la lettera

Cara mamma,

ti telefono tutte le sere perché così forse hai l’impressione che io non sia tanto lontana.
Non che sia così tanto lontana, sono solo a un’ora e mezza di strada, ma in fondo ha ragione mia sorella, tu qui non ci verrai mai e non perché hai ottantacinque anni (esistono i taxi che ti portano alla stazione e se aggiungi una mancetta l’autista ti accompagna pure fino al treno e poi sul trenosuperveloce ci sono le hostess che ti scortano al tuo posto e poi a Milano ci sono io che ti aspetto sulla banchina e poi c’è la mia macchina e poi a casa mia c’è la rampa al posto delle scale d’ingresso e poi c’è l’ascensore e poi c’è il parco con le panchine a due metri e poi dai, mica stai su una sedia a rotelle ;-)], del resto il posto dove sto l’avevo fotografato a settembre perché tu lo vedessi, perché vedessi quanto ero stata brava a trovare una casa (minuscola, vabbé, ma sempre una casa, in meno di un mese in un posto così bello).

Così, perché tu le vedessi, avevo mandato le foto via mail a mia sorella, ma tu non le hai mai viste e non ho ancora capito se era perché tu ti dimenticavi di chiedere, o lei si dimenticava di fartele vedere.
Te le ho dovute mostrare tre settimane fa, quando ti sono venuta a trovare, sul minimonitor della mia digitale, peccato, su quello più grande del computer rendevano meglio (e lo so che qualsiasi bambino, infondoinfondo ci tiene a fare bella figura con la sua mamma, e io non faccio eccezione).

Cara mamma, quando ti dico che la Gine tra poco parte per andare a stare a Londra e io sono triste, tu mi rispondi che non ci si deve affezionare a nessuno.
Quando ti dico che mi fanno male le ginocchia tu mi rispondi che mi devo comprare un bastone.

Magari sono anche risposte sensate, ma io continuo (irragionevolmente) ad affezionarmi alle persone e penso di essere (ancora) troppo giovane per andare in giro col bastone.

Stasera mi hai detto che è inutile che ci sentiamo se io non sono capace di farmi rispettare dai kids, tipo far fare il letto alla Cami (ma sappi che poi ho ottenuto che Pietro portasse il saccone della pattumiera di sotto), e così ci siamo frettolosamente salutate.

Cara mamma, io penso che sono i nostri mondi personali ad essere distanti, non le nostre due città.

E se potessi, ti scriverei una lettera per dirti che mi piacerebbe non parlarti per un po’, e richiamarti solo quando avrò qualcosa di veramente bello da raccontarti.
Però quel che funziona per me non funziona per te e viceversa.

Quindi continuerò a chiamarti tutte le sere.
E, tirando fuori il tono di voce migliore che riesco a trovare, ti dirò che va tutto bene.

Va tutto bene 🙂

soundtrack:  White as snow, U2

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15 thoughts on “la lettera

  1. utente anonimo ha detto:

    anche la mia mamma…non viene a trovarmi…è li’ nella sua casa al paesello…ed io a volte non la giustifico, un po’ come fai tu…ma chissà…forse anche noi…poi…cosa faremo…”sarete quello che sono”.
    Ciao…in piedi per seguire xfactor.

  2. utente anonimo ha detto:

    Va tutto bene. si’.
    Perche’ io non so bene come sia successo, ma se da questa mamma burbera e cinica e’ nata una mamma forte, ironica e tenace come te… allora va tutto bene. 🙂

    Ps. Ho il verdetto fotografato, mandami un pvt con la mailz!
    Alice divinatrice

  3. cilvia ha detto:

    lasciamo perdere le mamme và!!!

  4. Ada09 ha detto:

    Nemmeno la mia mi viene a trovare e abitiamo nella stessa città. Per loro è naturale pensare che dobbiamo essere sempre noi a muoverci verso loro.

  5. Morganalarossa ha detto:

    Anche io mi consolo pensando che, alla fine, se sono uscita ‘cosi” e’ pur sempre grazie a lei. Pero’ e’ una magra consolazione.

    Siamo mondi distanti, non c’e’ niente da fare.
    Mia madre, ieri sera mi raccontava tutta entusiasta che ha preparato al loro cane una cena a base di carne trita e avanzi delle loro trofiette al pesto. E lo sa, lo sa che io vivo da due settimane con quel che resta dello stipendio (14 euro quattordici) e ho venduto una settimana fa l’ultimo anello d’oro che mi era rimasto. Per comperare da mangiare.

    Son fatti cosi’. Bisognerebbe far spalluccia e fregarsene…ma e’ la lezione piu’ difficile da imparare, lo so. Ti abbraccio.

  6. concajoni ha detto:

    Babbo, quando gli chiedono dei suoi figli, risponde sconsolato mah, sono tutti e tre comunisti…Poi a suo modo ci vuole bene e per noi ha cercato di fare quel che poteva.
    La verità è che non è mai esistita nella storia una generazione che abbia scavato come la nostra un solco tanto profondo con quella precedente. Per questo, semplicemente, non capiscono. Che abbiamo avuto tutti una vita forse più difficile, ma anche infinitamente più ricca e più intensa della loro.

  7. aeroporto ha detto:

    sono per la mamma, banalità per sentimenti, non si chiedono.

  8. algaspirulina ha detto:

    eh no, aeroporto, questa non te la passo 🙂

    non ho accusato nessuno, ho solo parlato dei miei sentimenti.
    sicuramente per te sono banalità (anche se mai mi permetterei di esprimere giudizi sui tuoi, ché non ci conosciamo), anzi, ancor più sicuramente il mio blog in fondo è banale (e lo dice anche una persona che conosco, che splinder è una piattaforma in cui gli utenti si fanno compagnia con i loro diari, per questo ora migrano tutti su fb: per continuare a chiacchierare. secondo lui, lo facevano prima sulle chat, poi sono passati a splinder, ora sono appunto su fb) semplicemente perché io la vivo tutti i giorni, una vita banale.

    però guarda che per vivere una vita banale come la mia (con il cuore ancora pieno di visioni e di desideri) ci vogliono due coglioni così.

    e io, parafrasando il grande totò, modestamente, li ebbi 😉

  9. Morganalarossa ha detto:

    Un brindisi! alzo il calice alle tue parole.

  10. aeroporto ha detto:

    Con il termine banalità si incontrano molte definizioni. Una ad esempio, è quella di liberare dal “binario” un vettore, (termine usato ad esempio nel gergo ferroviario), “scambiare e banalità” sono stessa cosa: Liberare.
    Non ho criticato il tuo modo di concepire la vita, hai qui (con me) costruito un muro, hai inteso forse, ciò che volevi intendere.

    Ho scritto che sono dalla parte di tua madre ed ho specificato che non si possono scambiare banalità con sentimenti. Credo di aver detto altro.

    Io la chiudo qui, non dipingermi se puoi, per quello che non sono, che non ho detto e che non penso.

    Passami il termine, niente “masochismi” preventivi.

    Spero che tu la voglia intendere la parola “masochismi” in modo leggero.

  11. lorypersempre ha detto:

    Anche io e mia amdre viviamo in due mondi assolutamente diversi ed impermeabili l’uno all’altro. Ma ci amiamo lo stesso, ed io la chiamo tutte le sere: per scambiare con lei quelle due notiziole spicce che so la faranno felice.
    Leela

  12. ladygabibbo ha detto:

    fai bene a chiamarla tutte le sere, son convinta che lei non lo meriti ma ne hai bisogno tu e fai bene.A me sembra impossibile che ci siano questi tipi di mamma…io sono stata davvero molto fortunata,peccato che la mia mamma non ci sia più…e mi manca sempre tanto

  13. utente anonimo ha detto:

    ma quanti anni ha tua madre? E’ così giovane da leggere un blog così fuori di testa?
    Ti fai o ti sei fatta in passato?
    Le hostes non ci sono più su la Freccia Rossa, Sei mai stata su un treno superveloce italiano? é uno schifo.
    prova tu a stare con tua madre nella sua città e non il contrario,
    Forse i problemi adolescenziali con la mamma.

  14. utente anonimo ha detto:

    i problemi adolescenziali con la mamma dovevi affrontarli prima. Se così non è stato forse non erano così gravi. Hai un gran tempo da perdere. Fai qualcosa per tua madre. Ho già perso troppo tempo in questo cazzo di blog

  15. algaspirulina ha detto:

    u.a.: evidentemente, sei molto bravo/a leggere le vite di chi non conosci e, soprattutto, a giudicare 🙂

    devi essere molto arrabbiato/a, anche.

    l’unica cosa che puoi fare per te è, appunto, non perdere più tempo su questo cazzo di blog.

    te ne sarei molto grata 🙂

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