tata matilda

La mostruosa (grazie al trucco e per esigenze di copione) Emma Thompson, alias Tata Matilda, è un mix tra Mary Poppins e Fräulein Maria di Tutti insieme appassionatamente.

Fa l’istitutrice in una specie di bucolica Inghilterra vittoriana dove tutti si abbigliano con colori lisergici, al posto della borsa contienitutto ha un bastone fatato e si trova a dover badare ai numerosi figli di un vedovo sbadato che si occupa di cadaveri.

Fin qui tutto normale, per essere l’ennesimo film pediatrico che stasera mi sono sciroppata con Pietro.

Ma ci son due cose che (a parte il cast stellare di vecchie e nuove glorie della cinematografia brit) mi sono piaciute tanto.

La prima è che le regole esistono, vanno insegnate (non sempre i legittimi genitori, oppressi dalle preoccupazioni e dai sensi di colpa, sono in grado di farlo), e vanno insegnate con calma e distacco, facendo capire bene che le conseguenze ricadono su chi compie una determinata azione. Semplicemente.
Non a caso, il sottotitolo originale del film suona: Behave or Beware, qualcosa tipo sappiti comportare, o sono tutti cazzi tuoi (che è quello che esattamente succede nella vita, anche in quella degli adulti).

La seconda è che questa Tata Matilda, man mano che i problemi si risolvono, perde tutti i suoi porri e nei pelosi, affina le sopracciglia da urangutan, e ridimensiona lo spaventoso dentone frontalsuperiore che la sfigura per la maggior parte della durata del film.
Vale a dire che l’amore rende belli o meglio, migliora le persone e, anche se sembra una banalità, è verissimo (provato in passato sulla mia pelle) e lo dice anche Ivano Fossati.

Mi sembrano due messaggi molto validi, che vale la pena passare ai nostri figli fin da piccoli.
Il punto è come farglieli passare, ma questo è un altro problema.

L’unica cosa che non mi è piaciuta è che alla fine, secondo me, Colin Firth (uno dei pochi attori viventi che trovo veramente sexy e che ha appena vinto la Coppa Volpi al Festival di Venezia come protagonista di A Single Man di Tom Ford) avrebbe dovuto sposare Tata Matilda e invece no, ma non vi dico come va a finire, anche se è un film vecchio e l’avrete già visto in mille, perché altrimenti la Gazz mi fa il culo 😉

soundtrack:

   

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3 thoughts on “tata matilda

  1. utente anonimo ha detto:

    L’ho visto pure io ieri il film.
    Anche se è vecchio per me era la prima volta, mi è piaciuto e mi ha emozionato, pure io avrei voluto sposasse la tata, ma sarebbe stato tropto banale, non trovi, lei poi è una strega che strega non è ma fata mandata dalla moglie morta.

    Come vorrei una Tata Matilda pure io non è mica tanto facile fare i genitori.

    Cambiando discorso ma ieri Italia uno per caso stava facendo dei test cromatici?

    Tra tata matilda e il gatto col cappello…ho rimpianto la tv in bco e nero!

    Cristiana.

  2. algaspirulina ha detto:

    … ah, ecco che cos’erano quei colori lisergici.

    😀

  3. lorypersempre ha detto:

    L’ho visto anch’io ma lo conoscevo da un pezzo, è il film preferito di Chicca.
    Non ti dico quante volte me lo son dovuto sorbire in francese 😉 e comunque si, stucchevole e scontato, ma mi piace.
    Leela

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