l'amore ai tempi del colera

In questa sera di blackoutperlaterra e scatto dell’ora legale, l’Alga riceve un invito ad uscire dalla tana.

E, non molto convinta, l’accetta.

Così, si trascina in bagno e si guarda allo specchio.
Decide che la sua faccia stropicciata va bene così, basta giusto un ritocco di mozzicone di matita, e poi si infila un paio di leggings H&M, gli stessi che trent’anni fa portava sotto il nome di fuseaux.
I capelli li ha lavati ieri, non c’è bisogno di rifare la trafila, una spazzolata a testa in giù sarà più che sufficiente.

Poi si spruzza un rimasuglio di Feud’absinte, che ancora le spacca il cuore, ed è pronta per l’avventura.

Come prima cosa, un rifornimento di benzina al selfservice (con la pioggia controvento) le mette cappaò la scarsa capigliatura.
Ciò nonostante, servendosi di un biglietto scarabocchiato sbirciando Googlemaps, arriva a destinazione.

Casa del maschio invitante: aperitivo piuttosto pesante (il suo), mentre Alga, sfidando le sue paure più ancestrali, prende in mano il serpente (non pensate male, trattavasi realmente di un rettile) albino con occhi rossi, corazza rosa e lingua saettante (brrrrrrrrr) del primogenito del maschioinvitante.

Segue tragitto in macchina attraverso Milano: Alga guida col maschio che fa da navigatore, e non capisce assolutamente un cazzo di dove stia andando.

Segue ancora festa in posto normale: scambi vocali a volume mostruoso dalla quale si estrapolano brandelli assolutamente insignificanti.

Segue ancora, in cucina: conversazione con un tipo sconosciuto che lamenta problemi di insonnia (ma guarda…) e che non si sa fare nemmeno una bistecca.
E qui, Alga capisce che l’unico argomento che la eccita (veramente) è la cucina.

Segue, infine, il ritorno a casa.
Nel quale Alga si fa, guidando, da Mac Mahon a quasi XXII Marzo (sotto la pioggia battente e in una città che non è la sua) con il maschio invitante che (in preda ai fumi dell’acool, probabilmente) le fiata nell’orecchio proposte moooolto osè mulinando nel frattempo le estremità superiori a mo’ di polipo.

L’Alga non è interessata, ma le viene da ridere (anche se portare una macchina in queste condizioni, non è prorio facile, perché il maschio invitante le è simpatico.
E poi ride anche perché il fatto di essere effettivamente piuttosto trombable le sembra buffo.

Però (evidentemente) è così.

soundtrack: It’s a man’s man’s man’s world, James Brown

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7 thoughts on “l'amore ai tempi del colera

  1. tiptop ha detto:

    Spesso non so cosa dire ai tuoi post… però l’ho letto sorridendo e ridendo…
    Anch’io ieri ero per corso XXII Marzo!

  2. Ada09 ha detto:

    La tua vita mi sembra piuttosto eccitante!!!

  3. alicen ha detto:

    Marò, la pioggia battente e il polipo libidinoso rendono il viaggio dell’Alga alquanto avventuroso… Brava! 😀
    Alice ammiratrice

  4. lorypersempre ha detto:

    Non per sminuirti ma gli uomini sono creature semplici: un bicchiere alcolico, un cicinin di prurito alla coda e si tromberebbero perfino… me 😉
    Leela

  5. algaspirulina ha detto:

    leela, mi sembri ingiusta nei tuoi confronti.

    per quanto riguarda gli uomini, sono pienamente d’accordo 😉

  6. utente anonimo ha detto:

    torno dopo mesi di assenza e mi tocca leggere tali commenti sugli uomini…
    tristezza.

    Soundtrack: Quattro stracci (F.Guccini)

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