mishima

Eh.

Non è mica da tutti, averci un figlio che pensa bene di capottare con il monopattino planando di faccia sul lastricato del cortile della scuola alle otto in punto di mattina.

Spavento a parte (drinnn driiin, signora non si spaventi), è stata un’avventura:

cercare di uscire dal paisiello (come lo chiama Silvia) nell’ora di punta.
trenta minuti per guadagnare una strada normale fuori di qui (e se uno sta per morire, come fa?)

trovare un qualsiasi ospedale cercando di non perdersi (io mica ce l’ho, il navigatore)

– scoprire che una fronte aperta piùommeno come un’anguria, te l’attaccano col bostik

– avere la conferma che, anche da grandicelli, la famosa terapiadelbaciosullabua fa miracoli

– tornare trionfanti con un kid addobbato come un samurai biancofasciato pronto per il suo seppuku (ché il cerottone e il naso spatasciato stile Jack La Motta con le ragazzine faranno di sicuro la loro porca figura).

Unico danno reale, se uno vuol fare proprio il pignolo, gli occhiali polverizzati.

Terzo paio in un anno.

E vabbe’.

soundtrack: Doctor doctor, The Who

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13 thoughts on “mishima

  1. ziaMargherita ha detto:

    direi che è stata una giornatina tranquilla 😉

  2. cilvia ha detto:

    il peggio è passato!! cmq era molto orgoglioso delle sue ferite di “guerra”!! eheheh! ciau notteeeeeee

  3. concajoni ha detto:

    Eh sono sicuro che, anche se era bimba, Alga si ricorda ancora di quella volta che Concajoni, già adolescente, le fregò il triciclo e si lanciò giù per la rampa del garage. Fino alla fine della discesa quando la ruotina davanti si incastrò nella grata di scolo e…come finì, ricordi?

  4. algaspirulina ha detto:

    😀
    sì.

    dopo uno zompo di due metri, finisti col culo nelle rose.

    mia madre era allibita, e forse anch’io 🙂

  5. algaspirulina ha detto:

    comunque sempre meglio di quell’altra idea che c’avevi avuto, di fare la gara di coraggio stendendoci a pelle di leone sulla provinciale, di notte, davanti a casa mia.

    ero un po’ più grande, mi ricordo ancora la sensazione (era settembre) dell’asfalto caldo sotto la schiena 🙂

    meno male che negli anni settanta ci passavano poche macchine.
    ora, con le mandrie di suv che transitano per la collina sarebbe, più che di coraggio, da suicidio.

  6. Ada09 ha detto:

    Ci vuole un bel coraggio a fare tutto da sola, come fai tu. Un bacio a tutti e due 🙂

  7. Morganalarossa ha detto:

    maremma se gli e’ andata bene! :-O

    Auguroni a te e al piccolo!;-*

  8. ziaMargherita ha detto:

    non era un cannibale.. magari lo fosse stato, era uno bravo a scrivere… solo quello.. ahimè 😦

  9. lorypersempre ha detto:

    Basta la salute, no?
    Tanto, i soldi… 😉
    Leela

  10. Christine01 ha detto:

    Come sta il Kid?Baciotti

  11. alicen ha detto:

    Il tuo samurai è già il mio eroe!
    E pure te, lo ammetto, con questa performace di sangue freddo hai conquistato un posto nel mio Olimpo personale…
    Comunque, il segreto è: quando cadi male, risali al più presto sul monopattino e fagli vedere chi comanda!
    🙂
    Alice ammiratrice

  12. algaspirulina ha detto:

    il sangue freddo ti viene, alice 🙂

    ho cominciato quando aveva tre mesi e la tosse abbaiante: una corsa a perdifiato in ospedale alle tre del mattino (e prima ero pure caduta per le scale con lui in braccio, perché senza triplo caffè non sono mai sveglia del tutto).

    e poi ho continuato con molte altre cose, per esempio un braccio rotto della cami, seduta fuori dalla sala gessi ad ascoltare le sue urla mentre le riducevano la frattura.
    che potevo fare, oltre a fingere di leggere il giornale per non far vedere che piangevo?

    io lo dico sempre, che non ho nessun merito (e ci credo veramente, non è spocchia da madre coraggio): quando sei da sola, come si suol dire, o è così, o è pomì 🙂

    e comunque, grazie a tutti 🙂
    pietro sta alla grande, come dice silvia è molto fiero del cerottone, ha l’ennesimo paio di occhiali nuovi (puff puff, pant pant) e domani se ne parte per un campo scout.

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