a lume di candela

Ognuno, dentro di sé, ha un’isola.

Qualcuno ha un posto immaginario dove rifugiarsi, o una stanza in cui sta bene, oppure ancora una  persona che la fa sentire in pace.
Altri hanno proprio un’isola (vera): per esempio la Silvia ha Alicudi.

Io ho Santa Maria.

Quello che vedete qui sopra è il Passo del Topo, tra Santa Maria e un isolotto minuscolo, nell’arcipelago della Maddalena, in Sardegna.

A Santa Maria c’è la casa estiva di certi miei amici.

Ci sono stata solo due volte, la prima a dodici anni, l’ultima a venti.

L’ultima volta ci ho passato quindici giorni, nel periodo di Pasqua.
Allora, a Santa Maria, non c’era la luce elettrica, né l’acqua corrente: si andava di lampade ad acetilene e di cisterne per l’acqua piovana.

Eravamo un gruppo di ragazzi, improvvisamente bradi per due settimane e c’erano le ginestre in fiore.
E quell’odore della Sardegna, di erbe secche della macchia mediterranea, che quando l’hai annusato anche una sola volta, non ti molla più.

Era bello vivere così, tutti insieme, dividendoci i compiti: calare le reti per la pesca alla sera, in due su una barchetta o salparle all’alba, attraversare l’isola per arrivare dal pastore a comprare la ricotta e il latte di pecora per la colazione, cucinare.

Tutto il resto era grande svacco: dormire al sole di aprile sulla spiaggia bianca, fare la gara a chi resistesse di più nell’acqua gelida (ma era così bella e limpida che come si faceva a starne lontani?), leggere al pomeriggio nei nostri letti, all’ombra dello stazzo ascoltando i Velvet Underground e intanto scambiarci sguardi – che allora sembravano romantici e forse lo erano – di sopra ai libri, fare i falò alla notte di fronte al mare e cantare in coro tutto il Don Giovanni di Mozart.

Ecco, quella è l’isola che mi è rimasta nel cuore, che ho sempre cercato in ogni casa che ho cambiato (e che ho trovato, per poi perderla, e chi mi ha portato via ha proprio detto volevo portarti via dalla tua isoladisantamaria).

Stranamente, ieri sera l’ho ritrovata per un po’, quando è mancata la luce (è tornata solo stamattina).

Nonostante lo scongelamento dei surgelati, le crisi isteriche della Cami che non poteva ricaricare il sacro cellulare, le proteste di Pietro che non poteva guardare il TV.

Ma è stato carino, con tutte quelle candele accese (profumate e non, benedetta Ikea), cucinare a tentoni, cenare con Tommi tutto contento tra le ombre traballanti, perfino beccarsi i (giusti) graffi di Spago, pestato inavvertitamente nella penombra della cucina.

Insomma, mi sono goduta la mia Santa Maria, anche per una sola sera.
Anche se non lo sa nessuno.

Perché in fondo io sono una creatura acquorea, e se non sarà una casa comunque la mia isola la porto dentro di me.
Sta lì come fosse ieri, nessuno me la porterà più via.

soundtrack:

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7 thoughts on “a lume di candela

  1. utente anonimo ha detto:

    La tua isola è proprio bella e l’hai descritta con sensazioni e colori che io ho trovato poco più di 3 anni fa.
    Noi arrivavamo dal mare e Santa Maria ci diede riparo dal forte vento per la notte.
    Svegliarmi al mattino in quelle acque incantate, tuffarmi con solo i pesci intorno, raggiungere la spiaggia e lasciar sorgere il sole nel più completo silenzio è un’emozione che ancora mi commuove.

  2. cilvia ha detto:

    il fascino prorompente delle isole!!! :))

  3. Ada09 ha detto:

    La mia è Procida, l’isola di Arturo. A quell’isola sono legati alcuni dei momenti più importanti della mia vita. Ci tornerò quando avrò bisogno di un altro miracolo.

  4. lacolf ha detto:

    eh, come ti capisco! Quel profumo è difficile da scordare 😉

  5. giochidiluce ha detto:

    hai un bel blog… per dieci minuti sei riuscita a liberarmi dai miei problemi.
    e stanotte per dormire tranquilla penserò alla mia londra di notte.
    grazie per aver risvegliato la mia isola felice.

  6. algaspirulina ha detto:

    giochidiluce: grazie a te, queste sì che son soddisfazioni 🙂

  7. algaspirulina ha detto:

    lasciroppata: e lo stazzo proprio in centro alla baia, quello a pochi metri dal mare, è lì, che io sono stata.

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