore spezzato dalla fatidica litigata col Toto, stavo traghettando la Chicca verso questa valle di lacrime e rimpianti che è il mondo…
    Leela

  3. algaspirulina ha detto:

    che belli, questi scambi di esperienze 🙂

  4. sim.64 ha detto:

    E in questo brodo primordiale si ritorna alla vita! ah, ah!
    Hai ragion: perchè quando stiamo male noi "non è nulla" e quando stanno male loro sono in fin di vita?
    Le coccole sono la miglior medicina, come quelle della tua amica. Ma anche il brodo non deve essere male.

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