ultimo domicilio conosciuto

Stanotte mi sono inventata un gioco per meglio arrivare cotta al momento del sonno.

Ho preso su le mie vecchie agende superstiti e ho lanciato Fb, poi mi sono messa a cercare tutte le persone di cui avevo il nome.

Un po’ ne ho trovate, un po’ no.

Ma non è questo il punto.

Il punto è che nelle vecchie agende c’erano un sacco di fogli e foglietti sparsi e io mi sono incantata a guardarli.

Liste della spesa (proprio tante, è una mia mania), appuntamenti con i pediatri dei kids (eh, erano proprio piccoli) e nomi scarabocchiati di corsa, con accanto un numero di cellulare.

Ma chi sono queste persone?

Il punto è che non me lo ricordo più.

Il punto è che la (mia) vita è un viaggio.
Il punto è che no, non si torna indietro.

soundtrack:

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6 thoughts on “ultimo domicilio conosciuto

  1. tiptop ha detto:

    Se devo essere sincera, un paio di reincontri era meglio lasciarli dov’erano, nei ricordi, che erano più belli.  Ma questo, già prima di FB!

  2. utente anonimo ha detto:

    Touchè,
    avevo promesso di non scrivere più, qui!
    ………..
    e va bé!

    Bel post, un flashback alla ricerca di fatti e situazioni che hanno dato origine alle tue scelte.
    Bel connubio di prospettiva visiva e auditiva tra una fuga e l’altra dal destino, alla ricerca della felicità.
    Bel modo di sfinirsi, senza arrendersi, perché tanto,
    il punto è che domani è un altro giorno,
    appunto, ci penserai domani.

     

  3. algaspirulina ha detto:

    u.a.: per intanto, touché vuole l’accento grave, ripassati la grammatica francese.
    poi, dovrei mettermi prima o poi uno di quei filtri spocchiosi anti utenteanonimo ma sono troppo pigra per farlo.
    e ancora: che ne sai tu delle mie scelte e della mia ricerca di felicità (che mi sembra una prospettiva enorme, per cui assolutamente scartabile).
    putroppo (per me) sono una che nn è capace a scappare. altro che fughe dal destino: io nel mio destino ci sto fino al collo (e anche di più).

    in definitiva: sfinita, mi sono sfinita già da me, non ho bisogno che ti ci metta anche tu, quindi mantieni la tua promessa (che aveva un che di nobile).
    non scrivere più, qui.

    ok? 🙂

  4. lorypersempre ha detto:

    Ci lasciamo dietro più vite di un gatto, più pelli di un serpente, più strati di una cipolla 😉
    Leela

  5. utente anonimo ha detto:

    Bel post! condivido la nostalgia o comunque lo sguardo rivolto al passato …come invidio quelle persone che si buttano nel futuro del ‘domani è un altro giorno’ di Mizz Rossella! A me piace tenere biglietti e frasi e diari, e poi mi viene l’irrefrenabile voglia di fare un faló…
    Cl

  6. algaspirulina ha detto:

    non ci crederai, ma la nostalgia non c’entra niente.

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