ratatouille (ma anche no)

Oggi ho lavorato dalle nove e mezza fino all’una.

Poi sono corsa a fare la spesa e a casa.
Ti ho preparato: spaghetti al pomodoro fresco, hamburger ai ferri, carotine saltate, spinaci col formaggio fuso, patatine fritte.
Per frutta c’era l’uva, quella rosata e croccante, quella che piace a te.

Il pane l’ho fatto ieri notte, perché tu lo avessi fresco stamattina da portare a scuola, sotto forma di panino con la mortadella d.o.p.

Il mio pranzo l’ho consumato seduta al computer di casa, aspettandoti (abbiamo gli orari sfasati, non è colpa di nessuno).

Alle due ero già sul pezzo, e sono uscita alle sette.

Sono tornata a casa e ti ho preparato le seppioline in umido con i piselli (che di solito ti piacevano) con il riso basmati.

Ma siccome non ti ho comprato una cosa che volevi, non hai voluto mangiare (però, prima, hai pasticciato il piatto).
Hai detto che cucino da schifo, che non ne puoi più.

E continuavi a rimestare, facendo la faccia da vomito.
Allora mi sono alzata e ti ho portato via il piatto.

Ti sei vendicato sparando il TV a tuono e io mi sono presa il piatto e sono andata a mangiare in piedi, in cucina.
Tu mi hai gridato dietro che è ora che cambi modo di far da mangiare, finalmente.
Io ti ho risposto (col pensiero) che i maschi sono geneticamente programmati per rovinare la vita alle donne, fin da piccoli.

Dunque, ho deciso che (almeno per tre giorni), il mio modo di cucinare lo cambierò.
Anche se mi costa, anche se è difficile (e chi mi conosce, lo sa), ti farò fare un po’ di gavetta.

Domani a pranzo avrai la pasta molto scotta, con poco sugo e pure senza sale.
Gli spinaci che hai avanzato oggi (e che di solito mangio io, come del resto tutti i tuoi avanzi, non si scherza, coi soldi) e una bistecca durissima.
E via così, mi ci metterò d’impegno, vedrai.

Non so se ti servirà di lezione (ai miei tempi funzionava così, oggi forse no) o se ti farà incattivire ancora di più.

E non so nemmeno quanto riuscirò a tenere duro.
In fondo, cucinare per te è un modo per dirti parole d’amore.
Mi sa che durerò circa ventiquattr’ore.

Soprattutto dopo averti visto che, dieci minuti fa e alla chetichella, sei andato a riscaldarti le seppioline nel microwaves, e te le sei sbranate in un nanosecondo.

soundtrack: Revenge, Eurythmics

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9 thoughts on “ratatouille (ma anche no)

  1. lotrovassi ha detto:

     ..piezz’ e core…

    (cmq mi hai fatto venire una fame spaventosa…;.-)))

  2. algaspirulina ha detto:

     piezz’e core, sì.
    ma devono pur crescere, prima o poi.

  3. Ada09 ha detto:

    Tieni duro, Alga!!!

  4. utente anonimo ha detto:

     …Bambini, li han fatti con lo stampino eh.

    Cristiana.

  5. aeroporto ha detto:

    errore. domani fai qualcosa di nuovo, magari qualcosa di  diretto. (sono sempre solidale con le mamme delle mamme e con i figli maschi che sono sempre le vittime)
    un saluto.

  6. algaspirulina ha detto:

     ada: macché, ho sbracato subito 😦
    oggi a pranzo, pasta al sugo sciapo, ma non son riuscita a farla scotta come avrei voluto, e un bistecca dura (ma è stata un’impresa).
    però stasera c’era tommi a cena e che potevo fare: lasagne di verdure e spezzatino con le patate.

    un po’ sono malata, un po’ cucinare (a modo mio) è una coccola anche per me. e ne ho bisogno, di coccole.

    cristiana: già 😉

    aeroporto: cosa essere, qualcosa di diretto? un carpaccino? 😉
    e poi ormai lo so, che tieni per le nonne e per i figli.
    forse, perché sei un maschio (e i figli maschi sarebbero vittime di chi? delle madri? boh. scusa ma a me, questa cosa non sta bene).

  7. lorypersempre ha detto:

    Sei troppo buona. Io non gli avrei cucinato nulla per un paio di giorni: perchè, come diceva mio padre buonanima, "la sete va tolta col prosciutto".
    Del resto, a casa mia, il Toto si rifiuta di mangiare quello che cucino mentre io trito giù tutto. Ergo, cucina il Toto e siamo tutti contenti e felici (anche se non mi prepara mai le cosine che piacciono a me e che lui detesta tipo minestre, zuppe, polpette, etcetera).
    Leela

  8. algaspirulina ha detto:

     se vieni a trovarmi, te le cucino io 🙂

  9. aeroporto ha detto:

    non sono solidale con le "nonne", ma con le mamme delle mamme;  è altra cosa.   

    peccato per quel libro che ti chiesi di leggere… (ma che arrogante che sono!) c’era  un bel saggio "esemplificativo" sulle   madri… italiane  

    "Diretto"… mah!   Vai a capire che significherà mai, "diretto"

    un saluto.

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