venerdì 13: il terrore continua

La chiusura del venerdì sera è sempre un’avventura.

La giornata solitamente si annuncia strana: al mattino, in redazione si arriva quasi tutti verso le dieci, con aria circospetta (che succederà, stasera? le RAI chiuderanno in tempo decente? e la 7?), recando fagotti e cartocci vari contenenti le umili cene da tastiera, ché prima delle undici (ovverossia tra tredici ore) di qui non ci si schioda.

Dopo una mattinata relativamente soporifera, l’ansia comincia a serpeggiare e poi a montare dopo le quattro del pomeriggio, quando arrivano le prechiusure (cioè, in teoria, quello che andrebbe scritto nel numero che partirà tra cinque ore), per poi esplodere nel più totale delirio verso le sei e mezzo, quando quasi tutto quello che è stato dato per scontato, immediatamente si capovolge.

Di solito, dalle sette in poi, le variazioni si succedono a raffica compromettendo l’equilibro psichico di tutto lo staff: ognuno ingrana una sequela di bestemmie personali, urletti, cantilene, colpi di tosse, conati di vomito, pianti, svenimenti dimostrativi and so on finché, all’improvviso, quando verso le dieci e mezzo parte tutto per un altro pianeta (la tipografia), si assiste ad un crollo generale della tensione.

Tipo che dalla stanza del boss si leva una voce che dice: Fratello Sole sorella Luna thriller rosso?
E tutti scoppiano in una risata liberatoria (lo so che non capite, ma non importa).

Ora, dovete sapere che il fatidico venerdì, che per tutti è (come avete letto qui sopra) parecchio impegnativo, per l’intrepida Alga lo è ancor di più.

L’Alga infatti tiene sulla sua scrivania, a dieci centimetri dalla tastiera, una bomba a mano innescata (e senza sicura): si chiama cellulare (acceso).

Spieghiamoci.

Nel bel mezzo del casino, la bomba esplode varie volte, per esempio, oggi, così.

ore 10.30: Buongiorno, signora, è la scuola di quel delinquente di suo figlio, il ragazzino si sente male, forse è un virus. Potrebbe venirlo a prendere?

ore 11.00: Mamma, posso giocare sul computer?

ore 11.30: (sms) Mamma, mi sono dimenticata l’abbonamento del bus a casa, mi ha beccato il controllore e mi ha cacciato la multa. Me la paghi tu?

ore 11.45: Mamma, quando arrivi a casa?

ore 11.55: Mamma, puoi telefonare alla Silvia per sapere se stasera posso cenare con Tommi?

ore 12.00: (sms) Mamma, mi fai la ricarica?

ore 12.35:
Mamma, quando arrivi a casa? Che c’è da mangiare?

Ore 13.00 pausa pranzo: l’Alga corre a fare la spesa e poi a casa.
Spadella per i kids e mette su il bollito con una semplicissima consegna al figlio "malato": SPEGNI – IL – FUOCO – ALLE – CINQUE.
Son solo cinque parole ben scandite, che ci vuole?

Si riparte alle due, ma la bomba non la smette di squillare.

ore 14.30: Mamma, vado al parco con Tommi (ma non eri malato?)

ore 15,30: Mamma, non ho le chiavi di casa, Pietro mi apre?

ore 17.00: (questa volta è l’Alga) Pietro, hai spento sotto il bollito?
Lo faccio subito, mamma.

ore 18.00: Mamma, ho perso le chiavi, se esco poi come faccio? Se passo da te, mi dai le tue?

Pietro arriva alle otto di sera, l’Alga organizza eroicamente una pausa-stizza (leggi pausa-sigaretta) per potergli dare le chiavi di casa.

L’Alga, stravolta dalle variazioni redazionali, incontra quel delinquente di suo figlio, reduce da un pomeriggio di galoppate nel parco (ma non era malato?) sulle scale esterne dell’ufficio.

L’atmosfera ha molto in comune con le scene di duello dei film di Tarantino.

Qui ci sono le chiavi, ma insomma, è il terzo mazzo che perdi in due mesi!
Almeno, hai spento sotto il bollito?

Occazzo, mamma, mi sono dimenticato.

L’Alga a questo punto potrebbe anche svenire.

Ma siccome è un soldatino, fa dietrofront e se ne torna in redazione per restarci fino alle undici circa e per poi tornare a casa.

E, come al solito, trovarla come una discarica.

soundtrack: It wasn’t me, Shaggy

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3 thoughts on “venerdì 13: il terrore continua

  1. lorypersempre ha detto:

    Ci sono figli che meritereero di essere picchiati in testa con la pentola del bollito. Ovviamente piena 😉
    Leela

  2. treeonthehill ha detto:

    Alga, è un post frenetico, questo!
    Ti sono vicina e, in quanto ai figli, lascia perdere, è una battaglia persa in partenza…Bacio:-)

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