gran bollito

Ci sono due piatti che io considero conviviali, coi quali me la cavo abbastanza bene, e che mi piace preparare per fare amicizia.

Come forse ho già scritto qui sopra, è il mio modo per dire benvenuto, sono contenta di fare la tua conoscenza 🙂

Il primo è la bagnacauda: è allegro e colorato, pieno di verdure fresche e croccanti che tutti i commensali prendono con le mani e pucciano (come si dice in Piemonte) in una magica salsa bollente, morbida e saporosa.
Se la bagnacauda è comesideve, il contrasto tra la fragranza degli ortaggi e il calore dell’intingolo che racconta un legame speciale, di contadini e mercanti viaggiatori (l’aglio, l’olio in origine di noci e le acciughe salate) della mia regione di nascita con la Liguria, è straordinario.

Il secondo è il bollito o lesso, come si chiama in EmiliaRomagna, la terra dei miei genitori.
Il bollito ha un’apparenza molto più seria della bagnacauda, ma riserva delizie nascoste.

Intanto, non è una roba che si fa da sola, bisogna starci dietro.
Poi, deodora la casa di un aroma incantevole, che sa di famiglia.
La carne buona, qui a Milano, non è facile da trovare (non parliamo della testina), ma io ho i miei trucchi 😉
E ci sono le salse, che per me sono le tre salse, quelle che mi ha insegnato la mia nonna.
E le patate lesse, che sono una delle cose più buone del mondo.
E se una, per caso, ha un padre romagnolo, nel brodo ci butta i passatelli 🙂

Io sono sempre stata una bollito-addicted, fin da piccola.
La mia nonna (che era una santa) veniva ospite a casa mia tutti i weekend, arrivava il sabato pomeriggio e portava la crostata emiliana di marmellata di susine aspre da mangiare il giorno dopo.
Alla sera andava a dormire, prestissimo, nella camera degli ospiti e quando arrivavo la trovavo seduta sul letto che caricava la sveglia e mi sorrideva e mi abbracciava senza dire niente, e sapeva di acqua di rose e mi ricordo che aveva le medagliette della Madonna appuntate sulla camicia da notte con le spille da balia.

Dopo andavo a letto anch’io, ed ero felice perché sapevo che l’indomani la mia nonna avrebbe fatto il bollito.

Al mattino mi avrebbe mandata nell’orto a raccogliere il prezzemolo per le salse e dopo sarei andata a Messa e avrei guardato per tutto il tempo gli affreschi sulla navata con gli angioletti che spuntavano dalle nuvole rosate che a me facevano venire in mente le patate che avrei schiacciato con la forchetta per mescolarle alla sua salsa rossa.

Strepitosa.

p.s.
ho postato la foto dell’insegna di un santuario del gran bollito, i torinesi lo riconosceranno.
io ci sono stata una ventina di anni fa e me lo ricordo ancora adesso 🙂

soundtrack: Beauty, Ryuichi Sakamoto

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16 thoughts on “gran bollito

  1. utente anonimo ha detto:

    Una delle tre salse è per caso il “bagneott” (non ho la tastiera giusta ma ci dovrebbero essere due puntini sulla “o” per la corretta pronuncia)

    Comunque è quella salsa che si fa con la mezzaluna(guai usare il frullatore perderebbe tutto l’aroma) triturando bene bene il prezzemolo fresco con l’aglio,fino a che diventi una salsina aggiungendo poi l’olio e il sale e un pochino di pepe…

    mmmmche acquolina anche sè è mattina presto me ne mangerei unpo’ col pane…

    Cristiana

  2. tiptop ha detto:

    A volte però capita che nel week end arrivi nonna Papera con la torta di mele.

  3. lotrovassi ha detto:

    Ho una vera passione per i bolliti…

    😉

  4. ladygabibbo ha detto:

    buoni i bolliti, non li faccio spesso perchè altrimenti brontolano..però quella volta che li faccio abbondiamo. qui facciamo la pearà per i bolliti, ricetta veronese che mi insegnò la suocera

  5. algaspirulina ha detto:

    cristiana: effettivamente una delle tre è verde 🙂
    ma è una versione emiliana del bagnét, più delicata.

    tippe: sbav 🙂

    lotrovassi: bene 🙂

    gabibba: anch’io la faccio, la pearà, è una delle poche cose buone che mi ha lasciato in dote la mia *ex* suocera, veronese anche lei.
    e comunque, anche se si abbonda, poco male: il giorno dopo, con gli avanzi, si fanno delle polpette che sono la fine del mondo 🙂

  6. utente anonimo ha detto:

    Che voglia mi hai fatto venire…
    sì, sì, il prossimo fine settimana bollito per tutti i Gallioli, Spartacus compreso…
    Margherita

  7. utente anonimo ha detto:

    Le medagliette della Maddonna…..anche la mia nonna me le metteva ,che ricordi!!! pensa le avevo dimenticate…
    Anna

  8. utente anonimo ha detto:

    mi hai fatto venire una voglia di bollito… persino a me, è detto tutto 😉

    p.s. vedo che hai iniziato a scriverlo, ca va sans dire…

    estre

  9. lorypersempre ha detto:

    Cresciuta come sono a Milano adoro bolliti, zuppe, minestre, minestroni… tutto.
    Quanto alla bagnacauda… mai provata! Anche perchè mi impensierisce un po’ l’aroma del giorno dopo 😉
    Leela

  10. alicen ha detto:

    yum! Bagnacauda!
    Alice sbavatrice

  11. claracalvi ha detto:

    bello vedere come certe passioni (i blog, l’aglio, le acciughe, i film, la lettura, il biancostato, il senso dell’umorismo, il telefono azzurro) ci accomunino, noi così diverse… come se fossimo una sola con tanti pseudonimi.

    BOLLITO & BAGNACAUDA FOREVER!

  12. algaspirulina ha detto:

    leela : 🙂

    alicen : 😉

    clara: :-))))))))))))))

  13. utente anonimo ha detto:

    Strepitosa. 🙂

  14. utente anonimo ha detto:

    senti ma quali sono i trucchi per carne buona e testina a milano? per la carne buona non ho grossi problemi ma la testina è davvero difficile..
    grazie

  15. algaspirulina ha detto:

    beh, è semplice, u.a.: il trucco sta nell’andare a pecetto, provincia di torino, recarsi da un ottimo macellaio e comprare un paio di chili di strepitosa testina di vitello piemontese, indi tornare a casa a milano, porzionarla e surgelarla 🙂

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