era mio padre

Dieci minuti fa, mentre stavo finendo di foderare i libri di scuola di Pietro, pensavo che sono contenta della proposta parlamentare riguardo alla libera scelta da parte dei genitori del cognome per i figli.

Mi sembra un atto di grande civiltà (che altri Paesi europei hanno adottato prima di noi) e di grande comprensione, una volta tanto, per le migliaia di madri single come me che continuano (coraggiosamente, perché no?) tra grandi difficoltà, a tirar su i loro figli.

A differenza della Francia, della Svezia, dell‘Islanda (tanto per fare esempi sparsi), lo Stato italiano non si è mai sprecato in aiuti concreti tipo sconti di ore lavorative, asilinido all’interno delle aziende o comunque vicino ai posti di lavoro, sovvenzioni economiche integrative (tanto per fare altri esempi sparsi) a favore delle donne capofamiglia.
Ben venga, quindi, un piccolo riconoscimento: che almeno quando certi padri sono assenti, ma nei fatti, non a parole (ché è facile fare i paraculi, lo sappiamo tutti… ) il cognome possa essere anche quello di chi ogni sacrosanto giorno si alza, sveglia i suoi figli, prepara loro la merenda e li manda a scuola, e va a lavorare (fulltime, altrimenti lo stipendio non basta), fa la spesa, torna a casa e sta dietro ai compiti, cucina, mette a letto la prole o sta alzata ad aspettarla, magari stirando o pulendo la casa, tanto per ottimizzare i tempi 😉

E metteteci dentro gli accompagnamenti a qualsiasi ora, il dover chiedere permessi per le recite scolastiche, le visite mediche, le malattie (e quando non si può si va al lavoro lo stesso, ma tristi, pensando a un ragazzino con la febbre da solo a casa), le iscrizioni e i colloqui a scuola.
E aggiungeteci pure le corse in ospedale a notte fonda, magari quando i figli sono piccoli (e son tuffi al cuore).
Senza contare le preoccupazioni che non ti fanno dormire, e il terrore di ammalarsi (ché poi, come si fa?)
Oppure il dover rinunciare (senza pensarci neanche troppo, ché i figli so’ piezz’e core) ad una vita di relazione normale.

No, la mia non è voglia di revanche, anch’io ho desiderato una vera famiglia (e sono felice per quelli che sono riusciti a realizzarla): in questo caso il doppio cognome, o comunque una comune decisione di sceglierne uno (magari perché ci si tiene, affinché non vada estinto) è un’espressione dell’amore di due persone che hanno figli insieme. 

Per quel che mi riguarda, non mi permetterei mai di cancellare il nome del padre (questo dovrebbero avere la libertà di richiederlo i figli, quando saranno grandi), però mi farebbe piacere che potessero portare anche il mio.

Perché penso di meritarmelo (io, e tutte quelle come me).

soundtrack: Little Creatures, Talking Heads

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6 thoughts on “era mio padre

  1. Ada09 ha detto:

    Spero che la proposta non rimanga lettera morta, come tante altre. E’ da tempo che aspetto che questa cosa venga presa in esame. Mi ha sempre dato un fastidio tremendo sapere che non avevo diritto di scegliere il mio cognome per mio figlio, dato poi che è anche più bello e comprensibile di quello di mio marito.

  2. utente anonimo ha detto:

    beh, il fatto è che andrebbe deciso al momento dell’iscrizione all’anagrafe. Mica tutti i padri spariscono prima.

  3. algaspirulina ha detto:

    ada: ;-D
    effettivamente il tuo cognome, col nome di genietto, ci starebbe d’incanto.

    leela: eh…

    u.a.: certi sì, fidati.
    e comunque, se leggi bene tutti gli articoli, *l’aggiunta* del cognome materno meriterebbe di essere retroattiva.

  4. alicen ha detto:

    😉
    Io fò da battistrada e da fulgido esempio, come ben zai… anche se la cosa è stata dettata da immani casini più che da una scelta a tavolino.
    Ed a parte la rottura di marroni di dover firmare con 21 lettere (cioè, non so se mi spiego: su ogni papiro io faccio un alfabeto!), son contenta di averli entrambi. Perchè IO sono entrambi.
    Tra l’altro suonano così bene che posso quasi spacciarmi per donna dalle nobili origini, tiè!
    Alice doppio cognomizzatrice

  5. algaspirulina ha detto:

    alice: sì, tu *sei entrambi*.
    è una cosa molto bella 🙂

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