dagli appennini alle ande (tre distanze)

La Cami vive a To.
Io vivo a Mi.
E mi manca.

Ieri, per vederla giocare, ho fatto su un (melodrammatico) fagotto di tre biro (una nera, una rossa e una blu), due quadernoni con i buchi, il nulla osta del liceo di Brera (ovverossìa il mio tentativo mancato di regalarle qualcosa di bello), mezzo pane fatto in casa e alle dieci del mattino ho preso un treno.
Ho cambiato a Voghera e ne ho preso un altro.

Sono tornata a casa alle undici e mezza di notte, però almeno ci ho parlato (circa venti minuti), tra una partita e l’altra, mentre lei si ingozzava di gelati, e ho capito che è contenta della sua nuova vita, anche se ogni tanto va in ansia, ad esempio per la scuola.

Oggi era il primo giorno di scuola, appunto, e io non c’ero.
Speravo che venisse a casa per il weekend, e invece niente.

Devo abituarmi al fatto che non posso essere dove vorrei essere (e questa è roba vecchia), anche se le mammette all’autogrill di Novara, sulla strada del ritorno, dicono che non dev’essere abbandonata (eh?).

Pietro si sta prendendo i suoi spazi (e anche di più) da fratellominoreimprovvisamentesemifigliounico.
Stupidamente credevo che sarebbe stata un’occasione per entrare in contatto con quest’astronave adolescenzialmaschile che mi attraversa e mi sconquassa la casa (e non solo. e non pensate siano le palle, che del resto non ho).

Niente di più sbagliato.

Per ora se ne sta ritirato nei suoi possedimenti.

Io aspetto
, e intanto la macchina per il pane sta preparando la materia prima per la sua merenda di domani.
Forse la macchina per il pane saprà parlargli al posto mio.

Stasera il TV acceso sparava un gioco a premi in cui una madre di sette figli tentava di vincere una valanga di soldi per poter mandare il rampollo più piccolo a Los Angeles per conoscere Zac Efron.

E su questo, non ho niente da aggiungere.

soundtrack: 
    



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2 thoughts on “dagli appennini alle ande (tre distanze)

  1. tiptop ha detto:

    Qualcosa so, dei figli lontani.
    Marco un po’ più tardi.. solo a Berlino senza conoscere una parola di tedesco, a 21 anni. E ora Ginevra.
    E una sensazione di colpa che essendo fuori casa io, quando torna non ritrova la “sua” casa.

  2. lorypersempre ha detto:

    Chicca è ancora vicina a me (bella forza, ha nove anni!) ma un giorno se ne andrà. E non riesco ad immaginare il mio scombinato matrimonio senza di lei…
    Leela

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