la voce della luna

Stasera sembra venerdì sera perché ho lavorato fino a tardi.

C’è stato il solito casino, quando sono tornata a casa.

Però adesso i kids dormono e non c’è nemmeno bisogno di ascoltare musica: c’è il fiato tranquillo del Mac, le unghie troppo lunghe di Spago che fanno delicatamente avantindietro sul parquet, una magnifica luna quasi piena, gli odori dei germogli che vengono da fuori, il silenzio del parco rotto solo da un’allarme machissenefrega, il banano che ha messo fuori un’altra foglia e, soprattutto, la prima puntura di zanzara.

Ce l’ho qui, sul dorso della mano destra.
Brucia un po’, ma è il benvenuto della bella stagione.

Non c’è molto da dire, ultimamente.

Ho tirato le zanzariere sulle finestre per la prima volta quest’anno.
Ho acceso un cono di incenso alla citronella e l’ho messo nella pancia dell‘elefantinodimuji.
Ascolto il canto degli uccelli notturni.

Me ne sto qui a battere le punte delle dita sulla tastiera.

E mi sento fortunata.

soundtrack: Black cherry, Goldfrapp

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